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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 12:56:00

News Provincia di Taranto

«Si dimette un assessore, la crisi a Manduria non è ancora finita»

Il Palazzo di Città di Manduria
Il Palazzo di Città di Manduria

MANDURIA – «Le dimissioni dell’assessora Dimagli dopo nemmeno 20 giorni dal rimpasto di deleghe assessorili riaprono uno scenario di incertezza sull’attuale amministrazione del Comune di Manduria, a meno di un mese dalla chiusura presunta della crisi innescata dal gruppo Gea e durata, di fatto, più di sei mesi. Se consideriamo che il sindaco e la sua Giunta si sono insediati ad ottobre 2020, fa specie pensare che sia più il tempo dedicato alle beghe politiche che quello dedicato ad amministrare seriamente la cosa pubblica».

È quanto si legge in una nota congiunta di Partito Democratico, Movimento Con, Manduria Migliore, Federcivica e Gruppo Consiliare Progressista. «Le conseguenze di una gestione scriteriata, d’altro canto, sono sotto gli occhi di tutti. Pensiamo, ad esempio, alla totale assenza di attenzione rivolta verso una pianificazione del sistema dei parcheggi, con un atto amministrativo già confezionato dalla commissione prefettizia e solo in attesa di pubblicazione che giace fermo nei cassetti della casa comunale, con un perdurante ed imbarazzante disagio per i cittadini che percepiscono la città abbandonata a sé stessa e i commercianti che anelano la possibilità di un maggiore ricambio delle auto in sosta nonché una efficace azione amministrativa locale per combattere la desertificazione commerciale in atto e che vede la cittadinanza spostarsi addirittura nei paesi vicini per lo shopping e il divertimento. Ma di questo l’assessore alle Attività Produttive forse non si è nemmeno accorto, intento a riparare le casette in legno inutili e inagibili costate alla cittadinanza ben 30mila euro – Purtroppo ciò che trasmette Manduria è uno stato perdurante di abbandono da parte dell’amministrazione Pecoraro. Basta guardarsi intorno – evidenziano i partiti – per notare una totale incuria dell’arredo urbano e degli spazi comuni, elementi che sono alla base – tanto per fare un ulteriore esempio – di un pacchetto di risorse del Distretto Unico del Commercio, finanziato dalla Regione Puglia, di circa 150mila euro; risorse che rischiamo di vedere svanire perché i lavori finanziati non sono stati fatti partire e, invece, devono essere realizzati e rendicontati entro luglio 2022.

Nulla di tutto questo è visibile nella città. Ma ciò che i cittadini vedono e il sindaco, gli assessori e i consiglieri di maggioranza – tra cui noti pseudo ecologisti – fanno finta di non vedere sono i rifiuti sparsi per le marine di Manduria, che continuano ad essere discarica a cielo aperto di indicibili accumuli di spazzatura. Questo è uno dei tanti problemi che ovviamente non può essere affrontato poco prima dell’estate, ma va analizzato e affrontato in modo continuativo nell’intero corso dell’anno, con un piano di raccolta ad hoc; con la localizzazione di mini-isole ecologiche di ultima generazione – capaci di garantire il conferimento differenziato; con delle attività premiali per i bravi cittadini che conferiscono correttamente la differenziata (come peraltro parzialmente previsto nel capitolato d’appalto che, forse, i nostri assessori al ramo non avranno nemmeno avuto la bontà di leggere); con un controllo del territorio da parte delle guardie ambientali (di cui si è provveduto a fare con urgenza un regolamento per poi non vederlo mai attuato!) e con tutto quanto abbiamo sempre ritenuto utile proporre per la soluzione dei problemi legati ai rifiuti. Per non parlare dell’ultimo atto fallimentare certificato dal TAR e cioè la bocciatura della realizzazione dell’Ecocentro di fronte alla Masseria Marina, dove erano stati fatti partire i lavori senza accorgersi dell’assenza della necessaria variante urbanistica! Insomma, anche il più sprovveduto tra gli Assessori ai Lavori Pubblici avrebbe potuto (e dovuto) far verificare la regolarità formale di un progetto vistato dai predecessori, prima di far partire i lavori, dovendo ora – con molta probabilità – pagare i danni all’impresa incaricata!

Con buona pace delle tasche dei cittadini che sono quelli che, alla fine, pagano gli errori di questa fallimentare amministrazione. Difficoltà, problemi, mancanze che – nella nostra azione di minoranza – sottolineiamo sin dall’inizio di questa sfortunata amministrazione Pecoraro. All’inizio la risposta tipica era “dateci tempo, ci siamo appena insediati”, ora dopo quasi due anni di amministrazione non possiamo più accettare scuse. Tuttavia, è chiaro che se la gestione della macchina amministrativa viene percepita come un onere secondario, come qualcosa che non debba occupare l’intera giornata dell’amministratore, questo modo di fare rimarrà tale e Manduria continuerà a sprofondare. Per questo è necessaria, da parte del Sindaco, un’assunzione rapida di responsabilità, non sono tollerabili ulteriori crisi, attese e ritardi. Il seggio assessorile vacante, ad esempio, era deputato anche alle funzioni di analisi fondi europei, risorsa importantissima per gli enti locali; dunque, è necessario determinare il destino del paese senza ulteriori indugi. Speriamo che i saldi sulle poltrone terminino presto – concludono Partito Democratico, Movimento Con, Manduria Migliore, Federcivica e Gruppo Consiliare Progressista – e si riprenda a fare politica sul serio, con la nomina di assessori preparati e competenti, altrimenti la scelta più saggia e più utile per la città sarà quella di chiedere le dimissioni del Sindaco, da tutti noi abbondantemente sfiduciato perché fallimentare in tutti i settori».

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