19 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2022 alle 22:48:00

Cronaca News

Mezzogiorno Federato: «Perché sosteniamo Rinaldo Melucci»

foto di Rinaldo Melucci
Rinaldo Melucci

Abbiamo più volte in questi mesi espresso la posizione di Mezzogiorno Federato: Rinaldo Melucci ha il merito di essersi reso interprete della volontà di cambiamento, la governance della transizione di cui Taranto vuole e può essere protagonista. Un lavoro assolutamente impegnativo che richiede studio, analisi, approfondimento, relazioni, contatti. Visione del futuro, prepa – razione del presente. Con la strategia della Next Generation Ue e il conseguente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza l’Europa ha compiuto una scelta di sviluppo irreversibile che passa attraverso la transizione ecologica, la sostenibilità ambientale dello sviluppo, la transizione energetica che rende il Mezzogiorno ponte del continente Euro-Africano.

L’Italia Mediterranea è avanti nella elaborazione progettuale e strategica, indietro nella organizzazione politica e negli obiettivi. È decisivo far ripartire la Politica come motore delle Istituzioni, legare la visione civica dei problemi e dei protagonisti con la capacità federativa di governare le risorse e le opportunità. L’uomo ed il territorio sono le risorse sulle quali si fonda ogni strategia di riforma e di sviluppo, quando si pensa per sistemi e si governa per progetti. La ricomposizione delle comunità che si riconoscono per interessi, bisogni, funzioni, cultura. Nel momento in cui le Amministrazioni si affannano a definire progetti di sistema che sappiano ben interpretare un bisogno di sviluppo condiviso, scontando il rischio di una macchina amministrativa inadeguata, spesso incapace, di rispettare “milestone” e “target” definiti dal PNRR e che saranno vagliati con rigore, la guida delle Amministrazioni è fondamentale. Grave, sconsiderata e colposa, è la responsabilità, dell’opposizione e dei suoi “collaboratori”, di rinunciare al governo del territorio in sei mesi che saranno decisivi. I demolitori che hanno tramato la “congiura” al buio di uno studio notarile, sono mossi da un’occulta quanto sofisticata regia di un “disegno trasversale” che si arma del killeraggio disinvolto quanto spregiudicato che Taranto non merita. Questa città ha bisogno di ritrovarsi intorno ad una visione.

Ha bisogno di ritrovare i suoi riferimenti valoriali, culturali, storici, economici. Ha bisogno di disegnare la sua identità nella quale una intera Comunità possa riconoscersi. Taranto è destinata ad avere un ruolo fondamentale in questa visione dell’Italia capovolta. La misura prevalente d’interesse strategico del PNRR, ci riconosce questo ruolo e lo sostiene finanziariamente, attraverso le diverse azioni previste. La scommessa vera, non è più quella di rivendicare risorse, quanto quella di spenderle e di spenderle correttamente. Il ruolo delle Istituzioni locali diventa decisivo per non mancare l’occasione irripetibile che è data dalla Next Generation EU. Le recenti elezioni amministrative ci consegnano uno scenario nel quale la competenza torna a essere un valore di riferimento. Non lo è più la mediocrità, elevata a categoria sociale grazie ai rigurgiti di populismo che alcune forze, oggi, hanno imparato a contenere. È la competenza dei sindaci, dunque, a fare la differenza, a calamitare interessi diffusi, a convogliare forze eterogenee, in una parola a suscitare l’entusiasmo che la politica aveva smarrito e che oggi può ritrovare, magari riattivando anche la macchina della rappresentanza, rallentata da un’astensione al voto mai vista. I progetti che nascono intorno alla competenza dei primi cittadini, quindi, riescono a scardinare un modello solo apparentemente tetragono, costruito sul “mito” dei sondaggi nazionali e delle tendenze modellate sulle sigle dei partiti.

L’Italia della ripresa e resilienza, l’Italia del Governo Draghi è assai meglio interpretata dai sindaci. Proprio pensando alla prospettiva del PNRR, le competenze sono quelle che dovremo cercare e ottenere nell’immediato, per mettere le amministrazioni e gli organi rappresentativi nelle condizioni di traguardare questa enorme sfida progettuale. Il rischio è che anche il civismo sia strumentalizzato a fini elettorali. Quel tipo di associazionismo legato da rapporti di convenienza o di clientela. Un tipo di associazionismo strumentale e di comodo, e per questo incapace di suscitare fiducia tra i cittadini. Nessuno pensi di imbonire gli elettori con maschere di civismo che non siano corroborate da comportamenti concreti e coerenti. La domanda di partecipazione è stata la motivazione principale che ha spinto persone con analoghi intendimenti alla ricerca di soluzioni unitarie per il buongoverno della città. Il lavoro si è concentrato sul merito dei problemi, ma soprattutto ha sperimentato il metodo partecipativo, l’unico che consente di conciliare la varietà di interessi politici, culturali, professionali, sociali che descrivono la loro complessità. Raccogliere e sintetizzare qualificati apporti dal mondo dei saperi, delle professioni, della ricerca e da tanti cittadini-utenti esclusi dal dibattito pubblico. Da Milano a Napoli, passando per Bologna, queste forme di aggregazione civica hanno svolto un ruolo determinante nella elezione dei sindaci e nella composizione dei Consigli Comunali, nei quali garantiscono un contributo di specifica e qualificata rappresentatività.

I comuni sono i luoghi dove si costruirà e realizzerà la transizione che il mondo intero vive come unica opzione possibile. Nel 2050 la maggior parte della popolazione mondiale vivrà negli agglomerati urbani, le città con dimensioni simili a Taranto, saranno palestre autentiche di politica attiva e inclusiva. In quel campo d’incontro, d’accoglienza, che è proprio di Rinaldo Melucci porteremo la nostra tenda. Quello spazio che ci riporta alla concretezza delle cose, all’essenziale del fare. Con il senso di appartenenza di una Comunità, scandendone le tappe del suo cammino.

Mezzogiorno Federato

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