27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 15:57:00

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Un nuovo inizio, promuovere l’Avvento in tempo di pandemia

foto di Don Tonino Bello
Don Tonino Bello

In un periodo religioso sempre molto particolare come questo dell’Avvento, il cuore dell’uomo è stretto come non mai tra l’immediatezza della cose e la riflessione della vita. Una considerazione assai sentita soprattutto in questi giorni in cui la pandemia sembra rialzare la testa e la frazione religiosa finisce irrimediabilmente per mescolarsi con le notizie degli ammalati da Covid-19 e le sue varianti. Ma l’Avvento ed il suo clima di attesa, rappresenta comunque un periodo di speranza. Una speranza però nel contempo anche “laica”, chiamata cioè ad essere latente pure in chi crede di non credere e sperimenta invece ogni giorno la malattia personale o di un proprio caro ma anche la vicinanza più o meno attigua di una persona che gli è presente in quei momenti.

Nell’incertezza e nella prudenza nei contatti personali e a volte la stessa tentazione di non abbracciare un proprio caro o un amico, rispolverare allora una buona lettura può tornare sempre salutare per tutti, soprattutto in questo periodo. Ci vengono incontro nell’occasione alcune riflessioni proprio sull’Avvento, curate da don Tonino Bello, già Vescovo di Molfetta e Presidente Nazionale di Pax Christi, morto in odore di santità e di recente dichiarato dalla Chiesa Venerabile. Nel libretto “Partire dal futuro. Promuovere l’Avvento”, le meditazioni di don Tonino potrebbero addirittura apparire leggere per la fortezza di quanto vissuto e del periodo che stiamo ancora vivendo, ma sono certamente di grande impatto e di alta comunicabilità, come d’altronde era uso fare il vescovo salentino. Il filo conduttore di questo testo dell’amato mons. Tonino Bello, trae ovviamente spunto da alcuni brani tratti dalla Bibbia e dal Vangelo delle domeniche che precedono e seguono immediatamente il Natale e, in molti casi, può rappresentare persino una sorta di cammino per questo specifico periodo dell’anno. Ma, a ben vedere, c’è molto di più.

Don Tonino sapeva infatti, a suo modo, penetrare la Parola, facendola assoluta interprete delle realtà contingenti dell’uomo contemporaneo, immerso nella sua propria storia. Ciò detto, l’insegnamento sull’Avvento che ne diede il prelato salentino, fu profetico e quanto mai attuale pure ai nostri giorni, di pandemia ancora in corso e per niente debellata: “….C’è nella storia una continuità secondo ragione, che è il futurum – spiega don Tonino nel libretto in parola – e c’è una continuità secondo lo Spirito che è l’adventus”. Proprio su questi due binari che appaiano non incontrarsi mai, si gioca invece la scommessa di una “novità” che si fa vera e propria Speranza in attesa del prossimo Natale. Un Natale che non è una semplice riproposizione umana di un evento ciclico ma, come recita mons. Bello, è: “…il totalmente nuovo, il futuro che viene come mutamento imprevedibile (…) sconosciuto all’occhio dell’uomo, ma non a Dio”. Pur dandone una lettura solamente con la lente religiosa della fede, don Tonino nel suo “Partire dal futuro.

Promuovere l’Avvento”, riesce tuttavia ad ampliare gli orizzonti della vista a tutta l’umanità, elargendo fiducia a piene mani soprattutto a chi è particolarmente provato oggigiorno dal virus. A ciascuno di noi il vescovo di Molfetta lancia ancora oggi il grido di mettersi all’ascolto vero, accettando speranzosi il cammino che la propria storia ci riserva, dedicandosi in questo periodo particolare proprio alla ricerca intima, interiore. Un percorso preciso e affascinante diremmo il quale, nelle otto tappe proposte da don Tonino Bello, propone un valido discernimento utile pure alle cosiddette “sovrastrutture culturali” chiamate, anche qui, ad essere coinvolte positivamente.

Floriano Cartanì

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