24 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2022 alle 22:28:00

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L’epopea del rovescio in scena con Rocco Papaleo

foto di Rocco Papaleo (a destra) e Fausto Paravidino in un momento del lavoro teatrale HQ-Peachum (foto Luca-Guadagnini)
Rocco Papaleo (a destra) e Fausto Paravidino in un momento del lavoro teatrale HQ-Peachum (foto Luca-Guadagnini)

Saranno Rocco Papaleo e Fausto Paravidino i primi a calcare, nel 2022, il palcoscenico del Teatro comunale Fusco (in via Giovinazzi): il 18 e 19 gennaio, infatti, i due attori approdano a taranto con “Peachum. Un’opera da tre soldi”, ospiti della stagione teatrale invernale del Comune di Taranto, realizzata in collaborazione col Teatro Pubblico Pugliese e il Teatro Fusco.

LO SPETTACOLO
Per “Peachum. Un’opera da tre soldi”, Paravidino che qui oltre ad essere drammaturgo è anche regista e attore, si è liberamente ispirato all’opera di Bertolt Brecht e Kurt Weill. A un padre portano via la figlia. Il padre la rivuole. «Brecht ci dice che la rivuole perché gli hanno toccato la proprietà. Non altro. Le avventure e disavventure – scrive Paravidino – che l’eroe dei miserabili incontrerà nello sforzo di riprendersi la figlia saranno un viaggio, un mondo fatto di miserie: la miseria dei poveri, la miseria di chi si vuole arricchire, la miseria di chi ha paura di diventare povero». Rocco Papaleo e Fausto Paravidino, alla loro prima collaborazione teatrale, interpretano questa nuova epopea al rovescio. Insieme ai due attori, sul palco salgono anche Federico Brugnone, Romina Colbasso, Marianna Folli, Iris Fusetti, Daniele Natali.

Sull’antieroe Peachum, il re dei mendicanti dell’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht, il regista dice: «Peachum è una figura del nostro tempo più ancora che del tempo di Brecht. Dipende dal denaro senza neanche prendersi la briga di esserne appassionato. Non è avido. Non ambisce a governare il denaro, è governato dal denaro. In questa nuova Opera da tre soldi detta Peachum – scrive Paravidino – succede quello che succede nell’Opera di John Gay nel Sogno di una notte di mezza estate e in Otello di Shakespeare e in moltissime fiabe. A un padre portano via la figlia. Il padre la rivuole. Brecht ci dice che la rivuole perché gli hanno toccato la proprietà. Non altro. Le avventure e disavventure che l’eroe dei miserabili incontrerà nello sforzo di riprendersi la figlia saranno un viaggio, un mondo fatto di miserie: la miseria dei poveri, la miseria di chi si vuole arricchire, la miseria di chi ha paura di diventare povero».

Le scene sono di Laura Benzi, i costumi di Sandra Cardini e le maschere di Stefano Ciammitti e Arianna Ferrazin, combattimenti di scena: Antonio Bertusi. Effetti speciali: Fabiana Di Marco; musiche di Enrico Melozzi, luci di Gerardo Buzzanca e video di Opificio Ciclope.

Sipario ore 21.

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