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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 20:52:00

Cronaca News

Un buon esempio per la lotta ai cambiamenti climatici

foto di Fitodepuratore di Melendugno
Fitodepuratore di Melendugno

BARI – In dodici anni di attività il fitodepuratore di Acquedotto Pugliese a Melendugno ha consentito il ripristino di una Zona Umida in un territorio a rischio desertificazione. Domenica scorsa, proprio in occasione della giornata mondiale delle Zone Umide, Aqp ha accolto la delezione Legambiente all’interno dell’impianto. Con circa otto ettari di estensione, specchi d’acqua per un totale di cinque ettari e sei vasche di depurazione, il fitodepuratore di Melendugno è tra i più grandi d’Italia. È entrato in funzione nel 2010 e serve anche i comuni di Calimera e Martignano. “Le Zone Umide contribuisco alla lotta ai cambiamenti climatici poiché assorbono C02”, ha spiegato Ruggero Ronzulli, presidente di Legambiente Puglia.

“Oltre il 50% delle zone umide del mondo sta svanendo a causa dell’uomo, da qui l’importanza di aree come queste. È un buon esempio quello di Acquedotto Pugliese che ha dato vita, grazie alla fitodepurazione, a una Zona Umida in linea con il tema della giornata: custodisci, valorizza e rigenera”. Occorre far conoscere questi luoghi a quante più persone possibile, ha puntualizzato Filomena My, presidente di Legambiente Leverano: “Quest’anno abbiamo scelto di venire a Melendugno per visitare una zona umida artificiale che per noi ha una valenza fondamentale. Da un lato permette la depurazione e il riutilizzo delle acque per molti scopi, dall’altro è un’occasione per tutelare il territorio. Abbiamo quindi voluto questa visita anche nella prospettiva di organizzare altri progetti”. L’attività di fitodepurazione nell’impianto di Melendugno avviene attraverso una serie di processi specifici che avvengono naturalmente nelle aree palustri. “Il riutilizzo fatto qui a Melendugno delle acque fitodepurate- ha puntualizzato il responsabile Reti e Impianti Aqp, Marcello Rainò- è un esempio di come si possa favorire la riqualificazione dell’ambiente. Il piano di tutela delle acque però prevede diversi riutilizzi. In primis in agricoltura. Le acque con l’apporto di potassio e di azoto utilizzate a scopi irrigui riducono l’utilizzo di concimi”. “L’altezza di ogni vassoio d’acqua è compresa tra i 70 e i 90 centimetri”, ha spiegato Mario Pietrosanti, responsabile depurazione Lecce Aqp. “Ciò consente ai raggi solari di penetrare e innescare alcune reazione di tipo aerobico che portano alla depurazione naturale delle acque”.

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