24 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2022 alle 22:28:00

Cronaca News

La grande ondata: Puglia travolta dai contagi

foto di Emergenza Coronavirus
Emergenza Coronavirus

Eccola, la grande ondata. Che cresce, s’ingrossa, travolge questi ultimi giorni del 2021. Numeri record di contagi, ma anche di tamponi. Nelle ultime 24 ore in Puglia sono stati effettuati 73.314 test per l’infezione da Covid e sono stati registrati 2.885 casi positivi, così suddivisi: 926 in provincia di Bari, 368 nella provincia Bat, 328 in provincia di Brindisi, 292 in provincia di Foggia, 630 provincia di Lecce, 256 in provincia di Taranto, 78 casi di residenti fuori regione, 7 casi di provincia in definizione. Sono stati registrati sette decessi: un numero che colpisce, anche questo in rialzo. I casi attualmente positivi in tutto il territorio regionale sono 16.035; 203 sono le persone ricoverate in area non critica, 24 sono in terapia intensiva. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 5.565.224 test; 299.150 sono i casi positivi; 276.153 sono i pazienti guariti; 6.962 sono le persone decedute. I casi positivi sono così suddivisi: 107.018 nella provincia di Bari; 30.333 nella provincia Bat; 24.849 nella provincia di Brindisi; 53.113 nella provincia di Foggia; 37.114 nella provincia di Lecce; 44.758 nella provincia di Taranto; 1.388 attribuiti a residenti fuori regione; 577 di provincia in definizione. Nel Tarantino si registra forte preoccupazione in diversi centri.

A Taranto, informa il sindacato Usb, l’incontro in programma ieri pomeriggio con il Segretario Generale del Comune in merito al caso Nial Mail “è rinviato a causa di un caso di positività al Covid- 19 tra i componenti dello staff. Nonostante la nostra richiesta, non è stato possibile realizzare neppure un incontro in videoconferenza. Attendiamo di essere riconvocati agli inizi dell’anno nuovo”. In consiglio comunale il sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò, ha parlato di “crescita esponenziale” dei casi di nuova positività: diciotto i casi sino al 25 dicembre, 100 nella comunicazione della Prefettura riferita al 27, due giorni dopo. “Nelle ultime rilevazioni pervenute dalla Prefettura di Taranto continuiamo a registrare a Martina Franca una drammatica escalation dei contagi da Covid, come in tutta Italia.

I dati contenuti nel report del 27 dicembre della Prefettura sono i seguenti: 248 persone positive ai test molecolari e antigenici e 118 in quarantena” si legge in una nota dell’Amministrazione martinese. Nella precedente comunicazione, del 22 dicembre scorso, abbiamo riferito di 98 positivi e di 72 persone in quarantena. Il considerevole incremento dei contagi, purtroppo, continua a riguardare anche i bambini, 40 i piccoli risultati positivi, in confronto ai 25 della precedente comunicazione, alcuni dei quali in età non vaccinabile. I numeri evidenziano una situazione preoccupante anche nella nostra Città e ci impongono di adottare ulteriori cautele nella nostra quotidianità, nei contatti interpersonali e in particolare con persone di cui non conosciamo il livello di protezione. Ricordiamo che ognuno di noi deve proteggere se stesso e i suoi cari rispettando rigorosamente le recenti norme emanate dal Governo nei giorni scorsi: l’obbligo di indossare la mascherina chirurgica all’aperto e la mascherina Ffp2 su tutti i mezzi di trasporto, al cinema, al teatro, negli stadi e nei palazzetti. Sono stati rinviati a data da destinarsi gli eventi previsti fino a fine gennaio nei luoghi chiusi di Palazzo Ducale e al Piccolo Teatro Comunale Valerio Cappelli.

La decisione è stata presa dall’Amministrazione Comunale di concerto con le associazioni e i soggetti organizzatori per ragioni precauzionali in considerazione dell’evoluzione della situazione di emergenza sanitaria e dell’aumento dei casi Covid a Martina come in tutta Italia”. Procede intanto la campagna vaccinale anti- Covid in Asl Taranto. I dati aggiornati a martedì registrano un totale di 6.835 dosi somministrate, delle quali: 234 prime dosi a over12 e 781 prime dosi pediatriche; 846 seconde dosi e 4.974 richiami. Nello specifico, sono state somministrate 1.238 dosi a Taranto presso l’Arsenale della Marina Militare, 1.049 dosi a Ginosa e 929 a Manduria, 97 dosi in altre strutture. I medici di medicina generale hanno somministrato 1.922 dosi in totale, di cui 114 sono state eseguite a domicilio. In farmacia si sono vaccinate 762 persone. Avviata anche la vaccinazione con terza dose dei ragazzi fragili nei centri di cura. Non è più una novità il drastico abbassamento dell’età media dei contagiati, ed in questo senso si registra una iniziativa dell’Università di Bari: il Senato accademico “in ragione dell’evolversi della situazione emergenziale e al fine di ridurre la mobilità studentesca”, ha deliberato una serie di misure valide fino al 31 gennaio 2022.

