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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 14:55:00

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“Lettere di memoria”, tra fantasia e realtà

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“Lettere di memoria”, tra fantasia e realtà

Le testimonianze sull’Olocausto non sono mai abbastanza. Tutt’altro. Dopo oltre settant’anni dalla liberazione di Auschwitz, a documentare l’assurda persecuzione e detenzione vissuta dagli ebrei continuano ad essere dati alle stampe libri in forma di “memoire” o di romanzo. A una sfilza già esistente di libri, si aggiunge “Lettere di memoria” di Giovanni Fanelli giunto in soli pochi mesi alla terza edizione. Un epistolario prezioso, delicato, commovente che vuole divenire emblema contro ogni forma di negazionismo, di quegli avvenimenti storici. Il volume, è bene chiarirlo, nelle sue pagine raccoglie lettere immaginarie. Lettere che il giovane autore tarantino ha arricchito di eventi realmente accaduti ma filtrati da chi vuole continuare a capire il perché di ogni singola storia.

Il perché di tanta violenza e odio. Scopo dell’epistolario è dare voce, per quanto possibile, ad ogni persona che ha patito la sofferenza, la disumanità e la cattiveria all’interno dei campi di concentramento; è dare dignità alla loro esistenza martoriata. “Lettere di memoria” è un diario scritto a tante mani, o forse meglio, a tante vite perché appartenenti a donne, uomini e bambini che pur non conoscendosi si sono sentiti avvolti in un unico abbraccio. In un unico crudele destino. Quando proviamo a pensare alle atrocità vissute dai deportati durante la Seconda Guerra Mondiale più che la mente, il nostro cuore pulsa sensazioni e emozioni che pur non avendole vissute personalmente, producono un’accelerazione di battiti facendoci sentire ancor più vivi. Non è mai facile parlare di questa tematica perché è vera, struggente e disarmante. Giovanni Fanelli ci è riuscito perché è entrato in queste vicende in punta di piedi. Una raccolta di lettere scritta con il cuore; il cuore di un giovane che attraverso i racconti, attraverso la sua sensibilità riesce a stupirci.

L’autore, evidentemente, non ha vissuto quegli anni; per affrontare le dinamiche storiche e politiche che si sono susseguite durante la Seconda Guerra Mondiale, ha dovuto informarsi, leggere, confrontarsi, e tutto questo, al solo scopo di immedesimarsi in ognuna delle persone che compaiono in questa opera. Deve essere stato psicologicamente impegnativo immaginare di essere lì per davvero. Deve essere stato faticoso ritornare con la mente a quegli anni. Deve essere stato doloroso vivere delle emozioni come quelle. Naturalmente, ciò che l’autore ha vissuto sulla propria pelle, è ben diverso dal supplizio che ha provato la gente che c’è stata per davvero, che ha varcato quei cancelli dell’inferno. Qualcuno potrebbe pensare che scrivere oggi un libro sull’Olocausto, sui campi di concentramento, sulla strage di innocenti perpetrata in quegli anni sia superfluo; che esistano già molte prove di quello che è accaduto e che quindi altre testimonianze siano inutili. Ma non è così. Ricordare è necessario. Ricordare è doveroso. Ricordare è sacrosanto. Sempre. E oggi, 11 febbraio 2022, l’autore parlerà agli alunni delle scuole di Taranto i quali sono già stati sensibilizzati, nel corso della settimana sulla Giornata della Memoria, durante l’incontro che si è svolto sulla piattaforma “La Ringhiera” in collaborazione con il “Libro conNesso” e “Taranto legge” il giorno 28 gennaio a cura di Angelo Di Leo e Michele Tursi. Il confronto on line tra studenti e autore è stato caldeggiato dalle docenti Lucrezia Lenti, Anna Caricasole e Vittoria Bosco. Oggi gli alunni potranno incontrare fisicamente Giovanni Fanelli, a partire dalle ore 17:30, nella libreria Ubik in via Nitti nr. 27 per il firmacopie del volume “Lettere di memoria”. L’evento è aperto a tutti quanti coloro che vorranno partecipare.

Gian Carlo Lisi

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