22 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Gennaio 2022 alle 08:52:00

Cronaca News

La lezione delle strisce blu, il commento

foto di Strisce blu
Strisce blu

Si poteva evitare questo subbuglio sulle strisce blu? Probabilmente sì, se solo si fosse prestato ascolto al vissuto quotidiano della città. L’ampliamento delle zone con gli stalli blu e l’abolizione della fascia gratuita pomeridiana hanno finito per tradursi unicamente in un grave disagio per residenti e lavoratori. Non si è tenuto conto delle esigenze di chi abita nelle nuove zone blu, per i quali il pagamento del parcheggio, senza alcuna agevolazione, viene vissuto come una tassa di fatto.

Non si è tenuto conto delle difficoltà di tanti lavoratori per i quali la gratuità della fascia pomeridiana rappresentava una mitigazione dei costi da sostenere per lavorare. Aver abolito quella fascia è stato penalizzante soprattutto per le fasce più deboli di lavoratori, pensiamo ai commessi dei negozi e al personale dei servizi di ristorazione. In via generale non si è considerato che le esigenze di chi lavora non sono compatibili con le attuali performance dei mezzi pubblici, soprattutto per chi proviene dalle periferie. Di più: non si è considerato un aspetto fondamentale e cioè che la pandemia non incentiva affatto l’utilizzo dei bus, ora visti come possibili fonti di rischio. Oggi si ritiene più sicuro spostarsi con la propria auto invece che con i mezzi pubblici. Per chi lavora al Borgo, poi, l’abolizione della fascia gratuita pomeridiana ha scatenato la corsa al parcheggio gratuito in Città Vecchia. L’Isola, che andrebbe tutelata dal traffico per la sua intrinseca fragilità, è stata invece intasata da auto alla ricerca di un posto non a pagamento.

Aggiungiamo, in generale, che la difficoltà a reperire un parcheggio in città è amplificata dall’aumento degli spazi concessi per gazebo e dehors, per non dire degli stalli riservati a enti, forze dell’ordine e forze armate. Tutte situazioni che andavano valutate attentamente prima di assumere decisioni che, se nelle intenzioni dovevano servire a incentivare la mobilità sostenibile, nei fatti non solo non hanno centrato l’obiettivo ma sono state vissute (e vengono vissute tutt’ora, in attesa che entrino in vigore i correttivi annunciati dal commissario prefettizio) come ingiuste vessazioni.

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