20 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Gennaio 2022 alle 20:34:00

Cronaca News

«Mense ospedaliere, bloccare il bando o internalizzare il servizio»

foto di Mensa ospedaliera
Mensa ospedaliera

«Nessun posto di lavoro deve essere perso. Le rassicurazioni di InnovaPuglia non bastano, il livello politico regionale – a iniziare dal presidente Emiliano – prenda un impegno con tutti i lavoratori delle cucine degli ospedali pugliesi: la gara d’appalto per i servizi di ristorazione non comporterà nessun licenziamento». Lo afferma Renato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, in riferimento alla gara d’appalto per la gestione delle mense ospedaliere. «Lunedì i lavoratori del Santissima Annunziata di Taranto si sono riuniti in assemblea ponendo una serie di interrogativi sul futuro dei pasti negli ospedali. Nel Tarantino rimarrà aperta solo la cucina dell’ospedale di Castellaneta, la chiusura degli altri comporterà il trasferimento del personale in centri di cottura esterni.

Le preoccupazioni dei lavoratori riguardano, perciò – osserva Perrini – anche la qualità dei pasti che saranno serviti ai pazienti: alimenti precotti che arriveranno dopo ore nei reparti. La gara, o meglio le sei gare (una per provincia) hanno previsto anche gli standards di qualità del cibo? Seguirò attentamente lo sviluppo di questa vicenda, ma sarebbe fin d’ora opportuno che il presidente Emiliano dia risposte agli interrogativi dei lavoratori».

Sull’argomento si registra anche l’intervento di Vincenzo Di Gregorio, consigliere regionale del Pd. «In questi anni il sistema sanitario ha internalizzato importanti settori come Cup e operatori 118, perché non iniziare a pensare ad un’operazione di questo tipo anche per i servizi mensa e ristorazione? Mi rendo conto che la mia riflessione – spiega – arriva in un momento particolare in cui il sistema sanitario pubblico è chiamato ad una grande prova a causa del persistere della pandemia. Eppure, è proprio nei momenti più difficili che si costruiscono i cambiamenti più significativi. Uno dei più importanti affidamenti a terzi nel sistema sanitario regionale ancora in essere – aggiunge Di Gregorio – riguarda il servizio mensa e ristorazione. Già si intravvedono i primi timori tra gli addetti del settore per l’imminente rinnovo degli appalti. I lavoratori dell’ospedale Ss. Annunziata di Taranto, ad esempio, si sono riuniti in assemblea perché temono ricadute negative sull’occupazione. E allora, perché non immaginare di internalizzare anche questi servizi?».

“L’alimentazione, soprattutto, durante la degenza in ospedale – continua l’esponente dem – è parte integrante della terapia, per cui si tratta di un ambito rilevante anche sotto il profilo sanitario. Senza considerare che una scelta di questo tipo potrebbe giovare alla stessa qualità dei pasti serviti che, attualmente, spesso sono precotti e preparati in luoghi distanti dai reparti in cui saranno serviti e consumati. Avviare una riflessione ad ampio spettro sull’argomento sarà sicuramente utile per capire come funziona il settore e per offrire ai cittadini/utenti della sanità un servizio migliore». Secondo Paride Mazzotta, consigliere regionale di Forza Italia, bisogna «immediatamente bloccare quel bando. Innanzitutto – scrive Mazzotta – c’è la beffa per l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, su cui avevo già promosso un’audizione in Commissione: il servizio, infatti, era stato sospeso e i cibi trasportati da altre strutture in attesa della ristrutturazione della cucina, con diversi dipendenti preoccupati per il destino del proprio posto di lavoro. A seguito della riunione, il direttore del Dipartimento Salute aveva emanato una determina con cui si stanziava oltre un milione di euro per riattivare la cucina del nosocomio. Sono trascorsi i mesi, abbiamo vigilato a tutela non solo della qualità dei pasti offerti ai pazienti (un cibo preparato a 50 km di distanza non è ovviamente il massimo), ma anche dei livelli occupazionali dei tanti operatori che lavorano da anni. Perciò, ci siamo “accorti” che i lavori, nonostante le risorse stanziate e le rassicurazioni, non sono nemmeno iniziati.

Oggi, emerge il perché: la Regione, tramite l’agenzia InnovaPuglia, ha pubblicato un bando per il servizio sull’intero territorio regionale. E qui, sullo sfondo le perplessità sono notevoli. Innanzitutto, non esiste alcuna clausola sociale che metta in sicurezza il posto di lavoro dei tanti dipendenti in attività nelle varie cucine ospedaliere. E non solo: nell’allegato 7, in cui si indicano i punti di cottura interni che resteranno operativi, spunta la sorpresa. Resisteranno solo quelli dell’ospedale di Gallipoli, del “Perrino” di Brindisi, di Ostuni, di Francavilla Fontana, di Barletta e del presidio di Castellaneta. Restano fuori, quindi, tutti gli altri (anche intere province come Bari e Foggia) che verranno forniti con pasti cucinati in altre strutture. Ergo precotti, ma soprattutto più costosi, con un aumento fino a 70 centesimi in più rispetto a un pasto preparato in loco. Ebbene, noi vogliamo vederci chiaro, perché non solo si tratta di gestione di risorse pubbliche, ma anche di qualità dei cibi somministrati ai pazienti. Perciò – conclude il consigliere regionale di Forza Italia – chiederemo la convocazione di un’altra audizione in Commissione, stavolta anche con i rappresentanti dei lavoratori, e ci auguriamo che la Regione revochi immediatamente questo bando».

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