20 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Gennaio 2022 alle 06:51:53

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Donatella Bisutti, una vita ricca di poesia

foto di Donatella Bisutti
Donatella Bisutti

Donatella Bisutti è nata a Milano e si è laureata all’Università di Lovanio in Belgio; è poeta, narratrice, saggista e giornalista professionista. Riporto il suo profilo che sintetizza una vita ricca di poesia e lavoro creativo, pubblicato nel risvolto di copertina di “Sciamano”, l’ultimo libro (per ora) di Bisutti: “la sua opera poetica è stata tradotta in varie lingue, ha ricevuto premi importanti come il Premio Montale per l’Inedito, il Premio Lerici Pea, il Premio Camaiore, il Premio Alda Merini, il Premio Camposampiero e il Premio alla carriera della Fondazione Terzo Pilastro- Ritratti di Poesia. Ha preso parte a numerosi festival internazionali ed è stata ospite di prestigiose Fondazioni e Residenze di Scrittura all’estero. Sono noti il suo saggio “La poesia salva la vita” e i suoi libri sulla poesia per i ragazzi, tra cui “Le parole magiche”.

Il profilo biografico è appunto un profilo, cioè è molto sintetico, tuttavia è in grado di farci intuire il valore di una donna impegnata ad angolo giro, in Italia e all’estero, nella divulgazione della poesia e dei valori letterarî in cui crede fermamente. Donatella Bisutti, che anni fa aveva una bella rubrica di poesia sulla rivista “MIllelibri” e un’altra sui poeti italiani tradotti all’estero sulla rivista “Poesia”, ha stabilito un ponte di amicizia con Taranto – ecco perché mi piace scrivere di lei – conquistando simpatie e sintonie, specie fra i liceali della nostra città, quando, poco prima della bufera pandemica, fu ospite del Comitato della Società Dante Alighieri, a Palazzo di Città, nell’ambito di un programma di incontri coi poeti contemporanei. Quest’ultima silloge di liriche, “Sciamano”, è stata pubblicata da Aeclanum, una casa editrice di Avellino, molto attenta alla poesia e ai poeti del nostro tempo, e che già dal suo dotto nome latino (Aeclanum era una città romana vicino all’attuale Passo di Mirabella Eclano, in provincia di Avellino) ci fa capire il livello culturale delle sue scelte editoriali e delle opere pubblicate. Ora puntiamo una lente d’ingrandimento su questa silloge di poesie il cui titolo, “Sciamano”, ci orienta verso la comprensione della poetica di Bisutti. Per alcune religioni primitive, lo Sciamano è quella persona che ha il carisma di mettersi in contatto e comunicare con le potenze superiori.

Il poeta, che per Rimbaud era un “veggente”, per Bisutti è come uno sciamano che ha la capacità di accedere all’invisibile e comunicare con il sacro e il divino. La poesia del poeta-sciamano, quindi, apre spiragli sull’infinito mistero della vita oltre le angustie del presente e oltre i limiti della conoscenza razionale. La poesia di Donatella Bisutti, quindi, s’incastona e si storicizza nell’ultima, e in parte sommersa, generazione dei poeti orfici. Per i poeti orfici, e anche per la nostra amica, la conoscenza della realtà interiore – la coscienza – e la conoscenza della realtà esteriore – la natura- non si raggiungono per via razionale, ma per la via analogica che permette di intuire, attraverso illuminazioni e folgorazioni, le relazioni intercor-renti fra gli esseri fino ad arrivare all’intuizione di Dio e dell’assoluto, sentendosi così in armonia con il mondo. Questo in sintesi, per spiegare seppure in minima parte le liriche di Donatella Bisutti che, negli anni Ottanta e Novanta, si è avvicinata alla cultura orientale, soprattutto zen. Appassionata alle ricerche di Jung e di Hillman, e impegnata in un percorso spirituale alla ricerca del Sacro, Bisutti si è sempre orientata nella direzione di una ricerca interiore che conduce all’emersione spontanea dal profondo di immagini archetipe, per esprimere nella sua poesia una realtà di tipo subliminale – ha dichiarato ella stessa – normalmente nascosta alla vista, attraverso una “seconda vista” legata alla simbologia del subconscio che è poi quella stessa del Mito.

Il poeta è, dunque, sciamano e la poesia è un’esperienza medianica, mistica e spesso profetica i cui temi ricorrenti, espressi in chiave analogica, sono il Silenzio, l’Ascolto, l’Armonia, il Mistero, la Contemplazione, il Logos, il Mito greco; la cifra è talvolta sapienziale e le parole, scandite con saggezza, sembrano pronunciate da una Sibilla sull’orlo dell’infinito. “Sciamano” comprende alcune liriche recenti, scritte dal 2015 al 2020, e anche il libro di esordio di Donatella Bisutti, “Inganno ottico”, pubblicato da Guanda nel 1985, che vinse il Premio Montale, e le “plaquettes” “Violenza”, dal contenuto sociopolitico oggi quanto mai attuale, e, in parte, “Penetrali”, che fu curata dal critico Giovanni Tesio. Le liriche sono introdotte da una Nota di Poetica scritta dalla stessa Bisutti, donna colta e di grande eleganza mentale, e collegate fra loro da un “fil rouge” che ne illumina le peculiarità e le preziosità. Va da sé che queste liriche di linguaggio elevato, espressioni di una raffinata sensibilità, sono all’opposto della tendenza di tanta poesia contemporanea, come efficacemente Donatella Bisutti ha spiegato nella Nota di Poetica: “Un pensiero laico di derivazione illuminista che pure ha il merito di essersi affrancato non solo dall’assolutismo di un potere regale di pretesa investitura divina, ma anche dall’assolutismo di una Verità indiscutibile, ha tuttavia purtroppo anche distrutto i sottili legami che ancora collegavano l’Uomo e la Poesia al Mito, nutrendosi di nichilismo con il fine più o meno apertamente dichiarato di distruggere il Senso, non potendolo raggiungere pienamente, non potendo cioè affermare razionalmente una radice dell’Essere”.

La Poesia, per Donatella Bisutti, è un cammino verso un Senso e la vista del poeta diventa visione. Al culmine, quindi, dell’esperienza mistica e di contemplazione, non c’è l’afonia né la cecità, ma la luce della Poesia e della Parola che è sacra perché nasce, appunto, da un’esperienza mistica che fa riscoprire Dio “valore fondante”, senza il quale “non ci può essere ricostruzione del mondo” e Dio è “l’Analogia ultima di un linguaggio mistico”. Troppo bella la conclusione della Poetica per non trascriverla: “Questa conoscenza “ekstatica” è in definitiva l’espressione metafisica dello stato di “transe” studiato da Vincenzo Ampolo e da altri antropologi e psicoanalisti, e particolarmente evidente nelle danze rituali di tipo sciamanico, di cui il rito collettivo dei giovani nelle discoteche e la droga sono oggi espres-sione degradata e deteriore, nel tentativo fallimentare di rispondere a un bisogno profondo, eluso dalla nostra società che ha strappato il cordone ombelicale dell’Uomo con il Cosmo e ha per lo più rinnegato il significato della Poesia come rito iniziatico dell’Anima che cerca l’Amato, l’anima innamorata di Sant’Agostino e di Sam Giovanni della Croce”.

Josè Minervini

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