19 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2022 alle 22:48:00

Cronaca News

«Ecco perchè Omicron non è un raffreddore»

foto di Pier Luigi Lopalco
Pier Luigi Lopalco

Non abbassare la guardia con il Covid, perchè «mai sarà un banale raffreddore per diversi anni», e questo vale anche per la variante Omicron. È l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, ex assessore regionale alla Sanità, ad intervenire in merito alla necessità di non “banalizzare” il virus Sars-Cov-2. «In questi giorni ho ascoltato spesso dire che la variante Omicron sembra presentare un tasso di letalità più basso rispetto alle precedenti. Qualcuno si è avventurato anche oltre dicendo che sarà ‘poco più di un raffreddore’. Sono ottimista per natura, ma diffondere queste opinioni può essere molto pericoloso» come «pericoloso» è il virus, «per chi lo contrae senza alcuna difesa immunitaria, a prescindere dalle varianti». In un lungo post su Facebook Lopalco spiega che «la letalità del virus nel corso della pandemia tende naturalmente a diminuire per fenomeni di adattamento della popolazione umana al virus, e non viceversa. Il primo fenomeno – precisa – purtroppo è legato al fatto che i più deboli muoiono nelle prime ondate della pandemia, perché non si fa in tempo a proteggerli con la vaccinazione.

Nelle ondate successive, poi, il livello di immunità della popolazione aumenta progressivamente grazie alla combinazione vaccinazione/infezione naturale. Il virus, circolando, incontra dunque una popolazione sempre più resistente. Nonostante ciò – prosegue l’epidemiologo – se si vanno ad analizzare i numeri assoluti di individui che non sono stati vaccinati e non hanno avuto l’infezione, ci accorgiamo che sono ancora dell’ordine di milioni di persone. Ecco perché varianti come la Omicron fanno paura. Il semplice fatto di essere più trasmissibile è di per sé una minaccia. Il virus infatti, circolando velocemente anche fra chi è parzialmente immune (vaccinato o guarito), incontrerà comunque moltissimi individui che risponderanno all’infezione sviluppando forme gravi di malattia perché completamente scoperte da un punto di vista immunitario. Fra questi coloro che non sono mai stati vaccinati (inclusi bambini e adolescenti) e coloro che hanno perso sostanzialmente la protezione delle prime dosi di vaccino. Molti anziani e adulti che non hanno ancora fatto il richiamo si trovano in quest’ultima situazione».

Quindi, anche “se fosse anche vero che la variante Omicron è meno letale della Delta, la sua capacità di diffusione nella popolazione rappresenta comunque una minaccia». «Andiamo dunque avanti con la vaccinazione – esorta Lopalco – e, con un po’ di pazienza, almeno per il prossimo autunno-inverno, non abbassiamo la guardia con mascherine, ventilazione degli interni e distanziamento». Ma l’ex esponente della giunta Emiliano ha affrontato anche il tema, controverso, dei possibili rischi della vaccinazione, citando il nuovo e «più ampio studio sul rischio di miocardite, pericardite e aritmia dopo infezione naturale o vaccinazione anti-Covid. Parliamo di uno studio su più di 38.000.000 di vaccinati in Gran Bretagna».

Questa la sintesi fatta da Lopalco: «Nessun aumentato rischio di pericardite o aritmie dopo vaccinazione, a fronte di un aumen-tato rischio di questi eventi dopo infezione da Sars-CoV-2; leggero aumento di rischio di miocardite dopo vaccinazione con vaccini ad mRNA, rischio che però esiste anche dopo infezione da SarsCov-2; il rischio di miocardite dopo infezione è molto più alto rispetto a quello misurato dopo vaccinazione. Unica eccezione la fa la seconda dose di vaccino Moderna che nel sottogruppo dei più giovani (meno di 40 anni) ha fatto registrare 15 casi per milione contro i 10 casi per milione dell’infezione naturale. Cinque casi per milione in più. In conclusione, si tratta comunque di eventi molto rari. La miocardite va diagnosticata e curata e non lascia conseguenze. E’ un evento da considerare nel monitoraggio post-vaccinazione ma che non deve assolutamente scoraggiare la vaccinazione. Teniamo presente che in questo studio si confrontano solo tre eventi patologici, e dal confronto il vaccino mostra un forte vantaggio. Ma non dimentichiamo che nei 38.000.000 di vaccinati sono stati evitati migliaia di casi gravi di polmoniti, ospedalizzazioni e decessi. Dico questo, sapete, perché ci sarà sempre qualcuno che nei prossimi giorni (purtroppo anche in tv) citerà questo lavoro per dire che “il vaccino causa la miocardite. E’ pubblicato su Nature”». «Se qualcuno sta pensando “ma il vaccino lo faccio sicuramente mentre l’infezione potrei non averla”, si sbaglia: questo virus, in questa forma o in una delle sue migliaia di varianti che arriveranno, prima o poi lo incontreremo tutti» chiosa Lopalco.

Sul fronte pandemico si deve registrare un incremento dei casi in Puglia: nelle ultime 24 sul territorio regionale sono stati effettuati 26.603 test e sono stati registrati 598 casi positivi, così suddivisi: 176 in provincia di Bari, 29 nella provincia Bat, 131 in provincia di Brindisi, 115 in provincia di Foggia, 96 provincia di Lecce, 52 in provincia di Taranto, 0 casi di residenti fuori regione, -1 caso di provincia in definizione. Sono stati registrati 5 decessi. I casi attualmente positivi sono 5.855; 131 sono le persone ricoverate in area non critica, 24 sono in terapia intensiva. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 5.100.091 test; 284.723 sono i casi positivi; 271.938 sono i pazienti guariti; 6.930 sono le persone decedute. I casi positivi sono così suddivisi: 102.511 nella provincia di Bari; 29.074 nella provincia Bat; 22.948 nella provincia di Brindisi; 50.968 nella provincia di Foggia; 34.092 nella provincia di Lecce; 43.517 nella provincia di Taranto; 1.082 attribuiti a residenti fuori regione; 531 di provincia in definizione. Questo mentre sono 151 le scuole che hanno organizzato le sessioni vaccinali in Puglia, in sinergia con i Dipartimenti di prevenzione delle sei Asl, che partiranno da oggi.

La campagna per i bambini coinvolgerà gli studi pediatrici e le scuole. Massima priorità ai bambini con fragilità che potranno ricevere la prima dose anche nei centri specialistici di cura delle aziende ospedaliere oppure a casa per chi non può uscire. Oggi, quindi, è il giorno in cui si avvia la vaccinazione anti-covid dei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni anche presso alcune scuole di Taranto e provincia, designate con l’Ufficio Scolastico Provinciale. Nel capoluogo, si inizierà alle 15.00 presso gli istituti comprensivi “Martellotta” e “Viola”. Nella stessa fascia oraria, saranno operativi i centri vaccinali pediatrici allestiti presso la scuola “San Giovanni Bosco” di Massafra e la scuola “Pignatelli” di Grottaglie. Procede intanto spedita la campagna vaccinale in Asl Taranto. Nella giornata di martedì sono state somministrate in totale 5.570 dosi, delle quali 343 prime dosi, 770 seconde dosi e 4.457 richiami. Nello specifico, sono state somministrate 1.330 dosi presso l’hub Arsenale di Taranto, 1076 dosi a Ginosa, 1.086 dosi a Manduria, 22 a Martina Franca. I medici di medicina generale hanno somministrato 1.308 dosi totali, 167 dosi sono state somministrate a domicilio. Nei presidi ospedalieri e in altre strutture sono state registrate 210 dosi totali, 371 dosi nelle farmacie. Nel dato rientrano anche oltre 100 terze dosi somministrate presso la Scuola Allievi Carabinieri, dove le operazioni di copertura vaccinale saranno completate martedì prossimo.

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