27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 14:59:00

Cronaca News

Scuola ai tempi del covid, ritorno in aula tra assenze e qualche timore

foto di Vaccinazioni pediatriche
Vaccinazioni pediatriche

Soprattutto alla primaria, la vecchia “scuola elementare”, qualche assenza ha caratterizzato l’atteso, sospirato, auspicato, in qualche caso temuto rientro a scuola. Si è tornati in aula dopo la lunga vacanza natalizia, con la coda di una escalation di contagi da Covid in tutta Italia, Puglia e Taranto comprese. Assenze dovute in alcuni casi a positività a quel Coronavirus che ha stravolto, e continua a farlo, le nostre vite; ma anche bimbi rimasti a casa su scelta delle famiglie, spaventate dal timore del contagio. “Non sto dicendo che tra due settimane la scuola non chiuderà, dico un’altra cosa, ovvero che nel nostro decreto c’è anche la possibilità di organizzare in maniera diversa la didattica.

Quindi, se vi sono le condizioni le scuole sono in grado di utilizzare tutti gli strumenti, anche la didattica a distanza, però per un tempo limitato e all’interno comunque di una situazione in cui la scuola rimane punto di riferimento, in base al principio di ‘scuola aperta’”. E’ quanto ha sottolineato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a Rainews24. Inoltre, “nel decreto del 22 marzo 2021, il cosiddetto dl Sostegni, abbiamo dato risorse esplicitamente indicate per gli impianti di aerazione, ma sulla base dell’autonomia. Noi abbiamo dato risorse direttamente alle scuole, e poi, sulla base della loro autonomia, hanno scelto su che cosa investirle. Certamente abbiamo un monitoraggio attento”. Ora, ha aggiunto il ministro, “sono rientrati la maggior parte degli studenti e dei professori. Stiamo facendo un monitoraggio attentissimo. Ma il dato evidente è che è ripresa la scuola”.

Secondo Bianchi “i docenti sospesi perché no vax sono un numero limitato: sotto l’1%. Per quanto riguarda gli assenti per malattia finora abbiamo dei dati tutto sommato molto contenuti”. “Anche negli anni passati, in gennaio, abbiamo avuto il picco di assenze – ha spiegato il ministro – Però quest’anno per provvedere a questo abbiamo rinnovato i contratti per il potenziamento dei cosidetti ‘docenti Covid’, abbiamo messo 400 milioni che sono importantissimi per la vita della scuola”. Ma le incognite restano. 200mila classi in Dad entro 7 giorni da lunedì 10 gennaio: è la previsione di Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, sempre a Rainews.

“A mio avviso sarebbe stato preferibile rinviare di due o tre settimane l’apertura” della scuola “ma allo specifico scopo di raggiungere alcuni obiettivi che in questo momento non sono raggiunti e questo avrebbe consentito di essere abbastanza sicuri di non chiudere più – ha affermato – Invece, in questo momento, abbiamo riaperto, la pandemia sta andando e il numero degli alunni positivi è in crescita”. “Stamattina sono stato a visitare una scuola molto all’avanguardia in cui un quarto delle classi era in Dad. C’è una previsione di 200mila classi in Dad entro 7 giorni da oggi – ha sottolineato – una previsione facile da fare perché basta applicare una crescita di tipo esponenziale e si arriva subito a questi numeri. Quello che il governo non ha voluto fare lo farà comunque la pandemia: solo che la pandemia lo fa costringendoci, noi avremmo potuto ritardare l’apertura e rinforzare le nostre difese”.

“Le regole ci sono e non è questo che spaventa, sono un fautore della vaccinazione e tra gli obiettivi che ponevo in un lasso di tempo breve c’era l’innalzamento della percentuale di vaccinati, bassa tra i più piccoli. Sarebbe servito uno sforzo in più che si sarebbe potuto compiere in un arco di tempo comunque limitato, ha detto ancora Giannelli. In Puglia, è la questione Dad-non Dad a tenere banco. “La situazione epidemiologica provocata dal Covid-19 e dalle sue varianti richiama l’impegno a mettere in atto ogni strumento utile per contenere la diffusione della malattia” sottolinea Mino Borraccino, consigliere del Presidente della Regione Puglia per l’attuazione del Piano Taranto.

