27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 14:59:00

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Saraniti: “Taranto, cura i dettagli contro il Picerno. I tifosi ci donano fiducia e coraggio sempre”

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Il Taranto

Il ritorno del guerriero nel momento decisivo. Il primo della stagione, che coincide con l’epilogo di un girone d’andata vissuto a ritmo vorticoso: tra battaglie senza tregua, strategie e programmi, esibizioni avvincenti e tripudi della folla, cadute dolorose e forza del riscatto, in quella lotta metaforica che è il campionato di calcio. Andrea Saraniti è stato chiamato alle armi rossoblu proprio in occasione della contesa più complicata e proibitiva, l’atteso derby col Bari: piani tattici non indovinati, squadra trafitta, avversario dominatore. Il Taranto ha bisogno del suo attaccante titolare, dei suoi sincronismi, del suo fiuto, della sua dimestichezza nel professionismo, soprattutto dei suoi gol.

E’ stato costretto ad abdicare da cinque partite consecutive, Andrea Saraniti, da quell’improvvisa frenata nella transizione del riscaldamento ad Avellino: fatale l’infortunio all’adduttore che ha complicato i progressi della compagine ionica. “Sto bene, mi sono curato, ho fatto il mio percorso di riabilitazione- esordisce rassicurando il centravanti- Chiarezza in merito all’entità del mio infortunio? Parleremo con chi di dovere per qualsiasi dubbio. Mi sono ripreso, sto molto meglio ed è questo l’importante. Mi sono affidato agli esami ed alle valutazioni del nostro staff sanitario, sono rimasto a Taranto a curarmi”. Rinnovare la confidenza col rettangolo di gioco dopo settimane di inattività non è stato compito agevole, e non solo per il tiro dagli undici metri neutralizzato dal portiere biancorosso: “Sono rientrato in campo in un momento un po’ particolare della settimana, antecedente la sfida di Bari- ammette Saraniti- Però fisicamente sono stato bene: l’unico rammarico che abbiamo è di non aver portato almeno un punticino a casa, per la gioia dei tifosi che aspettavano questo derby da trent’anni.

Ci rifaremo col Picerno, domenica prossima vogliamo regalare un successo alla piazza”. Nel cerchio di fuoco, immediatamente: l’applicazione inedita quanto necessaria del sistema 3-5-2 ha disorientato il processo mnemonico della squadra, apparsa imprecisa nella proposizione individuale ed indecisa nella sinergia fra reparti. “Per quel che concerne il modulo adottato a Bari, secondo me il mister ha optato per la scelta migliore, in relazione agli uomini disponibili- spiega Saraniti- Era l’unica soluzione della quale lui disponeva, in base ai ruoli da decifrare e l’abbiamo studiata subito, sin dal martedì. Abbiamo sbagliato certamente qualcosa, ma sono errori che ci trasciniamo da inizio stagione. Vanno corretti per capitalizzare anche le esibizioni esterne, per non lasciare tanti punti in giro. L’unico antidoto è lavorare, testa bassa, e capire dove abbiamo fallito fuori casa in questo mese e cercare di non ripetere più nel girone di ritorno”. Il rendimento in trasferta non sorride agli ionici e le recenti peregrinazioni che hanno intasato il calendario di novembre non sono state sempre addolcite da prestazioni confortanti: “Sono errori che stiamo valutando con l’allenatore, stiamo insistendo sul perfezionamento dei dettagli- commenta l’attaccante di origini palermitane- Influisce il tasso anagrafico, il Taranto è una squadra giovane, composta da giocatori che si sono approcciati al loro primo anno in serie C, spesso confrontandosi con elementi esperti, i classici “volponi” della categoria. Le ingenuità fanno parte del percorso di crescita: pian piano, con l’aiuto del nostro maestro, saranno tramutati in sicurezza e razionalità”. A proposito di ragazzi talentuosi: l’omogeneità con i colleghi cosiddetti over è propedeutica anche per domare l’emotività.

“L’apporto nostro c’è sempre, vantiamo maggiore esperienza, così come immancabile è la guida di mister Laterza. Ovviamente il giovane ci deve seguire- catechizza Saraniti- Nel Taranto sta accadendo, perché parecchi under hanno esordito, stanno giocando con continuità e stanno dimostrando personalità e talento in una piazza importante ed esigente. Dobbiamo continuare in sinergia in questa evoluzione ed essere più attenti alle varie situazioni”. Corollario della sconfitta contro la capolista barese è stata l’enfatizzazione dell’ambiente, che ha ceduto ai ricordi ed all’ambizione di rivincita, nonostante la consapevolezza del divario di valori: lo spogliatoio come ha reagito? “Noi di destabilizzazione non ne sentiamo neanche l’odore! – esclama l’attaccante- Siamo contenti del percorso che stiamo facendo, i tifosi stanno rispondendo in maniera esemplare. Ho avvertito un segnale di maturità da parte dei sostenitori in maniera incredibile, sono stati fantastici in questi mesi. Tocca a noi regalare le soddisfazioni a loro, perciò manteniamo la categoria, salviamoci al più presto possibile per dare loro una gioia. Il clima nello spogliatoio è sempre molto disteso e tranquillo, anche perché gli stessi tifosi ci stanno infondendo fiducia, coraggio: ci fanno andare avanti ogni giorno”. L’equilibrio fra le fasi di possesso e non possesso palla ha rappresentato l’arma degli ionici dall’avvio del torneo, eppure si stanno registrando intervalli controproducenti: “Penso che non ci siano aspetti positivi e negativi da rimarcare nell’interpretazione tattica. Credo che si tratti, semmai, di un calo fisiologico normale per una squadra assemblata nel suo rinnovamento- commenta Saraniti- Accade in determinati periodi della stagione agonistica: fortunatamente a noi è capitato con questa flessione in questo mese e mezzo ed è recuperabile. Abbiamo conquistato sinora quota 24 in classifica: il nostro obiettivo era girare intorno ai 25/27 punti, diciamo che siamo in media. La suddetta flessione è dovuta alla nuova amalgama, siamo tranquilli. Certo, dobbiamo lavorare e limare gli sbagli tattici, ma noi esperti e lo staff tecnico siamo contenti del cammino che stiamo compiendo”.

La fine della prima parte della competizione coincide con la sfida al Picerno, squadra che ha conteso la promozione ai rossoblu sino all’ultimo respiro in primavera: “Conosco il Picerno ed il suo nuovo allenatore, Leonardo Colucci, un professionista di caratura che ha prodotto cinque risultati utili di fila- analizza l’attaccante- La formazione lucana si è ripresa: dobbiamo stare attenti e sereni, non lasciare niente al caso, lavorare sui dettagli, meditare sui particolari e sicuramente ne usciremo abbastanza soddisfatti. Il bilancio del girone d’andata è positivo: stiamo rispettando le aspettative ed è giusto chiudere in bellezza in casa un anno solare strepitoso”. La presenza di Andrea Saraniti suggerisce l’ipotesi di un ripristino del prediletto 4-2-3-1, la sua defezione aveva invece promosso un tridente schierato in linea nel 4-3-3: “Non ho problemi a giocare come terminale offensivo unico o con Giovinco al fianco. Il mister esamina con coerenza la nostra disposizione in ogni modulo- sottolinea- Il mio giovane sostituto Italeng ha attraversato un momento un po’ particolare: ha sofferto per problemi alla caviglia, non si è ambientato bene. Ora lo vedo molto più voglioso, determinato nel dimostrare il suo valore: credo che saprà offrici una mano sino al termine della stagione”. Nell’occhio del ciclone della critica c’è Pacilli, il quale potrebbe rinvigorire le sue gesta, rinnovando l’intesa proprio con Saraniti: “Mario  è un giocatore d’esperienza, che ha disputato tanti campionati, ne ha vinti altrettanti, è una pedina rara a livello qualitativo in serie C- confida l’attaccante siciliano- Forse deve rintracciare il suo adattamento ideale, sono certo che lo stia già facendo. Gode della fiducia incondizionata da parte del mister e dei compagni, in primis della mia: conosco bene le sue caratteristiche professionali ed il suo spessore umano, siamo stati già una coppia collaudata. So che può offrire un contributo essenziale: deve stare tranquillo, ha la maturità per capire certe situazioni”.

Alessandra Carpino

 

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