24 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2022 alle 22:28:00

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Equilibrio e interventi mirati nel mercato di riparazione

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Il Taranto

Tradizionali dinamiche del gennaio calcistico. Duplice operatività in casa Taranto: da un lato, la squadra si concentra sul ripristino della didattica e dell’energia attraverso le esercitazioni sul rettangolo verde, dall’altro la dirigenza riflette sulle eventuali strategie da applicare in materia di mercato invernale. E se il prologo agonistico del nuovo anno solare è stato procrastinato di una settimana, previa delibera da parte della Lega Pro di annullare e rinviare il secondo appuntamento del girone di ritorno, già in programma domenica prossima, la sessione della campagna di correzione e perfezionamento degli organici è stata ufficialmente inaugurata lunedì.

Bocche cucite, attesa ed inevitabili meditazioni nella “stanza dei bottoni” rossoblu: sia il presidente Massimo Giove che il direttore sportivo Francesco Montervino non hanno nascosto la propria soddisfazione per il percorso proficuo svolto sinora in sinergia fra interpreti ed esponenti dello staff tecnico. L’equipe comandata da Giuseppe Laterza ha archiviato in modo impeccabile la prima porzione di campionato, recitando il ruolo di neopromossa di prestigio, superando ostacoli e colmando lacune con abnegazione al ruolo ed intuito tattico, offrendo in dote trenta punti in classifica, interessante quota propedeutica al conseguimento dell’obiettivo prioritario della permanenza in categoria. Si preannunciano essenziali, però, alcune limature ad una rosa competitiva in relazione al traguardo prefissato: la filosofia dell’equilibrio e della compensazione ispirerà le trattative sino all’epilogo della sessione, in agenda nella serata del 31 gennaio. Il maggior azionista del sodalizio ionico, Massimo Giove, ha individuato la necessità di puntellare l’organico con tre innesti precisi per mansioni: un esterno offensivo, un centrocampista ed un difensore.

Visione che lo accomuna al demiurgo Francesco Montervino, il quale sta ragionando circa il rendimento di alcuni tesserati che non hanno garantito il contributo di qualità e di sostanza auspicato. Esistono parametri precisi per la composizione della lista del club: sotto l’aspetto numerico, la stessa deve constare di 24 tesserati più uno che sia classe 2002 (Manuel Cannavaro risulta in addestramento tecnico), quindi occorre bilanciare le entrate con le uscite. Idee chiare e nessun budget folle, solo operazioni per innesti funzionali all’economia del gioco di mister Laterza. Allo stato attuale, il Taranto ha rimpinguato le proprie fila con l’ingaggio di Barone, attaccante prelevato dal Gladiator, quindi in fase di sviluppo del mercato dilettantistico: la punta cresciuta nel vivaio del Napoli ha già debuttato in maglia rossoblu, disputando due porzioni delle recenti partite contro Picerno e Turris. La chiave di lettura è quella del cosiddetto “slot”, etimologia tecnica per esprimere un’interruzione, uno spazio disponibile, un cambio, una fessura: Barone ne ha occupato uno libero, Mastromonaco, invece, ha recuperato meritatamente l’incarico in lista dopo la partenza a sorpresa di Longo, centrocampista richiesto dal trainer Laterza, il quale ha abdicato prematuramente dall’avventura ionica nonostante la stipula di un biennale.

In prospettiva, invece, dovrebbe essere sancito un avvicendamento tra infortunati: Antonio Guastamacchia, centrale difensivo guarito dal grave incidente all’articolazione rimediato al termine dello scorso, trionfale campionato, dovrebbe sostituire il talentuoso centrocampista Aboubakar Diaby, la cui stagione è stata pregiudicata dall’infortunio al ginocchio destro, per il quale è stato sottoposto nei mesi scorsi ad un intervento chirurgico per la ricostruzione del legamento crociato anteriore. L’ispirazione e l’intraprendenza degli under indovinati per la missione rossoblu continuano ad incantare sul palcoscenico del professionismo: Antonio Ferrara, per esempio, è finito nel mirino del Catanzaro (stesso girone del Taranto, animato da ambizioni di promozione, eppure in ritardo in classifica), soprattutto del Benevento, formazione di cadetteria al momento arroccata in zona play off. Per l’esterno mancino, frenato da un danno al flessore subìto durante il match col Catania, nell’ultima decade di novembre, rappresenterebbe un’evoluzione di carriera, a fronte del contratto annuale firmato. Le perplessità da parte dei dirigenti riguardano il rendimento instabile oppure indecifrabile dispensato da un trittico di atleti che corrispondono ai nomi di Pacilli, Italeng e Ghisleni.

Il primo, arruolato in chiusura di campagna estiva, ha sprigionato estro, adrenalina, esecuzione ed esperienza nelle prime esibizioni stagionali, poi è stato depauperato in creatività e continuità, anche a causa dell’assenza di preparazione in ritiro. Gli altri due, prodotti del prestigioso settore giovanile dell’Atalanta, sono stati impiegati in modo frammentario: Italeng ha sostituito Saraniti come unica punta effettiva, ma ha sofferto per un reiterato problema alla caviglia, mentre il potenziale di Ghisleni è rimasto inespresso, come un classico oggetto misterioso. Intanto, la compagine ionica si è dedicata ad un’unica sessione di allenamento ieri pomeriggio. Privi dei sette tesserati che stanno rispettando il periodo di isolamento dopo aver contratto la variante Omicron, i rossoblu hanno rodato schemi e movimenti sul manto sintetico del campo B, suddivisi in due drappelli coordinati da mister Laterza. Intenso il programma stilato: esercizi di attivazione, perfezionamento tecnico, sincronismi tattici di reparto e lavoro aerobico. La doppia seduta prevista per oggi sarà preceduta in mattinata da un ulteriore ciclo di tamponi antigenici rapidi al quale sarà sottoposto l’intero gruppo.

Alessandra Carpino

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