24 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2022 alle 22:28:00

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Tartaglia e il complesso sistema del welfare del mondo giornalistico

foto di La copertina del libro dello storico del giornalismo, Giancarlo Tartaglia
La copertina del libro dello storico del giornalismo, Giancarlo Tartaglia

Giancarlo Tartaglia, fra gli eminenti storici del giornalismo, è anche, forse soprattutto, uno dei massimi esperti di contrattualistica giornalistica e, in senso più ampio, di diritto del lavoro giornalistico. Segretario della Fondazione per il giornalismo Paolo Murialdi, e a lungo direttore generale della Fnsi, la Federazione nazionale della stampa italiana, già coautore, con l’avv. Bruno Del Vecchio, di un pregevole commentario al Contratto nazionale di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi (aggiornato al 2005, tuttora molto utile, anche perché in seguito c’è stata una sola rinnovazione contrattuale, quella del 2013, segretario della Fnsi Franco Siddi, che ha in gran parte confermato l’impianto del contratto precedente), Tartaglia ha appena dato alle stampe un agile ed utile volumetto, “Lineamenti di diritto di lavoro giornalistico” (Edizioni All Around, pp. 146, euro 16,00), che ricapitola, insieme con cenni sulla storia degli organismi di categoria del giornalismo e sulla contrattualistica, i principi essenziali che informano i principali contratti sottoscritti dalla Fnsi, esplorandone i punti essenziali sotto l’aspetto del diritto.

Uno strumento utile anche perché decritta aspetti dei contratti che, per essere stati redatti in gergo sindacale e magari dopo estenuanti trattative con la controparte su aggettivi, virgole, aggiunte o sottrazioni di termini, risultano oscuri per il comune lettore, quand’anche giornalista non alle prime armi. Uno strumento indispensabile per le centinaia di giornalisti che, a rotazione per il solito veloce, si trovano ad essere eletti nei comitati di redazione o a ricoprire l’incarico di fiduciari di redazione nei giornali, nelle radio e tv, nelle agenzie, nelle testate Internet, negli uffici stampi, e che non hanno cognizioni generali di diritto del lavoro e di diritto sindacale, e meno che mai particolari conoscenze dei contratti giornalistici. E che troppo spesso devono affrontare da autodidatti controparti scaltre e comunque più forti. Un problema che si trascina dagli anni in cui il confronto, per quanto vivace, con gli editori aveva tratti di maggiore civiltà, tanto sulla normativa quanto, con qualche maggior resistenza, sui complicati meccanismi delle retribuzioni (va anche detto che erano anni di espansione tanto delle vendite quanto, complessivamente, della pubblicità).

In molti ponemmo, fin dalla fine degli anni Ottanta, la questione della necessità di una scuola quadri. Giorgio Santerini cercò di ovviare intensificando (e magari spalmando su più giorni) le assemblee dei comitati di redazione. Il problema cominciò a diventare drammatico col passaggio del Millennio, specie dopo la crisi economica globale innescata dal fallimento Lehman Brothers nel 2008; a partire dal 2009 iniziò una contrazione del mercato pubblicitario, ed iniziarono a calare le copie vendute dei quotidiani e dei settimanali. Crisi aziendali vere o presunte, con la complicità di una normativa sempre più strampalata, misero i comitati di redazione di fronte a situazioni sempre più drammatiche, mentre persino i rinnovi contrattuali diventavano difficili (siamo arrivati a 9 anni senza rinnovo del contratto principale di riferimento). Un manuale non sostituisce certo una scuola quadri, ma consente un accostamento alla complessa materia della contrattualistica giornalistica; materia ardua anche per gli avvocati lavoristi ed i giudici del lavoro non particolarmente specializzati. Questo “piccolo Tartaglia” è quindi un ausilio prezioso; auspicando nel tempo una riedizione aggiornata del “grande Tartaglia”, con i contratti di lavoro giornalistico commentati articolo per articolo ed annotati con la giurisprudenza.

Giuseppe Mazzarino

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