24 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2022 alle 22:28:00

foto di Carosino, l’arte presepistica di Denis Conte
Carosino, l’arte presepistica di Denis Conte

CAROSINO – Presepi locali: quando l’artigianato amatoriale si fonde con la vera arte. In periodo di pandemia la visione di un altro presepe può contribuire a rasserenare gli animi di ogni età così provati da questa situazione. Nello specifico l’artista presepaio è un giovane, Denis Conte, che da tempo nutre questa sana passione, dilettandosi amatorialmente a costruire presepi di una certa lodevole fattura. Puntualmente visitati da tanta gente, che ha espresso sempre congratulazioni a questo giovane artista, da più parti insieme alla sua famiglia, Denis è stato stimolato a proseguire in tale particolare forma d’arte.

Lo avevamo detto già nella penultima realizzazione presepistica effettuata da questo scultore autodidatta che, cioè, Denis Conte è cresciuto artisticamente parlando e tanto. L’artista infatti è oramai passato dalle prime esperienze molto “tecnologiche”, che si basavano essenzialmente sui tanti movimenti dei mini attori presenti sulla tavola presepistica, a un presepe concettualmente più maturo. Rimane sempre in Denis Conte la “base” del suo progetto, rappresentata da un percorso nel quale gli occhi del gusto sono focalizzati sui due orizzonti principali: quello macro dell’ambientazione scenica e quello micro in cui la visone dell’insieme si perde letteralmente nelle innumerevoli minuzioserie dettagliate nei casolari ad uno sguardo più nascosto ma attento. Tuttavia nel giovane artista odierno non bisogna fermarsi solamente all’esteriorità della costruzione presepistica la quale va, invece, esplorata attentamente anche sotto il lato metaforico.

Nel presepe ultimo la rappresentazione della natività può essere divisa in due realtà che, purtroppo, coesistono ancora dai tempi di Gesù sino a noi oggi: la ricchezza e la povertà. Ed è così che agli occhi del visitatore nel presepe di Denis Conte, questa concretezza appare fermarsi come in una sorta di fotogramma storico il quale invita a pensare: dal un lato troviamo allora il benessere, testimoniato da un edificio benestante con tavola imbandita di ogni sorta di beni e dall’altro, invece, quasi affianco, una casa crepata, semidistrutta e in scadenti condizioni, invivibile. Le due costruzioni appaiono volutamente quasi accostate tra loro come, d’altronde, accade spesso nella realtà della vita quotidiana, in cui agiatezza e miseria o male e bene (se volete), possono affiancarsi se non persino coesistere. Non più quindi uno scorrere veloce dello sguardo che si ferma solo alla bellezza esteriore del manufatto, ma uno vista attenta e lenta, che dà peso ed importanza a ciò che risulta anche metaforicamente nell’insieme visivo. Un vero esempio quella di Denis Conte di arte presepistica in circolazione a Carosino, poco conosciuta anche dai locali e che, invece, andrebbe adeguatamente valorizzata anche per la caratteristica a latere della famiglia di Denis: la calorosa accoglienza riservata ai forestieri o paesani che visitano l’opera. Come tradizione consolidata, dovrebbe essere possibile vedere il presepe di Denis Conte, con la pratica delle diposizioni vigenti anticovid-19, sino alla Candelora, a Carosino in via Dandolo.

Floriano Cartanì

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