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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 10:58:00

Cronaca News

Annullate le condanne a 4 ex dirigenti del Ctp

Un bus del Ctp
Un bus del Ctp

Sentenza di condanna annullata senza rinvio per un imputato e con rinvio per altri tre. Si è concluso con questo verdetto in Cassazione il processo a carico di quattro esponenti del vertice del Consorzio trasporti pubblici di Taranto di alcuni anni fa. I fatti contestati, alcuni episodi di abuso d’ufficio, risalgono al periodo 2013-2014. Inizialmente gli imputati erano cinque ma in appello uno di essi è stato assolto. Luigi Pacucci, 68 anni, responsabile del settore approvvigionamento, a gennaio dello scorso anno è stato prosciolto “per non aver commesso il fatto“.

Mentre per gli altri quattro la Corte d’appello di Taranto ha confermato la sentenza di primo grado con le condanne a dieci mesi di reclusione per un imputato, Michele Ciccimarra, 71 anni, di Fragagnano, anche lui dell’ufficio approvvigionamento e ad un anno per l’amministratore unico dell’epoca Giovanni D’Auria, 66 anni, di Taranto, per il direttore generale Cosimo Rochira, 72 anni, anche lui di Taranto, il responsabile dell’ufficio approvvigionamento Mario De Felice, 66 anni, di Taranto. Per tutti il reato contestato è quello di abuso d’ufficio in concorso. La Sesta Sezione della Suprema Corte ha annullato senza rinvio la condanna inflitta a De Felice, per il quale quindi l’assoluzione è definitiva e ha annullato anche le condanne agli altri tre imputati con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello, quindi a Lecce. Quindi per i tre ex dirigenti del Ctp la vicenda dovrà tornare davanti al giudice di secondo grado. I ricorsi in Cassazione sono stati presentati dai difensori, gli avvocati Michele Rossetti, Franz Pesare, Massimo Moretti ed Eligio Curci. Il procuratore generale ha chiesto il rigetto delle richieste della dife sa e la conferma delle condanne.

I fatti contestati riguardano l’affidamento di lavori di manutenzione di parti meccaniche ed elettriche e forniture dei mezzi di trasporto del Consorzio. Secondo l’accusa, l’affidamento sarebbe avvenuto senza gara d’appalto e senza ribasso dei prezzi. Quindi, in sostanza, non sarebbero state rispettate le disposizioni delle leggi sulle aggiudicazioni e questo sistema, sempre secondo l’accusa, avrebbe comportato un ingiusto vantaggio per le aziende che si aggiudicavano lavori e forniture, la cui entità si aggirava sui sei milioni di euro, e un danno per le casse del Ctp che nel processo si è costituito parte civile.. La vicenda giudiziaria è scaturita da un’inchiesta avviata in seguito alla denuncia di un dipendente del Consorzio.

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