19 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2022 alle 22:48:00

Cronaca News

Gli effetti della cattiva politica

La scuola ai tempi del covid
La scuola ai tempi del covid

Dal 2020 ad oggi, poco e nulla è stato fatto per garantire il corretto funzionamento delle scuole, a partire da quelle misure essenziali che avrebbero consentito l’attività in presenza in condizioni di sicurezza, con monitoraggio e tracciamento dei positivi. Al netto di tentativi confusi d’indirizzo per ridisegnare il funzionamento dei servizi scolastici in ambito di era digitale, la pandemia ha messo a nudo la totale impreparazione del sistema scuola nel garantire l’ammodernamento dei suoi processi più elementari, in un paese in cui appena il 46% degli istituti può servirsi di una connessione ad internet, il 10% delle primarie, e il 23% delle secondarie, possono contare sulla banda larga.

Nonostante le aule sovraffollate, la mancanza di sistemi di areazione, l’attuazione delle misure di sicurezza più basilari al controllo dei sintomi negli studenti, abituati a frequentare la scuola, con “tachipirina e moccolo al naso”, le scuole italiane si sono organizzate, e sono riuscite contro ogni più rosea previsione a garantire, per quasi tutto l’anno appena trascorso, la didattica in presenza. Tanto ha generato un ulteriore equivoco: le scuole son rimaste aperte, quindi, i contagi avvengono fuori. Nonostante l’Istituto Superiore di Sanità ritenga, il 75% dei minori di 19 anni asintomatico, come riconoscere un positivo asintomatico che, in quanto tale, non si sottopone a tampone e non è sottoposto a monitoraggio? Con omicron la situazione è peggiorata. La buona politica avrebbe dovuto promuovere una ragionevole diversificazione dei provvedimenti sul rientro a scuola. Il governo Draghi sta portando a casa risultati importanti nella lotta alla pandemia, riconosciuti, unanimemente, da tutti gli osservatori internazionali. Accanto alla buona politica, stiamo vivendo gli effetti della cattiva politica, che destabilizza le Istituzioni e confonde i cittadini. In tempi di guerra non lo dobbiamo consentire.

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