19 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2022 alle 22:48:00

Cronaca News

Melucci: «Giù le mani dalle bonifiche, prima un piano e un accordo con la città.”

foto di Rinaldo Melucci
Rinaldo Melucci

«Sembra un drammatico gioco dell’oca, per l’incapacità del Governo di assumere scelte decisive, urgenti, che conservino la priorità della salute dei tarantini, siamo punto e a capo, dopo anni di battaglie, anche giudiziarie. E per di più, il tutto appare iscritto in una strategia per togliere a Taranto quella speranza in un futuro diverso, che sembrava finalmente possibile. Niente Giochi del Mediterraneo, niente pagamenti all’indotto e tanta cassa integrazione, niente bonifiche, manca persino il commissario straordinario sul tema. È come se ci dicessero che per noi deve valere solo e sempre l’odioso ricatto siderurgico».

Così il sindaco uscente Rinaldo Melucci sulle ultime notizie sul futuro dell’ex Ilva di Taranto.

«Ma come si può pensare di escludere le leve finanziarie del PNRR  -scrive Melucci – dalla riconversione dell’ex Ilva? Come si può credere che ci beviamo ancora la teoria che quel denaro, che era destinato alle bonifiche per atto del Tribunale di Milano, non venga impiegato per i comodi e le contingenze dell’azienda, senza alcun piano industriale alla base che sia condiviso con la comunità e sia di garanzia per tutti? E che ne sarà degli interventi a Leucaspide, alle cosiddette collinette ecologiche, al Mar Piccolo, della sorte dei lavoratori dell’Ilva in AS? Che ne è stato del sentimento unanime verso un accordo di programma fondato innanzitutto sulla valutazione preventiva dell’impatto sanitario? Come pensa il Governo dei migliori di aggirare le ferree regole dell’UE sugli aiuti di stato? Di chi è la responsabilità di questa scellerata e antistorica proposizione in Parlamento? Quanto ancora dovrebbero attendere i tarantini prima di essere risarciti dei danni subiti? Perché la transizione ecologica dovrebbe essere sostenuta dovunque in Italia tranne che a Taranto? Chiedo a tutti i parlamentari pugliesi di fermare questa involuzione, la parola decarbonizzazione non può essere la foglia di fico per Acciaierie d’Italia. Stiamo assistendo ad un nuovo saccheggio della nostra terra. Così non ci sarà affatto futuro per l’ex Ilva e la città continuerà a resistere, è bene che il Governo abbia questa consapevolezza».

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