27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 13:57:00

Cronaca News

Smascherato un finto ginecologo, faceva visite online

foto di Polizia Postale
Polizia Postale

Identificato un falso ginecologo che avrebbe terrorizzato numerosissime donne diagnosticando gravi infezioni che in realtà erano inesistenti: oltre 400 le vittime. La Polizia di Stato, ha eseguito su delega della Procura di Taranto una perquisizione domiciliare nei confronti di un quarantenne per il reato di violenza sessuale, sequestrando diversi smartphone, supporti di memoria e schede telefoniche. L’uomo è sospettato di essere l’autore di telefonate che dal settembre scorso hanno spinto numerose donne a sporgere denuncia presso gli uffici della Polizia Postale dopo aver ricevuto chiamate da una persona che si presentava come ginecologo. Il finto medico, utilizzando uno stratagemma per nascondere il proprio numero di telefono, che appariva quindi anonimo, faceva capire alle interlocutrici di essere a conoscenza di esami clinici effettuati dalle stesse presso strutture sanitarie presenti su tutto il territorio nazionale.

Durante la telefonata, il finto medico, rappresentando alle vittime la possibile presenza di infezioni vaginali gravi, le induceva ad effettuare una visita ginecologica online. L’attività di indagine, condotta dagli investigatori del Servizio Polizia Postale e dalla Postale di Bari e Taranto, ha consentito di risalire all’uomo grazie all’analisi dei dati telefonici e telematici, agli accertamenti effettuati su file audio delle telefonate registrati dalle vittime e, soprattutto, alla collaborazione di quest’ultime. La vicenda, come detto avrebbe interessato decine di donne in tutta Italia i cui dati, dai primi riscontri, sembra che siano stati ottenuti attraverso la consultazione di portali di annunci di compravendite on line. La vicenda sarebbe venuta a galla agli inizi di novembre, quando una ragazza salentina ha raccontato su Instagram di essere stata contattata al telefono da un uomo che si era presentato come un ginecologo, che conosceva i suoi dati, sia anagrafici che sanitari, e che le aveva dato appuntamento con una videochiamata, durante la quale le aveva chiesto di mostrare le sue parti intime.

La denuncia online della ragazza era diventata virale e nel giro di poche ore, era stata rilanciata da figure più note del panorama nazionale creando una catena di solidarietà: le testimonianze di violenze analoghe erano quindi arrivate da tante altre donne residenti in diverse regioni d’Italia. Il modus operandi sembra proprio quello denunciato dalla giovane salentina. L’uomo cominciava a insistere: faceva domande sempre più intime e imbarazzanti, parlava della presenza di possibili infezioni vaginali gravi e chiedeva alle vittime di effettuare una visita ginecologica online. Sono in corso ulteriori attività di indagine da parte della Polposta.

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