24 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2022 alle 22:28:00

Cronaca News

«No allo scippo dei fondi per le bonifiche»

Foto di Il sit in davanti alla Prefettura - Foto Francesco Manfuso
Il sit in davanti alla Prefettura - Foto Francesco Manfuso

«Il Decreto Milleproroghe destina parte delle risorse sequestrate ai Riva alla produzione, e non più alle bonifiche. E’ gravissimo ». Questa la ragione che nei giorni scorsi ha spinto l’Usb ad annunciare una manifestazione che si è tenuta venerdì mattina sotto la prefettura. All’iniziativa hanno aderito, in modo bipartisan, tutti gli schieramenti politici. Presente, tra gli altri, il sindaco uscente Rinaldo Melucci con alcuni assessori dell’ex Giunta comunale. Mario Turco, senatore, vicepresidente M5S.

«Il Movimento 5 Stelle si è opposto sin da subito all’art. 21 del DL Milleproroghe, nel quale si prevede il trasferimento delle risorse destinate alle bonifiche in favore dell’attività produttiva di Acciaierie d’Italia. Questa proposta per il M5S, ma soprattutto per Taranto e per i tarantini, è inaccettabile e insostenibile. Esprimiamo con fervore la nostra contrarietà al cambio di destinazione dei 575 milioni di euro, che devono continuare a essere utilizzati in favore dei tre diritti di cui Taranto è usurpata da decadi: salute, ambiente e lavoro, e per questo presenteremo un emendamento soppressivo dell’art. 21 in sede di conversione del DL. Il permanere della destinazione originaria delle risorse permetterebbe, inoltre, di poter reimpiegare le tante unità lavorative ancora in essere all’interno dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria, nelle stesse attività di bonifica. Venerdì mattina il M5S ha ancora una volta confermato la sua posizione, partecipando al sit in organizzato da Usv davanti alla Prefettura di Taranto per richiedere lo stralcio dell’articolo in questione». «Nessun passo indietro dal Pd sulla proposta di soppressione dell’articolo 21 del Milleproroghe».

Ubaldo Pagano e Marco Lacarra, deputato Pd. “Non possiamo che restare fermi sull’unica posizione possibile – commentano i due dem – quella della tutela dell’ambiente della città di Taranto e della salute dei tarantini. La decarbonizzazione è un obiettivo fondamentale per conciliare le esigenze ambientali, sanitarie, lavorative e produttive. Ma non può diventare un pretesto per togliere risorse a Taranto, men che meno per sottrarre quelle destinate alle bonifiche. Lotteremo nelle sedi parlamentari per far sì che quel trasferimento di denaro sia bloccato sul nascere. Il Governo ha il dovere di trovare altrove le risorse per la decarbonizzazione se vuole rispettare le promesse fatte a Taranto». Forza Italia: «Venerdì abbiamo partecipato al sit in di protesta a Taranto e alla riunione in Prefettura per fare luce sul tema del trasferimento delle risorse destinate alle bonifiche. Abbiamo confermato la nostra posizione: l’art 21 del decreto Milleproroghe, con cui vengono trasferiti sulla decarbonizzazione i 575 milioni, è sbagliato e va stralciato. Bonifiche e decarbonizzazione non sono concorrenti e nemmeno alternative: le prime sono imprescindibili per “saldare i conti” con il territorio sotto il profilo sanitario ed ambientale; la seconda, invece, riguarda lo sviluppo dei processi produttivi per salvaguardare i posti di lavoro e le nostre imprese. Come già annunciato, depositeremo nelle prossime ore un’interrogazione al governo per avere un quadro preciso della situazione e presenteremo anche un emendamento soppressivo per stralciare questa infausta previsione del decreto».

Lo scrivono in una nota il commissario regionale di Forza Italia, l’on. Mauro D’Attis, e la parlamentare Vincenza Labriola, a margine del sit-in di venerdì con il coordinatore provinciale Vito De Palma, il coordinatore cittadino, Massimiliano Di Cuia, ed una delegazione forzista di Taranto. Renato Perrini, consigliere regionale Fratelli d’Italia: «Sullo spostamento dei circa 600mln di euro dalle bonifiche dell’ex Ilva alla produzione di Acciaierie per l’Italia, oggi il Pd e il M5S a Taranto hanno dato prova di quanto i loro vertici di governo siano in grado di prendere in giro i territori e di come debba essere, poi, proprio il territorio a dover intervenire per correggere il tiro. Mi chiedo ancora una volta: perché i parlamentari del territorio non hanno battuto i pugni a tempo debito? Davvero pensano di poter fare governo a Roma e lotta a Taranto?».

