24 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2022 alle 22:28:00

foto di Ex Ilva
Ex Ilva

Il nuovo piano sull’ex Ilva spacca la politica. Ed è il consigliere regionale del Pd, Vincenzo Di Gregorio, ad esprimere una posizione che pare in contrasto con quella del governatore Michele Emiliano. “Nell’estate del 2012, nell’imminenza del sequestro degli impianti siderurgici disposto dalla Procura di Taranto, dai tavoli romani convocati d’urgenza furono ipotizzati interventi di risanamento ambientale che avrebbero dovuto concludersi in 5 anni. In anticipo, si diceva, rispetto al resto d’Europa. Sappiamo tutti, purtroppo, cosa (non) è successo. A distanza di dieci anni si dibatte ancora sul futuro dello stabilimento siderurgico di Taranto.

Nell’incontro presieduto dal ministro Giorgetti l’orizzonte del risanamento, che ora si chiama decarbonizzazione, è stato spostato dieci anni più avanti. Significa che, nella migliore delle ipotesi, arriveremo al 2032 e dal 2012 saranno trascorsi 20 anni.Vent’anni sono un arco di tempo enorme, eccessivo, ciclopico, colossale, gigantesco, spropositato, immane, esorbitante, madornale, rispetto all’urgenza del disastro ambientale perpetrato in danno di Taranto e dei tarantini. Un’urgenza che dal 2012 ad oggi non è venuta meno. L’urgenza è ancora davanti ai nostri occhi con un territorio devastato dal punto di vista ambientale, colpito da gravi emergenze sanitarie, interessato da una prolungata crisi occupazionale ed economica. Per quanto ci sforziamo, non troviamo alcun motivo per esultare dinanzi all’esito dell’ennesimo vertice nella Capitale. Cambiano gli interlocutori, si modificano i termini, si sostituiscono i progetti, si alternano i proprietari. Una sola cosa resta uguale nel tempo: la delusione di Taranto e dei tarantini».

Così Di Gregorio; Emiliano invece aveva parlato di «svolta decisiva perché il Governo si accinge a presentare il piano di totale decarbonizzazione degli impianti siderurgici di Taranto». Ancora Emiliano: «Questa è una giornata per noi importantissima. Perché il governo della Repubblica Italiana finalmente accetta la prospettiva che la regione Puglia ha coltivato in questi sei anni. Abbiamo preso un impegno e abbiamo dato la nostra disponibilità a costruire un piano energetico per l’energia alternativa». «Siamo fiduciosi – ha dichiarato il deputato del Pd, Pagano – che la riunione sia il punto di un nuovo inizio per Taranto. Ci aspettiamo un impegno serio» mentre per Luciano Santoro, candidato alla segreteria provinciale del Pd, «va riconosciuto come fatto positivo l’introduzione, dell’argomento “decarbonizzazione”. Al tempo stesso però va detto che sono troppo lunghi i tempi richiesti (dieci anni) ed è assolutamente generico il piano». «Fratelli d’Italia ritiene che l’abbandono del ciclo integrale e del carbon coke per virare sull’idrogeno e sui forni elettrici sia certamente una svolta importante in vista della totale decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto» è quanto si legge in una nota del coordinatore Dario Iaia.

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