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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 14:55:00

foto di Il depuratore Sava- Manduria (foto Giovanni Loppo)
Il depuratore Sava- Manduria (foto Giovanni Loppo)

GROTTAGLIE – “Il Tar Bari ha sentenziato la piena legittimità dell’impianto di depurazione al servizio degli agglomerati di Sava e Manduria, premiando la sensibilità ambientale di chi lo programmò e al sol fine di sottrarre i cittadini di quel territorio dal degrado e dall’inquinamento del suolo e del mare. Spero che non si vedano più cittadini eccitati nella protesta per andare contro se stessi e celebrità dello spettacolo impegnate a occuparsi di materie non conosciute con esiti paradossali: favorire la distruzione ambientale in nome dell’ambiente”. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione Fabiano Amati.

“Nella mia esperienza di assessore regionale alla tutela delle acque nel Governo Vendola, mi toccò programmare un’iniziativa amministrativa forte per superare lo stato di degrado ambientale in diverse città pugliesi, determinata dall’assenza di adeguato sistema fognario e depurativo- ha aggiunto Amati- i casi più eclatanti erano quelli di Sava-Manduria, Carovigno e Casamassima. Quelli di Carovigno e Casamassima sono stati risolti esattamente come da programma legale e tecnico-scientifico, nonostante inutili girotondi di parole e di opere aggiuntive, mentre rimaneva ancora sotto giudizio il caso di Sava-Manduria. A ciò si aggiunga che il movimento di protesta, promosso da poche persone impegnate politicamente e però in grado di coinvolgere i cittadini alimentando paure e sospetti, si fregiava della militanza di personalità dello spettacolo che per popolarità sovrastavano le opinioni di buon senso amministrativo, finendo per rappresentare gli amministratori pubblici come una setta di incompetenti e inquinatori.

E invece era ed è vero il contrario, così come ha sentenziato il Tar con parole chiarissime che meritano di essere trascritte: ‘a difettare in radice è la possibilità di presumere… che la realizzazione di un impianto di depurazione, in un’area fino ad ora sfornita e per tale ragione oggetto d’infrazione da parte della Commissione Europea per il conseguente degrado ambientale, possa essere potenzialmente inquinante e degradante’. E ancora: ‘è la natura stessa dell’impianto in contestazione a non consentire di presumere l’esistenza degli indicati effetti negativi’. Insomma, a detta dei giudici del Tar, rientrava e rientra nel dovere degli amministratori pubblici coscienziosi sottrarre le persone da uno stato di galleggiamento sui propri liquami, con un danno alla salute e pure all’ambiente circostante. In questa vicenda, invece, e con un inquietante capovolgimento di fronti logici, si era finito per sostenere che era meglio galleggiare sui liquami piuttosto che depurarli. Spero che questa esperienza serva ad educare alla sensibilità ambientale e invito tutte le personalità dello spettacolo di non avallare – anche se in buona fede – teorie anti-scientifiche e nei fatti inquinanti, senza aver preventivamente approfondito gli argomenti. Il danno da ritardo nel completamento di quest’opera ambientale è terribile, perché ancora oggi i cittadini di quel territorio vivono una condizione incivile per i parametri del XXI secolo. Ringrazio i difensori della Regione Tiziana Teresa Colelli e Carmela Capobianco per l’ottima attività di difesa compiuta in favore della Regione Puglia e della qualità ambientale dei territori di Sava e Manduria”.

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