27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 15:57:00

Cronaca News

Riattivato il reparto Covid dell’Ospedale Militare di Taranto

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Riattivato il reparto Covid dell’ospedale militare di Taranto

Aumentano contagi e ricoveri: il Covid graffia ancora la Puglia. Intanto presso il Centro Ospedaliero Militare di Taranto, ha avuto luogo il ricovero di due pazienti in fase post acuta provenienti da strutture sanitarie locali, riattivando così il reparto Covid del nosocomio, a conferma del ruolo strategico delle Forze Armate quale strumento al servizio della comunità. La Difesa continua a supportare il “Sistema Paese” nella gestione dell’emergenza sanitaria, uno sforzo importante e trasversale gestito dallo Stato Maggiore della Difesa, attraverso le quattro Forze Armate e coordinato dal Comando Operativo di vertice Interforze in accordo con Istituzioni, Autorità, Sanitarie Locali e Protezione Civile, spiegano dalla Marina Militare. L’attuale contesto richiede di rinnovare l’offerta ospedaliera di posti letto e la presa in carico di pazienti Covid.

Il Ministero della Difesa aveva già reso disponibile in tal senso, dal novembre 2020, oltre al Policlinico Militare Celio di Roma ed al C.o.m. di Milano, anche il Centro Ospedaliero Militare di Taranto, assicurando una capacità ricettiva fino ad un massimo di 20 pazienti positivi al Covid provenienti da nosocomi civili del territorio. La sua riattivazione a favore della cittadinanza ha avuto luogo in brevissimo tempo a seguito della richiesta di disponibilità formulata dall’Asl. “Sono state sicuramente giornate di intenso lavoro a seguito di incisivi interventi logistici, necessari per il ripristino delle aree destinate a ospitare i pazienti e per la designazione del personale sanitario e di supporto logistico – ha dichiarato il direttore del Centro Ospedaliero, il capitano di vascello Fiorenzo Fracasso – I Reparti individuati per l’esigenza erano già stati precedentemente allestiti a fronte della necessità di garantire la più scrupolosa osservanza delle norme di assistenza sanitaria, sicurezza e comfort per i pazienti, confrontandosi con gli standard qualitativi previsti dall’Azienda Sanitaria Locale e in attuazione delle vigenti normative di settore.

Questo lavoro sinergico è la rappresentazione concreta del senso di “Equipaggio” che contraddistingue il modus operandi della Marina Militare. Tutto ciò ha portato ai primi risultati già a partire dalla mattina del 10 gennaio quando il Reparto Covid è stato nuovamente messo a disposizione dell’Azienda Sanitaria Locale per il ricovero dei primi pazienti positivi” ha concluso il comandante Fracasso. Oltre all’assistenza medico-infermieristica di base, sarà assicurata l’effettuazione di esami di laboratorio, inclusi i tamponi molecolari di controllo, prestazioni specialistiche nell’ambito della diagnostica per immagini e cardiologiche, nonché trattamenti di fisioterapia, questi ultimi fondamentali per prevenire effetti collaterali legati a prolungata immobilità e favorire la ripresa.

Sul fronte pandemico, da registrare l’intervento del capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo: “L’esperienza vissuta nel 2020 e nel 2021 avrebbe dovuto insegnare al presidente Emiliano che l’epidemia ha un andamento di discesa dal Nord al Sud ed è prevedibile aspettarsi un’impennata della recrudescenza dell’epidemia anche in Puglia. L’ex assessore alla Sanità Lopalco ha proposto, inascoltato, una soluzione organizzativa per affrontare questa nuova ondata ma potrebbero essercene altre; di fatto si è arrivati all’ultimo momento in preda alla disperazione per assumere provvedimenti di emergenza senza alcuna pianificazione e senza alcun confronto con gli operatori sanitari delle strutture pubbliche e private, con i gestori delle Rsa e altre strutture sanitarie e socio-sanitarie. L’inadeguatezza di Emiliano non ha pari nella storia della nostra Regione, ma oserei dire al confronto con le altre Regioni”. Presentata anche una interrogazione urgente a firma Lega Puglia con la quale il capogruppo in Consiglio regionale Davide Bellomo richiede spiegazioni in merito ai gravi ritardi sul tracciamento contagiati da Covid 19, in conseguenza alla limitazione nell’effettuazione dei tamponi molecolari.

Bellomo spiega così l’urgenza dell’interrogazione: “Ho ricevuto numerose segnalazioni relative alla difficoltà delle Asl a garantire il contact tracing di tutti i positivi al tampone e dei loro contatti stretti; questo costringe i residenti positivi a restare in attesa per molti giorni prima di effettuare il tampone di controllo. Una situazione iniziata prima di natale che si è intensificata negli ultimi giorni quando il numero dei positivi è schizzato in avanti, mandando in tilt il sistema di tracciamento. Ne consegue che l’infezione da Covid può dilagare tranquillamente per il ritardo di questa procedura essenziale a circoscriverla”. Bellomo evidenzia che “le persone risultate positive al covid vengono contattate in ritardo dal Dipartimento di prevenzione dell’Asl, e le prenotazioni del test molecolare, una volta effettuate, prevedono attese così lunghe da superare in molti casi la durata di periodo di isolamento in caso di positività. E’ quindi più che comprensibile la rabbia e frustrazione di chi è costretto in casa per così tanto tempo, senza poter rientrare al lavoro o comunque senza poter riprendere la propria vita, nonostante le limitazioni comunque vigenti. L’unica alternativa in questi casi” afferma Bellomo, “consiste nel rivolgersi a laboratori privati, con un costo molto più alto a carico del paziente”.

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