22 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Gennaio 2022 alle 06:57:07

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Il commissario del Pd, Nicola Oddati con il sindaco uscente Rinaldo Melucci

I giochi sono aperti. Sabato mattina due eventi hanno di fatto aperto la campagna elettorale. Da una parte il tavolo del centrosinistra per rinsaldare l’alleanza di numerose liste a sostegno della ricandidatura di Rinaldo Melucci; dall’altra l’aggregazione trasversale del Patto per Taranto che ha tra i suoi ispiratori Massimiliano Stellato e Walter Musillo, tra gli artefici del disegno che ha portato alla chiusura anticipata dell’amministrazione Melucci.

Il Centrosinistra
Al tavolo erano presenti i referenti di Partito Democratico, Articolo Uno, Partito Socialista Italiano, Sinistra Italiana, Più Centrosinistra #Emiliano, Con Emiliano, Italia in Comune, Mezzogiorno Federato, Una Strada Diversa, Insieme per Taranto, Taranto Crea, Taranto 2030.

«La coalizione – è s critto nel documento finale – è visibilmente cresciuta rispetto al 2017, poiché alle forze politiche che già avevano contribuito lealmente alla realizzazione del programma amministrativo del sindaco Rinaldo Melucci, si sono oggi aggiunti altri partiti e movimenti civici, che si sono ritrovati nell’apprezzamento del lavoro svolto dall’Amministrazione comunale a favore della transizione giusta di Taranto, nella direzione della sostenibilità, dell’alternativa produttiva, di una migliore qualità della vita delle persone e di una nuova immagine del capoluogo ionico».

«La coalizione di Centrosinistra e del buon civismo ionico ha riconfermato unanimemente la candidatura a sindaco del primo cittadino uscente», nel solco del programma amministrativo, per altro già incardinato nel piano comunale Ecosistema Taranto e nel piano regionale Taranto Futuro Prossimo». «In particolare, sulla più delicata tematica ambientale e sanitaria, il tavolo ha recepito senza riserve un documento presentato dal gruppo dei Verdi e ha indicato la strada per la continuità dell’approccio del sindaco Rinaldo Melucci, già promotore di una ordinanza specifica nel 2020». Dialogo aperto anche col M5S. Proprio i Verdi, intanto, pongono alcune condizioni al tavolo. I coportavoce Eliana Baldo e Mino Briganti, chiedono: «Fermo immediato degli impianti inquinanti per rrestare il danno alla salute dei cittadini e degli operai; valutazione di eventuali proposte industriali solo se corredate da Valutazione di Impatto Sanitario, che ne attesti assenza di danno alla popolazione. Le eventuali proposte industriali non possono contemplare in nessuna misura l’uso di combustibili fossili. Tutela del reddito degli operai attraverso il reimpiego nelle opere di bonifica. Non candidabilità di persone legate nel recente passato alla destra e all’estrema destra. Non avalleremo operazioni ambigue sulle questioni ambientali né eventuali rielezioni di trasformisti e di coloro che hanno contrastato violentemente gli ambientalisti».

IL PATTO PER TARANTO.
Nella affollata sala congressi del Salina hotel c’erano personalità di ogni orientamento, dalla destra alla sinistra. Tra gli intervenuti, anche il presidente della Provincia, Giovanni Gugliotti, uno dei nomi più gettonati per una eventuale candidatura a sindaco. Il diretto interessato ha però chiarito che «non ci sono predestinati». E Walter Musillo (Idea Indipendente) ha lanciato la proposta delle primarie se non dovesse esserci una condivisione unanime sul nome del candidato. Massimiliano Stellato, che alla Regione è il capogruppo dei “Popolari con Emiliano” chiarisce che «Puglia Popolare, a Taranto, è alternativa all’ex sindaco Melucci. Ogni tentativo di affermare il contrario è da considerarsi fuorviante e strumentale”. Una affermazione che fa seguito alle prime notizie sul «presunto sostegno dei “Popolari con Emiliano” all’ex primo cittadino, la cui sigla è apparsa in calce al comunicato di riconferma della sua ricandidatura». «A scanso di ulteriori equivoci, o futuri scivoloni, per rispetto dei colleghi del gruppo regionale e per ribadire ancora una volta il distinguo tra le dinamiche politiche del consiglio regionale, dove resto leale alla maggioranza di Michele Emiliano, e quelle del comune di Taranto, confermo che, alle prossime elezioni amministrative, a Taranto, presenterò una lista, con il simbolo di “Puglia Popolare”, alternativa a Rinaldo Melucci».

Ma chi sono gli interlocutori del Patto per Taranto? Prima a uscire allo scoperto è stata Forza Italia: «FI Taranto – scrive il coordinatore cittadino Massimiliano Di Cuia – guarda con favore alla nascita di un polo che, come il centro destra, vuole offrire alla città un progetto di governo di città alternativo al modello Melucci. Siamo quindi pronti a confrontarci sui temi e su un programma che guardi al rilancio degli asset produttivi della nostra città ed a contribuire alla costruzione di una squadra di governo all’altezza delle sfide che attendono Taranto nei prossimi anni».

Sulla stessa lunghezza d’onda è Fratelli d’Italia: «La volontà di cambiamento e i sentimenti di rinascita dei Tarantini dopo la caduta del sindaco Rinaldo Melucci – scrive il coordinatore cittadino Pietro Pastore – sono alimentati dalla nascita dei numerosi movimenti civici e contenitori politici che intendono promuovere un alternativa al malgoverno della sinistra che ha caratterizzato la storia politica della città di Taranto negli ultimi 15 anni facendola sprofondare nelle classifiche nazionali. In questo orizzonte Fratelli d’ Italia, nel rispetto dei propri valori e degli accordi assunti con gli alleati ritiene che la recente costituzione del movimento politico denominato Patto Per Taranto potrà rappresentare un potenziale interlocutore con il quale confrontarsi per il superiore interesse di riportare lustro e buon governo nella città di Taranto».

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