Come riportato dall’Ansa, le lezioni tornano in modalità mista, in presenza su prenotazione in base alla capienza massima delle aule e in didattica a distanza. Gli esami di profitto orali e scritti continueranno a svolgersi in presenza previa prenotazione e, ove il numero di prenotazioni lo richieda, sarà garantita dalle commissioni d’esame la calendarizzazione delle attività. Su richiesta, inoltre, sarà possibile sostenere gli esami in modalità da remoto. Continuano in presenza i tirocini e le attività dei dottorandi. “E’ lasciata alle indicazioni dei singoli corsi di laurea e dei singoli dipartimenti – spiega l’Ateneo in una nota – la possibilità, qualora le condizioni lo richiedano, di attivare la frequenza online o altre modalità sostitutive”. Le sedute di laurea continueranno a svolgersi in presenza e per ciascun laureando potranno accedere alle sedute 7 ospiti. Previa prenotazione attraverso la app Sala UniBa, continuano ed essere fruibili le biblioteche e le sale studio, “la cui capienza massima – precisa l’università – sarà determinata in considerazione delle specifiche condizioni strutturali e logistiche e nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti”.

Sulla gestione dell’emergenza in Puglia, intanto, l’opposizione di centrodestra va all’attacco del governatore, Michele Emiliano. In una nota il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo, sottolinea che “fra due giorni scadono i contratti, con le Asl e con la Protezione civile, degli operatori sanitari assunti per fronteggiare la pandemia. Medici, infermieri e Oss che sono andati, in questi mesi, a potenziare i centri vaccinali, i drive in per i tamponi, l’assistenza e i controlli delle persone in quarantena. Sono precari che occupano posti nella sanità pugliese che non possono – specie in questo momento di aumento dei contagi – rimanere scoperti. La battaglia che Fratelli d’Italia ha sempre condotto per il lavoro è quella della salvaguardia dei servizi che vengono dati, quelli sanitari in modo particolare. Servizi utili e indispensabili alla collettività. La proroga del contratto per questi precari o l’assunzione di personale dalle graduatorie dei concorsi espletati sono necessari per non penalizzare maggiormente una gestione della pandemia che in Puglia è ripiombata nel caos: tracciamento saltato e famiglie segregate in casa in attesa del risultato del tampone molecolare. In questi giorni il presidente Emiliano, nonché assessore alla Sanità, si sta più preoccupando e occupando di riorganizzare al vertice la Sanità, dopo i numerosi scandali giudiziari, e sta dimenticando che il ruolo che è chiamato dai pugliesi a ricoprire è quello di garantire una sanità degna di questo nome. Cominci a dare risposte su questa emergenza occupazionale, se vuole continuare a tenere la delega assessorile”.

Per Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani, “la recrudescenza del Covid-19, il virus che da quasi due anni ha stravolto le nostre esistenze, in questi giorni sta mandando in tilt il tracciamento dei nuovi positivi. E, quel che è peggio, c’è chi sta speculando in maniera vergognosa sulle paure della gente. Tamponi rapidi e mascherine ffp2 venduti a prezzi gonfiati, code impressionanti fuori dalle farmacie, tutto esaurito nei laboratori privati che effettuano test molecolari a pagamento. Alcuni hanno addirittura dato fondo alle scorte di reagenti e tamponi. Le Asl hanno tempi biblici, i contagi dilagano e cresce il numero delle persone costrette alla quarantena fino al tampone per precauzione, dopo aver avuto contatto con parenti o amici risultati positivi al coronavirus. Visto che il test antigenico rapido non dà certezze, è d’obbligo in questi casi il tampone molecolare. La domanda è altissima, ma le disponibilità residue sono sempre più ridotte. Ci sono criticità anche nella gestione degli hub vaccinali, con lunghe file che intasano il traffico e creano problemi di ordine pubblico. In questo momento così complicato e caotico è necessario che la sanità pubblica regionale prenda in mano la situazione e metta ordine, rassicurando i cittadini e garantendo in particolare a chi è a fine quarantena la possibilità di effettuare il tampone molecolare. Vista l’impossibilità di rivolgersi ai laboratori privati, devono essere le Asl ad assicurare il servizio celere, per restituire a chi è negativo il diritto di riprendere la propria vita abituale. Senza il risultato del tampone che lo accerti, non è possibile tornare al lavoro, e si sta verificando un corto circuito economico, oltre che sanitario. Il Covid non può continuare ad essere affrontato come un’emergenza dopo quasi due anni di pandemia, la macchina della sanità deve funzionare con efficienza per garantire la migliore gestione possibile e non abbandonare i cittadini alle speculazioni”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche