27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 14:59:00

Cronaca News

Tragedia all’Afo2, ora la parola passa agli imputati

Il Tribunale
Il Tribunale di Taranto

La parola agli imputati nel processo che dovrà fare luce sull’infortunio verificatosi l’8 giugno del 2015 all’Ilva di Taranto, costato la vita al giovane Alessandro Morricella. Sotto processo sono finiti in sei fra direttori dello stabilimento siderurgico, dirigenti e tecnici dell’Altoforno 2, impianto in cui si verificò la tragedia e la società, l’Ilva spa in amministrazione straordinaria. L’accusa per tutti è di omicidio colposo, inosservanza delle norme di sicurezza e mancata adozione delle misure di protezione per i lavoratori. Secondo la tesi del pm, ognuno nel suo ruolo, avrebbero dovuto vigilare sull’adozione dei dispositivi di protezione.

Le contestazioni della Procura di Taranto scaturirono dalle indagini dei Carabinieri sull’incidente in cui il 35enne operaio di Martina Franca riportò ustioni gravissime su quasi tutto il corpo. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, lo sfortunato lavoratore fu investito da un getto di ghisa e da una fiammata mentre stava lavorando. Da quanto emerso dagli accertamenti effettuati, non indossava la cappa alluminizzata di protezione. Le sue condizioni furono ritenute subito disperate. Infatti dopo quattro giorni di agonia morì lasciando la moglie e due figli piccoli, di sei e di due anni. La vicenda è approdata a dibattimento, davanti al giudice monocratico della Seconda Sezione Penale Federica Furio, nel 2019. Due dei dirigenti finiti sotto processo, Vito Vitale e Salvatore Rizzo hanno chiesto di sottoporsi all’esame in aula per difendersi e per spiegare le loro ragioni al giudice.

Nell’udienza del 12 gennaio si è sottoposto al fuoco incrociato delle domande Vito Vitale, direttore dell’area ghisa dell’epoca. L’imputato, difeso dall’avvocato Luca Sirotti, ha respinto tutte le accuse sostenendo, in estrema sintesi, di non avere alcuna responsabilità sulle pratiche operative. Nella prossima udienza, in calendario il 2 febbraio prossimo, si sottoporrà all’interrogatorio un altro imputato, Salvatore Rizzo, capo area all’epoca dei fatti contestati. Nel procedimento sono coinvolti anche i direttori dello stabilimento, sempre del 2015, Massimo Rosini e Ruggero Cola, il capoturno Saverio Campidoglio e il tecnico del campo di colata Domenico Catucci, difeso dall’avvocato Carmine Urso. Insieme a sei persone fisiche è finita sul banco degli imputati anche la società Ilva in amministrazione straordinaria. L’Afo 2 è stato finito nelle cronache giudiziarie, anche nazionali, ed è stato al centro di provvedimenti del Governo Renzi finalizzati a “sbloccare” la situazione, un ennesimo decreto salva Ilva cassato dalla Corte Costituzionale. Dopo la tragedia l’altoforno è stato sottoposto a sequestro e vi è rimasto fino al 21 ottobre dello scorso anno quando, su richiesta del difensore di Ilva in as, l’avvocato Angelo Loreto, è stato dissequestrato. Il Tribunale di Taranto, ha ritenuto “integralmente adempiute le prescrizioni imposte dalla Procura della Repubblica di Taranto” e quindi ha revocato il sequestro.

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