20 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Gennaio 2022 alle 20:34:00

Cronaca News

Pandemia, oltre 9.000 pugliesi attualmente positivi

foto di Emergenza Coronavirus
Emergenza Coronavirus

La pandemia Covid fa registrare numeri alti, come non accadeva da mesi. O come, a livello nazionale, non era mai accaduto. Nelle ultime 24 ore in Puglia sono stati effettuati 40.705 test per l’infezione da coronavirus e sono stati registrati 1.134 casi positivi, così suddivisi: 354 in provincia di Bari, 136 nella provincia Bat, 147 in provincia di Brindisi, 158 in provincia di Foggia, 223 provincia di Lecce, 87 in provincia di Taranto, 23casi di residenti fuori regione, 6 casi di provincia in definizione. Sono stati registrati 2 decessi. I casi attualmente positivi sono 9.004; 166 sono le persone ricoverate in area non critica, 26 sono in terapia intensiva. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 5.317.777 test; 290.328 sono i casi positivi; 274.377 sono i pazienti guariti; 6.947 sono le persone decedute. I casi positivi sono così suddivisi: 104.186 nella provincia di Bari; 29.547 nella provincia Bat; 23.739 nella provincia di Brindisi; 52.033 nella provincia di Foggia; 35.106 nella provincia di Lecce; 44.017 nella provincia di Taranto; 1.149 attribuiti a residenti fuori regione; 551 di provincia in definizione.

Nella settimana dal 15 al 21 dicembre, secondo la rilevazione della fondazione Gimbe, c’è stato un incremento del 57,6% rispetto a sette giorni prima. A far sentire la sua voce è, su facebook, l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, ex assessore alla Sanità della Regione Puglia, che rilancia l’importanza della vaccinazione: «Si definisce “fence sitter”. Chi siede sulla staccionata ed aspetta per decidere da che parte andare. Essere eternamente indeciso ed aspettare a prendere una decisione, per vedere cosa fanno gli altri, è un tipico atteggiamento di molti che ancora non sono vaccinati. Con la scusa che il vaccino è nuovo, che non si sa quanto protegga dalle varianti, che ecc. ecc. ecc. ondata dopo ondata queste persone corrono rischi sempre più alti. Dico all’indeciso: c’è una certezza che si avvicina con l’espandersi della variante omicron ed è la certezza che la probabilità di infettarsi aumenta paurosamente. Davvero pericoloso restare seduti sulla staccionata».

La campagna vaccinale in Asl Taranto, nella giornata di imercoledì, ha registrato un totale di 5.528 dosi di vaccino anti-covid somministrate negli hub e nelle strutture sanitarie. In particolare, 269 prime dosi per over 12 e 281 prime dosi pediatriche, 646 seconde dosi e 4.362 richiami. Il dato degli hub vaccinali riporta 385 dosi somministrate presso la Svam e 957 dosi presso l’Arsenale a Taranto, 746 dosi a Grottaglie, 989 dosi a Massafra. I medici di medicina generale hanno somministrato 1.480 dosi totali, 157 dosi sono state somministrate a domicilio. Nei presidi ospedalieri e in altre strutture sono state registrate 50 dosi totali, 520 dosi nelle farmacie. Sono invece 44.595 i nuovi contagi da Coronavirus in Italia nella giornata giovedì 23 dicembre 2021, secondo i dati e i numeri Covid – regione per regione – del bollettino della Protezione Civile e del ministero della Salute. Il record da inizio pandemia; si registrano, inoltre, altri 168 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 901.450 tamponi con un tasso di positività al 4,94%. Gli ingressi in terapia intensiva in 24 ore sono stati 93, mentre i nuovi ricoverati con sintomi sono stati 178 per un totale di 8.722. La variante Omicron in Italia rappresenta oggi circa il 28% dei contagi e si avvia ad essere presto dominante. Il quadro covid, con forti variazioni da regione a regione, è delineato dalla stima basata sulle analisi preliminari dei tamponi raccolti per l’indagine rapida del 20 dicembre, come comunica l’Istituto superiore di sanità in una nota.

L’analisi – precisa l’Iss – si è basata su circa 2mila tamponi raccolti in 18 regioni e province autonome, in cui sono stati considerati come possibili positivi a Omicron quei campioni in cui risultava mancante uno dei tre geni che normalmente viene ricercato nei test diagnostici molecolari (cosiddetto S gene dropout) o altri test di screening per escludere la presenza della variante Delta, al momento ancora dominante. Una indicazione più precisa sulle stime di prevalenza – annuncia l’Istituto – verrà dal completamento della flash survey, i cui risultati arriveranno il 29 di cembre, mentre una nuova flash survey è già programmata per il 3 gennaio per valutare strettamente l’evoluzione della situazione epidemiologica. Confrontando i risultati della flash survey condotta con la raccolta dei campioni il 6 dicembre e quelli di questa stima preliminare il tempo di raddoppio della variante risulta di circa due giorni in linea con quello già trovato in altri paesi europei. “Anche se i risultati sono ancora preliminari, la stima conferma la grande velocità di diffusione della variante, che sembra dare focolai molto estesi in breve tempo e si avvia ad essere maggioritaria in breve tempo, come sta già avvenendo in diversi altri paesi europei”, dice il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. “In base ai dati oggi disponibili le armi a disposizione sono la vaccinazione, con la terza dose tempestiva per chi ha già completato il primo ciclo, e le misure, individuali e collettive, per limitare la diffusione del virus, dall’uso delle mascherine alla limitazione dei contatti e degli assembramenti”, aggiunge Brusaferro. Insomma, è una impennata, in 7 giorni, di nuovi contagi e morti da Covid in Italia.

Crescono anche i ricoveri e le terapie intensive così come i casi attualmente positivi e le persone in isolamento domiciliare, come emerge dal monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe nel periodo 15-21 dicembre. In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, a livello nazionale si registrano 177.257 nuovi contagi (+42,3%); 882 morti (+33% con una media di 126 al giorno rispetto ai 95 della settimana precedente), di cui 45 riferiti a periodi precedenti; 149 ricoveri in terapia intensiva (+17,3%); 1.218 ricoverati con sintomi (+17%); 85.383 persone in isolamento domiciliare (+29,5%) e 86.750 casi attualmente positivi (+29,2%). “Da oltre due mesi – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – si assiste ad un aumento dei nuovi casi, che nelle ultime due settimane ha subìto una forte accelerazione. La media mobile a 7 giorni dei nuovi casi è passata da 15.521 dell’8 dicembre a 25.322 il 21 dicembre (+63,2%), un’impennata favorita anche dalla rapida e progressiva diffusione della variante Omicron nel nostro Paese, ampiamente sottostimata da un sequenziamento insufficiente”.

Il rapporto positivi/persone testate ha raggiunto il 28,1%, quello positivi/tamponi molecolari il 10,5% e quello positivi/tamponi antigenici rapidi l’1,2%. In tutte le Regioni, eccetto la Provincia Autonoma di Bolzano, si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 12,4% del Friuli-Venezia Giulia al 86,3% dell’Umbria. “L’impennata della curva dei contagi, la lenta e progressiva congestione degli ospedali, l’incertezza sulla reale prevalenza della variante Omicron nel nostro Paese, i dati preliminari sulla sua maggiore contagiosità e le incognite sulla protezione vaccinale aprono scenari che impongono scelte politiche tempestive e rigorose, perché i vaccini da soli potrebbero non essere sufficienti a contrastare l’avanzata della variante, come già ribadito dall’Ecdc e dall’Oms”, commenta ancora Cartabellotta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche