19 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2022 alle 22:48:00

Cronaca News

Università e Ricerca, le linee guida del Cqv per il nuovo anno

foto di Carmine Carlucci, presidente del Comitato per la Qualità della Vita
Carmine Carlucci, presidente del Comitato per la Qualità della Vita

Nello scenario della mostra “Opera nell’opera” al Crac si è svolto il tradizionale evento di fine anno del Cqv sulle note delle pastorali ‘ a nnate u bbammine Introducendo l’incontro il maestro Giulio De Mitri ha illustrato la mostra e ha presentato il coordinamento associativo: Cqv, Crac, Gruppo Taranto, Tarenti Cives Lunga e articolata la relazione di Carmine Carlucci che ribadendo l’impegno del Cqv per i giovani ha presentato le linee guida per il 2022. Tanti gli interventi dall’ammiraglio Claudio Confessore, a Giovanni De Cataldis, a Margherita Taddeo, a Calogero Cangialosi. Emozionante la poesia letta da Cataldo Sferra che ha ricordato la “vicenda” di Anna Fougez e gli “esposti” per i quali sarà ripresentata la tesi sulla Ruota di Teresa Pugliese  A conclusione brindisi per il nuovo anno e consegna delle pergamene ‘a nnate u bbammine.

Linee programmatiche del Comitato per la qualità della vita per il 2022.
Con lo sguardo al 2021 , un anno difficile per la nostra realtà territoriale e, quindi, per i nostri giovani, il Cqv sente l’orgoglio di aver contribuito con varie iniziative e , in particolare, con il Manifesto dei Beni Culturali Jonici, alla “riflessione” per recuperare la “ memoria e l’identità di una comunità” nel segno più autentico dei Valori. Un anno ricco di eventi e di riflessioni , di sollecitazioni e appelli a chi ci governa ma che ,ancora , non ha centrato l’obiettivo della “Centralità della Conoscenza per la crescita civile, sociale ed economica del territorio e prospettive di futuro per i nostri giovani”. Inizia un nuovo anno e si rinno va l’impegno del Comitato per la qualità della vita, sulle linee guida della storia millenaria con un riferimento particolare anche all’800 e all’Arsenale ma, anche e soprattutto, al recupero delle vocazioni del territorio che solo nell’Università e nella Ricerca possono trovare le soluzioni condivise per essere concreta prospettiva per il futuro dei giovani non più costretti ad “emigrare” per formazione e lavoro.

Tornano di attualità le proposte del Cqv di tutti questi 36 anni di attività, idee che si incrociano con i provvedimenti del Governo e della Regione Puglia , a condizione che le risorse stanziate ,anche nell’ambito del Pnrr, siano sottese ad un progetto che non si limiti agli interventi sulla grande industria( finalmente, non solo a parole, compatibile con la salute e il lavoro) , sul porto, sul Museo, sulla Soprintendenza, sulla stessa città vecchia, ma individuino, nello sviluppo e consolidamento del sistema universitario jonico, nelle sue varie articolazioni e nelle auspicate prospettive di diversificazione , anche tramite la trasformazione del Consorzio Universitario Jonico in Fondazione Archita, la chiave di volta o, meglio, il vero “volano di sviluppo” di Terra Jonica, nello stesso interesse del Paese.

Siamo, come comunità ma anche cittadini, conseguentemente, chiamati a raccogliere la sfida del Governo: Tecnopolo del Mediterraneo, insediamento del Gruppo Ferretti, Centri di ricerca Cnr e Inail, acquario green, ma anche della Regione: sostegno, con pluriennali risorse, al Dipartimento bio medico e azienda ospedaliera, in prospettiva , Policlinico, Blue economy, filiera della nautica, facendo finalmente chiarezza sul significato giuridico del nostro sistema universitario , ma anche sul futuro del Paisiello, recuperando le vocazioni del territorio che – è bene ribadirlo- non sono la grande industria, ma il mare, la cultura, la ricerca, l’artigianato, l’agricoltura e,soprattutto, i beni culturali che, mentre vengono considerati una RISORSA strategica ,hanno registrato , in questi ultimi anni, la cancellazione e, quindi, l’assenza del supporto accademico del Corso di laurea di Scienze dei beni culturali per il turismo, un ulteriore scippo al sistema universitario jonico che, si aggiunge alla cancellazione di Scienze della Maricoltura e alla fragilità generale del sistema universitario e per molti aspetti ,anche strutturali , della scuola( palestre, auditorium, laboratori, servizi sanitari, ecc).

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