27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 14:59:00

foto di Terra di Sangue e di Ribelli
Terra di Sangue e di Ribelli

Storia con un briciolo di Fantasia e Racconti con un pizzico di Storia. Si potrebbe tranquillamente racchiudere in questo scenario letterario, il libro che ha visto la luce nel 2021 per Laura Capone Editore, dal titolo emblematico: “Terra di Sangue e di Ribelli”. Risultato vincitore del Premio Nazionale di Letteratura Italiana e Contemporanea 2021, questo lavoro scritto a quattro mani da Angela Reale e Lucio Rossi, già nel titolo può racchiudere un intersecarsi di pensieri che ammaliano e incuriosiscono il lettore sin da subito, avvinghiandolo con una trama avvincente e avviluppandolo nello stesso tempo al susseguirsi degli eventi narrati. Siamo certamente in presenza del più classico tra i romanzi storici ma il testo pubblicato da Congedo, grazie all’apporto dei due autori Reale e Rossi, rivela già nella stessa ricostruzione del contesto storico dei luoghi e prim’ancora dei personaggi direi, quel “quid” in più che alla fine riesce ad accattivare in maggior misura anche il lettore più esigente.

Siamo a cavallo tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo, un periodo molto particolare che, nella storia del meridione d’Italia, prende il nome di Decennio francese. Insieme ai princìpi libertari respirati nell’aria sociale di quel tempo, l’esercito giacobino-francese in ritirata da Napoli, portò nel corso del suo passaggio sul suolo italiano, anche violenza. Una devastazione di cose e persone, perpetrata per giunta nei confronti di gente umile e incapace di rispondere ai soprusi a cui venivano assoggettati. Il fenomeno del brigantaggio che esplose allora e che si sviluppò anche con forme iniziali di ribellione al devastatore, assunse tuttavia ben presto il tragico aspetto banditesco, con orde di briganti che infestavano campagne o vie di comunicazione a scopo di rapina e omicidio. In questo cupo quadro sociale storico, complesso e avvincente allo stesso tempo, si innesta la vicenda umana del protagonista di “Terra di Sangue e di Ribelli”.

L’abito che gli autori cuciono addosso a Benedetto Panetta sono quelli di chi, da umile contadino, riesce a suo proprio modo a rispondere coi propri ideali diversi dalla logica della massa popolare del suo tempo, agli stessi eventi che lo vedono protagonista. Panetta, detto Pit, non si accontenta di sopravvivere e diviene allora il capo di una vera e propria truppa, formata sulla falsariga di quelle più agguerrite dei noti briganti del tempo da Gaetano Mammone allo stesso Michele Arcangelo Pezza (alias fra Diavolo). A questi il Pit-Panetta finisce per legare sempre più i suoi intenti e le sue imprese con la presenza, nel corso del romanzo, di quelle donne (mogli e madri) che sono sempre apparse fragili nella storia della loro condizione ma forti nelle vicende delle quali, loro malgrado, diventano determinanti. Non diciamo oltre di questo appuntamento alla lettura da non perdere assolutamente e vi lasciamo alle atmosfere e ambientazioni di tale racconto storico nel quale, a ben vedere, troverete molto di più.

(“Terra di Sangue e di Ribelli”, di Angela Reale e Lucio Rossi, ppgg. 225, Laura Capone Editore, € 18,00

Floriano Cartanì

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