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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 10:55:00

Cronaca News

Morte sul Gazzana, il gup dispone perizia

Il tribunale di Taranto
Il tribunale di Taranto

Sarà la perizia di un tecnico a fare luce sulle cause del tragico infortunio sul lavoro verificatosi a bordo di un sommergibile della Marina Militare il 6 ottobre del 2016. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Taranto Francesco Maccagnano nell’udienza del 28 gennaio. Nell’incidente a bordo del “Gazzana”, fermo nella rada di Mar Grande ha perso la vita un operaio, Natale Chiarelli, 29 anni, di Mottola, dipendente di una ditta incaricata di eseguire i lavori nel locale dei motori termici.

Il giovane, da quanto emerso dalle indagini, è stato fulminato dalla corrente elettrica dell’impianto del locale. La linea elettrica, secondo la pubblica accusa, non sarebbe stata messa in sicurezza da un sistema di bloccaggio e da una segnaletica per il monitoraggio. Di conseguenza si sarebbe accidentalmente riavviata, cogliendo alla sprovvista l’operaio intento ad operare con dei cavi elettrici e fulminandolo. Inoltre, è sempre la tesi accusatoria, il personale che operava a bordo non sarebbe stato adeguatamente formato per effettuare il tipo di interventi di manutenzione a bordo di sommergibili nei quali era impegnato.Sotto accusa per cooperazione in omicidio colposo e per violazione delle norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro sono finiti in tre, il comandante e il direttore macchine del sommergibile dell’epoca dei fatti contestati, entrambi militari della Marina e il coordinatore dell’esecuzione dei lavori incaricato dal committente. Stando alla ricostruzione del pm, i tre, ognuno nel rispettivo ruolo, avrebbero causato la morte del giovane.

I familiari dell’operaio morto, la sorella, il cognato e i nipoti, si sono costituiti parte civile nel procedimento tramite l’avvocato Carmine Urso. Il legale ha presentato una richiesta di risarcimento dei danni morali e affettivi subiti di 566.000 euro. Ma soprattutto i parenti della vittima chiedono che venga fatta chiarezza sulle cause e sulle responsabilità della tragedia. Per fare piena luce sugli aspetti tecnici dell’accaduto, il gup ha nominato un perito, l’ingegnere Michele Tagliente, al quale ha affidato l’incarico. Per tutti il pm Mariano Buccoliero ha chiesto il rinvio a giudizio. Uno dei tre imputati ha chiesto l’abbreviato, quindi sarà giudicato dal gup. Per gli altri due che non hanno optato per il rito alternativo che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena, il giudice Maccagnano dovrà decidere se accogliere la richiesta del pubblico ministero e mandarli a giudizio oppure, al contrario, emettere sentenza di proscioglimento. La prossima udienza è stata fissata per il 15 marzo.

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