“L’introduzione della didattica a distanza per la scuola ha finora contribuito a tale scopo ed, alla luce della fase ancora iniziale delle vaccinazioni tra i più giovani, sarebbe opportuno continuare a fruire di tale opportunità”, continua. “Condivido questa necessità, espressa in tutti i gradi d’istruzione, come testimonia anche il recentissimo sondaggio lanciato da Martina, la studentessa rappresentante d’istituto del liceo linguistico Ettore Palumbo, che da Brindisi ha dato il via ad una petizione in favore della dad fino alla fine del mese di gennaio 2022, raccogliendo oltre 300mila consensi. L’attenzione della Puglia, grazie al Presidente Emiliano, su questo tema è notevole, lo dimostra la grande vicinanza alle famiglie alle quali c’è pieno sostegno da parte della Regione per un diritto imprescindibile: quello della salute. Ritengo che il Governo nazionale debba intervenire subito e che non si debba aspettare la zona rossa nelle varie regioni per estendere la didattica a distanza, già presente nelle nostre scuole per gli alunni fragili, a tutti gli studenti, per contrastare l’ostica epidemia che ci è piovuta addosso. Il Presidente Emiliano, nel corso delle ondate precedenti di questa pandemia, ha introdotto la didattica a distanza, ma adesso le norme nazionali, dalla scorsa estate, lo vietano in maniera perentoria se non in presenza di uno stadio che richiede la zona rossa per quella determinata regione. La Puglia ha fatto il possibile nell’ambito delle vaccinazioni tant’è che siamo la prima regione in Italia per vaccini in generale e soprattutto per le fasce d’età più giovani. Spero pertanto che l’appello di tutti questi studenti possa essere accolto con senso di responsabilità da parte del Governo. La scuola ha una funzione importantissima nella vita delle nuove generazioni ma prima viene il diritto alla salute”. Proprio il governatore Michele Emiliano, in una chat di genitori, aveva invitato questi ultimi a chiedere l’attivazione della Dad, se ne avvertissero la necessita.

Quasi inutile aggiungere che ne sono derivate aspre polemiche. Dice il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo: “Quando la sera del 9 gennaio, nelle chat dei genitori pugliesi è iniziato a circolare il messaggio del presidente Emiliano che li invitava a ricorrere al Tar contro la decisione del suo Governo di riprendere oggi la Scuola in presenza, francamente avevamo pensato che fosse una ‘polpetta avvelenata’, una fake news, che sarebbe stata prontamente smentita dal governatore. Sia come presidente di una Regione, ma anche (o soprattutto) come magistrato in aspettativa, in questa seconda veste è davvero complicato immaginare un ‘uomo di legge’ che invita i genitori a non rispettare i decreti, ripetiamo, del suo Governo: il messaggio di ieri sera si configura, senza se e senza ma, in un’istigazione a violare le regole, aggravata dal fatto che Emiliano promette ‘se deciderete di impugnare il rifiuto della Dad da parte delle scuole, mi costituirò a vostro favore davanti al Tar’. Con l’Avvocatura regionale che si costituisce contro il Governo nazionale? Emiliano ci ha abituato a tutto, ma a tutto c’è un limite! E’ evidente che il presidente non è lucido, nel giro di qualche giorno passa da vantarsi di essere a capo di una Regione che ha più vaccinato anticovid bambini a chiedere ai genitori di non mandare i bambini a scuola: e allora cosa li abbiamo vaccinati a fare, per farli stare a casa? Senza contare che a distanza di un anno, e appunto con la presenza dei vaccini, Emiliano continua a gettare nel panico i genitori, ai quali butta la palla dando loro una responsabilità che non spetta. I pugliesi, almeno quelli che lo hanno votato, vogliono che sia lui a programmare e organizzare anche la Scuola in Puglia. Ma è evidente che è totalmente inadeguato al ruolo, i pugliesi vivono di sproloqui e annunci: che fine ha fatto il Tavolo Istruzione e Benessere istituito con delibera di giunta regionale addirittura il 29 dicembre del 2020 (la numero 2188), oltre un anno fa, e presentato alla stampa in pompa magna? Quante volte si è riunito questo tavolo anche in vista del nuovo anno scolastico?