Vincenzo Di Gregorio, consigliere regionale Pd. «Venerdì Taranto ha ribadito con forza il No al provvedimento inserito nel decreto Milleproroghe che sottrae 575milioni di euro alle bonifiche per destinarli ad Acciaierie d’Italia. La decarbonizzazione degli impianti non può e non deve avvenire a scapito delle bonifiche del territorio e dei lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria. In Prefettura si è svolto un incontro con i rappresentanti istituzionali e dei lavoratori ne è scaturita la comune e una- Alcuni momenti della manifestazione che si è tenuta sotto la prefettura (foto Francesco Manfuso) nime volontà di emendare il decreto in sede di conversione in legge per restituire alla comunità ionica quanto le spetta e le compete. Un’unità d’intenti importante per la città che dovrebbe portare alla stesura di un emendamento unico per ripristinare i fondi per le bonifiche. La vicenda dell’ex Ilva ha contorni ben più ampi. E’ necessario un tavolo permanente con il coinvolgimento della comunità non solo sulle bonifiche, ma anche sugli aspetti sanitari connessi alle produzioni siderurgiche e sulla tutela della salute. Inoltre proprio venerdì alcuni lavoratori dell’appalto siderurgico hanno manifestato in segno di protesta contro la mancata corresponsione degli stipendi. Ieri si è verificato l’ennesimo incendio in un reparto dello stabilimento per fortuna senza conseguenze per le maestranze. Lo stabilimento di Taranto mostra i segni del tempo e dell’incuria. La riconversione industriale economica, ambientale e culturale resta la soluzione auspicabile per una vera rinascita di Taranto e del territorio ionico».

Patto per Taranto: «Il Governo, con i suoi rappresentanti, rimedi subito alla incongruenza dimostrata nei confronti di Taranto, città alla quale a parole dichiara attenzione e priorità e poi, nei fatti, “scippa” risorse essenziali. Non è possibile dare importanza alla sostenibilità ambientale e alla transizione ecologica, e contemporaneamente sottrarre alla città i fondi necessari per le bonifiche. Si proceda, dunque, ad una immediata retromarcia sul Milleproroghe. Se è vero che la fabbrica va decarbonizzata e “modernizzata” con le nuove tecnologie è altrettanto indispensabile bonificare il territorio di Taranto da tutto l’inquinamento prodotto negli anni dalla grande industria, sin da quando era proprietà dello Stato. Invitiamo, pertanto, i parlamentari pugliesi ed i ministri competenti a rimediare a questo gravissimo errore compiuto nei confronti di Taranto. Resta, tuttavia, la contraddizione politica degli esponenti del Pd, partito oramai di lotta e di governo: mentre a Roma procedono allo spostamento di risorse dalle bonifiche all’attività produttiva della fabbrica, a Taranto salgono sulle barricate e chiedono la soppressione dello stesso provvedimento. Comportamenti di cui presto dovranno rendere conto ai tarantini».

Mino Borraccino, consigliere del presidente della Regione per l’attuazione del Piano Taranto. «Nel corso dell’incontro in prefettura, all’unanimità è emersa la volontà di presentare un emendamento che revochi il provvedimento che utilizza i 575 milioni per le bonifiche. Inoltre, sempre all’unanimità, si è deciso di sollecitare il Governo anche a stilare una rendicontazione delle misure da mettere in campo con l’utilizzo di quelle risorse. A tal proposito, a nome anche del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ho sollecitato l’impegno, già più volte avanzatoci anche dalle forze sindacali, nel 2019, in riunioni ad hoc da me presiedute nella veste di assessore regionale allo sviluppo economico, per favorire l’impiego dei 1500 lavoratori ex Ilva in AS per attività inerenti le piccole bonifiche, in modo da consentire loro una degna integrazione salariale. La proposta è stata messa agli atti dal Vice Prefetto che ha coordinato i lavori e sarà certamente riportata nel verbale resoconto della riunione di venerdì mattina per l’utilizzo dei fondi per le bonifiche dell’ex Ilva di Taranto».

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