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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 00:19:00

foto di Il Taranto
Il Taranto

L’inclinazione all’arte silenziosa, la cultura del lavoro. Soprattutto il senso dell’attesa e la tenacia della riconquista. Gianluca Mastromonaco è l’emblema della devozione alla missione rossoblu: sintesi perfetta fra personalità, maturità ed equilibrio, si è riappropriato con merito del suo ruolo nel Taranto, non cedendo alle dinamiche severe dei numeri ed alla freddezza delle liste, accettando la teoria del contesto calcistico per poi sorprendere. Il ragazzo di Borgomanero non è solo un prezioso investimento per il futuro ionico: appartiene all’antologia di giovani talenti indovinati dal direttore sportivo Francesco Montervino, è ammirato per il suo ragionamento tattico e per l’abnegazione al sacrificio ed all’eclettismo, valori che armonizzano una vocazione non travolgente ed esplosiva, ma pragmatica, efficace, moderna. Giuseppe Laterza, suo tecnico da due stagioni ormai, gli ha regalato un epiteto preciso, quello di “affidabilissimo”. “L’affidabilità è una dote che ogni allenatore cerca molto nei giocatori – commenta Mastromonaco- Non dipende dal disputare per intero una partita, ma dal garantire certezze anche in brevi periodi della stessa, al fine di attuare quanto richiesto tatticamente e mentalmente. E’ importante per me questo riconoscimento, sono contento che il mister la pensi così.”. Una schiera di esordienti nel professionismo, che coinvolge non solo l’esterno destro piemontese, ma anche il neofita stratega: “E’ il premio per una stagione bellissima, importantissima, per noi e per la città di Taranto- sorride- Sta volgendo bene, ci siamo posti obiettivi precisi in questi due anni, concretizzandoli passo dopo passo: in serie D l’abbiamo raggiunto con la promozione, adesso speriamo di blindare la salvezza il prima possibile. E’ un bilancio molto positivo, sia personalmente che collettivamente”.

Laterza ha più volte lodato l’applicazione, la cura dei dettagli e la serietà del ritrovato Mastromonaco: “Ho un buonissimo rapporto col mister, cerco di seguirlo il più possibile, di ascoltare i suoi consigli- conferma- Lui mi offre suggerimenti per incentivare la mia crescita ed il mio perfezionamento nei meccanismi e nei movimenti. Mi stimola, mi rimprovera quando necessario, mi fa capire con molta chiarezza e sensibilità quando le cose stanno andando nel modo giusto”. L’educazione nell’incantato mondo del calcio è spesso mutuata dalla scuola dei sodalizi prestigiosi: “Sicuramente essere cresciuto in un vivaio come quello dell’Inter ha rappresentato un’occasione molto importanteracconta Gianluca Mastromonaco- I club blasonati controllano molto la disciplina ed il metodo di lavoro. Però è il “calcio dei grandi” che tempra le capacità e lo spirito: il settore giovanile insegna le dottrine tattiche e comportamentali, ma nelle Prime Squadre s’impara davvero il lavoro, il sacrificio ed il confronto anche in situazioni rigide. La fase scolastica e didattica diventa lavoro. Ho militato quattro anni in nerazzurro: due nelle fila dei Giovanissimi Nazionali, altrettanti con gli Allievi Nazionali”.

Taranto banco di prova e d’orgoglio: “Questa settimana è andata molto bene: dopo il ritmo inceppato a causa del lungo mese di pausa, contro la Paganese abbiamo rotto il ghiaccio sotto il punto di vista atletico e mentalecommenta- Avremmo potuto conquistare i tre punti, abbiamo avuto quasi sempre noi il pallino del gioco, le occasioni più insidiose le abbiamo create esclusivamente noi, quindi siamo amareggiati per questo pareggio”. “Quella di Latina si preannuncia una gara complicata- continua- Il successo ottenuto a Foggia, contro un avversario originale per modo di esprimersi, non è frutto del caso: vincere con più gol di scarto significa che la squadra c’è, è arrembante ed organizzata, anche in termini di qualità”. Il Taranto ha manifestato costantemente simmetria in entrambe le fasi di gioco: in prospettiva del girone di ritorno, quale potrebbe essere il segreto per diventare imprevedibile, nello sviluppo e nel dialogo fra i reparti? “Sicuramente stiamo svolgendo un ottimo lavoro, i risultati portano entusiasmo e la posizione in classifica lo testimonia- spiega Mastromonaco.

Secondo me, il perfezionamento consiste nel cercare di portare più persone possibili nell’area di rigore avversaria, per fare gol: occorre incrementare il contributo dalle corsie”. Affascina il dualismo con Mario Pacilli per il ruolo di esterno destro offensivo: “Concorrenza stimolante: posso solo imparare da un giocatore che ha disputato tante gare in categorie superiori e vanta un curriculum invidiabile- confida l’under classe 2000- Mi interessano i pensieri e le sensazioni dello spogliatoio e del campo: cercherò di ispirarmi ai colleghi esperti, come ho sempre fatto dal primo giorno. Per me Pacilli è un punto di riferimento, studiando il suo modo di giocare posso migliorare tantissimo. I tifosi possono prediligere un determinato atleta, ma spesso è una questione di periodi: se si sta più o meno bene, si può indovinare o fallire una partita”. Ragionando sull’asse verticale, alle spalle di Mastromonaco si sono avvicendati protagonisti del calibro di Riccardi, Tomassini, Versienti: “Ogni giocatore ha le sue caratteristiche: Tomassini e Versienti sono proiettati alla spinta in avanti, invece Riccardi è conservatore, poiché nasce difensore centrale- esamina- Mi trovo benissimo con tutti e tre. Riccardi ha tanta esperienza e riesce a guidarmi bene, avverto tutela anche da Versienti che conosco dallo scorso campionato, mentre Tomassini è un ragazzo più giovane, più spigliato, intraprendente per il dinamismo tipico dell’età. Dobbiamo compensarci sulla catena, esaltando le nostre qualità e collaborando nelle incursioni e nelle sovrapposizioni”.

L’assetto tattico del 4-2-3-1 esalta le peculiarità di Gianluca Mastromonaco: “Mi piace molto come modulo. Ma non mi preoccupano le variazioni in 4-3-3 o 4-4-2: le direttive sono del mister, io sono qui per rispettarle e per lavorare: in base alle sue richieste, mi adatto”. Melodia per un Taranto concreto ed ambizioso: “Non dobbiamo assolutamente rilassarci perché abbiamo conquistato 31 punti, pensando che il discorso salvezza sia già archiviato- catechizza- La nostra opera è orientata alla permanenza in categoria: la cosa peggiore che potremmo fare è distrarci dall’obiettivo primario”.

Alessandra Carpino

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