E i Toss (Team Operatori Sanitari Scolastici) istituiti un mese dopo con un’altra delibera di giunta (la numero 131) del 27 gennaio 2021 per il rientro a scuola in sicurezza, che prevedeva l’impego di 355 operatori sanitari e 1 operatore ogni due scuole che prevedeva che ciascuna Asl provinciale istituisse il Toss per l’ambito scolastico per garantire il rientro a scuola in sicurezza. E potremmo continuare: i trasporti sono stati potenziati e migliorati come da noi richiesto oltre un anno fa? E la connessione Internet che ha costituito uno dei problemi della Dad è stata implementata?”.

Eppure, anche dal versante del centrodestra c’è chi tifa per la distanza – o almeno per la possibilità di scegliere. I consiglieri regionali di Forza Italia Stefano Lacatena, Giandiego Gatta e Paride Mazzotta infatti evidenziano come “i contagi sono schizzati alle stelle e le famiglie vivono un momento di grande preoccupazione per il ritorno in classe dei propri figli: per questo, chiediamo alla Giunta regionale di emanare un’ordinanza che consenta ai genitori di scegliere, in base alle proprie esigenze, se optare per la didattica a distanza o per la didattica in presenza. Si susseguono posizioni al limite del ragionevole: leggiamo, infatti, dichiarazioni nette che a favore della didattica in presenza senza alcuna distinzione. E’ chiaro che si tratti di affermazioni diffuse da chi non ha alcun dialogo con i cittadini. Molti genitori, infatti, preferirebbero la didattica a distanza e possono sostenere l’impegno di trattenere i figli a casa. Altri, invece, a causa del lavoro, non saprebbero come fare e, dunque, preferiscono che i figli tornino in classe. Dare spazio ad una sola delle due opzioni, per noi, si traduce in completa irresponsabilità: il numero dei contagi è elevatissimo e a nulla serve citare la diffusa vaccinazione che, come il mondo scientifico dice apertamente, non previene il rischio di contrarre il virus.

Perciò, riteniamo che la didattica integrata sia la strada di assoluto buonsenso: il numero di alunni nelle aule sarebbe notevolmente inferiore e, quindi, anche gli eventuali rischi sarebbero irrisori. Non possiamo che appellarci al presidente Emiliano affinché dia un segnale a tutte le famiglie che vivono con grande preoccupazione il ritorno tra i banchi, senza però mortificare coloro che non potrebbero badare ai figli per impegni lavorativi. Il governo nazionale ha imposto delle condivisibili misure di prevenzione, ma non possiamo far finta di non vedere quanto il Covid stia impazzando in tutta la nostra Regione, tanto da rendere imprescindibile un intervento da parte della Giunta”.

In provincia di Taranto, a Castellaneta, una campagna di massa di tamponi riservata al mondo della scuola dell’obbligo, organizzata dall’amministrazione comunale, si è svolta domenica 9 gennaio, nella moderna tensostruttura di via Aldo Moro. Nel corso della giornata, dalle 8 alle 18, sono stati somministrati circa 530 tamponi antigenici dagli infermieri volontari. Esito positivo per 9 test, relativi a 4 adulti (docenti e personale Ata) e 5 piccoli alunni. Come da protocollo, i risultati dei tamponi positivi sono stati trasmessi al Dipartimento di prevenzione dell’Asl Taranto, per le opportune procedure del caso. Nella tensostruttura le operazioni si sono svolte in maniera ordinata, senza code e difficoltà, con il gradimento dei genitori per l’efficiente macchina organizzativa, che ha contato su circa 10 infermieri e altrettanti operatori del sistema di protezione civile comunale e di due mascotte che le coccole ai più piccoli.

«Un risultato importante per il ritorno in classe in sicurezza– commenta l’Assessore alla pubblica istruzione Anna Rita D’Ettorre – grazie alla risposta registrata dalle famiglie e dalla popolazione scolastica della nostra cittadina. Una giornata che si è rivelata di grande soddisfazione e desidero, per questo, ringraziare tutti gli infermieri volontari e gli addetti della Protezione Civile per essersi messi al servizio della comunità con tanta passione». «Sebbene nutriamo dei dubbi sul ritorno a scuola già da lunedì 10 gennaio – precisa il sindaco Giovanni Gugliotti – avremmo preferito infatti qualche giorno di tempo di approfondimento per ben comprendere la diffusione del contagio durante le vacanze natalizie, in vista del ritorno a scuola ci siamo mossi con decisione sul fronte della sicurezza sanitaria, organizzando questo servizio gratuito di screening che si è dimostrato di grande successo».

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