27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 14:59:00

Cronaca News

Stefano Rossi: «S. Cataldo e università: svolta per Taranto»

foto di Stefano Rossi
Stefano Rossi

«Il direttore generale da solo non va da nessuna parte, soprattutto in una realtà complessa come l’Asl». Un riconoscimento al lavoro dei suoi collaboratori e di tutta la struttura sanitaria tarantina quello che il direttore generale Stefano Rossi ha voluto conferire nell’incontro per gli auguri natalizi con la stampa locale, apprezzata per la sua «onestà intellettuale». Di fatto, è stato il suo commiato da direttore generale della Asl di Taranto, dal momento che a gennaio assumerà l’analogo incarico per l’azienda ospedaliera “Vito Fazzi” di Lecce. A Taranto gli succederà nel ruolo di direttore generale l’attuale direttore sanitario Gregorio Colacicco.

Accanto a Rossi, il dirigente dell’ufficio stampa, Vito Giovannetti, che ha ricordato i momenti più difficili vissuti durante la pandemia: «Abbiamo dovuto cambiare paradigma, dare le notizie in tempo reale con la massima trasparenza e senza edulcorare. Con il dg Rossi abbiamo costruito un buon rapporto: non ha mai alzato muri». Difficile una sintesi di sei anni di lavoro. Rossi però ci tiene a segnare i punti più importanti, a partire dal nuovo ospedale San Cataldo: «Il Santissima Annunziata ormai non può più definirsi un ospedale. Ha pochissimi posti letto, è imbrigliato nel centro della città e non è espandibile, per questo non può più essere un riferimento per la sanità della provincia». Ma accanto al San Cataldo c’è una creazione parallela che dovrebbe aiutare il San Cataldo a crescere: «La facoltà di medicina è fondamentale per rendere appetibile il San Cataldo come sede di lavoro e infatti il nuovo ospedale sarà azienda ospedaliera universitaria».

Poi uno sguardo agli ospedali periferici: «A Castellaneta c’era tristezza dopo quell’incidente che provocò la morte di tanti pazienti per uno scambio di tubi. Oggi quell’ospedale è vivacissimo, grazie all’innesto di primari di eccellenza. L’ospedale di Martina Franca è stato implementato con la rianimazione, mentre l’ospedale di Manduria ha servizi aggiuntivi rispetto a quelli base nonostante sia una struttura condizionata dai problemi di viabilità». Compiacimento anche per il poliambulatorio di Lizzano e per il presidio territoriale di Massafra, così come per la Casa della salute mentale, oggi all’ospedale vecchio, a Taranto, diventato anche luogo di attività artistiche e culturali. Infine la nota dolente del pronto soccorso: «Le sofferenze per l’accesso al pronto soccorso del Ss. Annunziata sono dovute anche alla carenza di posti letto. Col San Cataldo, che avrà 715 posti letto, il problema sarà risolto. Il pronto soccorso può funzionare solo se al di sopra c’è un ospedale completo. L’anomalia di Taranto? Più della metà dei posti letto complesssivi sono delle strutture private accreditate, dove non ci sono i servizi di emergenza che restano a carico del servizio pubblico. Una situazione unica».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile>

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