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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 16 Maggio 2022 alle 06:22:23

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Taranto, contro il Foggia la “cura Saraniti” per guarire dal mal di gol

foto di Il Taranto
Il Taranto

“Non è perché le cose sono difficili che noi non osiamo. E’ perché non osiamo che sono difficili”, scriveva il celebre filosofo latino Lucio Anneo Seneca. E per osare occorrono coraggio ed intraprendenza, ma anche ordine, disciplina e razionalità nell’iniziativa stessa. Il Taranto ha urgenza di ritrovare il senso del possesso della forza, di riprendere il suo viaggio agonistico verso la meta essenziale, di suggellare la quota salvifica, che possa magari schiudere ad una dimensione più ludica della competizione. Ed il rientro in squadra di Andrea Saraniti, reduce da un turno di squalifica espiato in occasione della sciagurata prova di Andria, è accolto quasi come taumaturgico per le sorti offensive e non solo della compagine rossoblu: “Non sono imprescindibile perché, purtroppo, partite opache ne abbiamo disputate anche con me in campo- esordisce l’attaccante- Non è un problema legato alla mia assenza o meno. Ho vissuto male l’esperienza di Andria come tutti, ho sofferto anche nella settimana antecedente al match. L’esito è stato traumatico, però ci siamo messi subito con la testa al lavoro: stiamo cercando di fare tutto quello che ci chiede il mister, per poi riportarlo sul campo sabato contro il Foggia”.

E’ stato archiviato un mese di febbraio destabilizzante, fra cabale, sortilegi e numeri precari: dalla prima vittoria del nuovo anno solare che stenta ad essere marchiata, alla casistica infausta ed insita nelle dinamiche delle partite, distribuita fra eventi determinanti (calci di rigore vanificati, legni timbrati, ingenuità difensive) ed una carenza preoccupante di sigilli nelle porte avversarie. Una situazione ermetica che ha confinato il Taranto nel limbo della graduatoria, con l’appendice di una partita e mezzo da recuperare a marzo, mentre le concorrenti incalzano nel tentare di evitare la zona play out: sembra che la marcia della sorprendente neopromossa, lodata per la sua ispirazione e per il suo pragmatismo, si sia inceppata al doppio successo sull’asse Picerno-Torre del Greco conquistato a dicembre, prima della sosta procrastinata. “Non mi sento di condividere le ipotesi di involuzione tattica- commenta Andrea Saraniti- Posso solo assicurare che c’è stato un piccolo calo dovuto alla paura di non sbagliare, causato dagli episodi che ci hanno penalizzati fortemente, ma ci rimetteremo sulla strada giusta per ottenere i punti utili a certificare il mantenimento della categoria”. Il confronto delle cifre e delle peculiarità avviene fra i due gironi di andata e ritorno, secondo lo studio di Giuseppe Laterza: “Può essere anche una flessione fisiologica, fatto sta che nelle ultime partite abbiamo un po’ arrancato, proprio nel momento in cui avremmo dovuto preservare le distanze in chiave salvezza- continua il centravanti palermitanoLa vittoria arriverà, il prima possibile: siamo carichi e vogliosi di vincere il derby col Foggia”.

I dilemmi si sono inanellati ed intensificati dopo l’amara trasferta contro i federiciani: Taranto protagonista di un rilassamento implicito al cospetto di una classifica suadente, o preda di uno stato di panico innescatosi nella fase in cui sarebbe stato importante accelerare, al fine di ottenere il crisma dell’uf ficialità della permanenza? “Posso affermare che si tratti di un fattore mentale, scaturito da tanti episodi negativi che abbiamo subìto nel corso delle sette gare disputate in avvio del nuovo anno- spiega Saraniti- E’ normale che subentri il timore di sbagliare: si cerca di compiere quanto sperimentato, eppure anche le cose più semplici non riescono. Si entra in un tourbillon di sensazioni dal quale è dura uscirne. Però ci siamo compattati ed abbiamo deciso di rimediare già sabato: è subentrata un po’ di paura, dobbiamo eliminare i nostri timori e garantire contro il Foggia tutta quella grinta e quella cattiveria agonistica che ci hanno contraddistinto durante il girone di andata”. Alla vigilia della sfida con la Fidelis Andria, lo stratega Laterza aveva riservato ai suoi alfieri un appello alla responsabilità, allo spirito di sacrificio ed alla consapevolezza nei propri mezzi: esiste un patto per la ripartenza? “ Tutto quello che ci siamo detti dopo la partita rimane fra noi: sono riflessioni private, di spogliatoio-non si sbilancia, Saraniti- Il mister ci ha dato una scossa forte. Abbiamo ricominciato a lavorare al massimo e non vediamo l’ora di affrontare la prossima sfida applicando i criteri tattici ed identitari a cui il nostro allenatore ci ha sempre istruito”.

“Mister Laterza ci cura tantissimo sotto il punto di vista mentale- continua- Però dobbiamo essere noi bravi e maturi ed affrontare un derby non facile: conosciamo tutti il maestro Zeman ed il tipo di gioco delle sue squadre, dobbiamo essere preparati su ogni minimo particolare, stare attenti ad ogni piccolo dettaglio”. Il Taranto sta segnando poco: questione di prevedibilità nei movimenti oppure di un atteggiamento asfissiante da parte delle difese avversarie, puntuali nelle chiusure e nel moltiplicare le marcature? “E’ la stessa disamina: anche a livello offensivo abbiamo riscontrato il timore di fallire, siamo stati poco lucidi nell’ultimo passaggio, nel confezionamento dei cross o sulle palle inattive – dichiara il centravanti- Abbiamo rischiato di smarrire le certezze della coralità offensiva: dobbiamo essere più abili a gestire, perché possediamo un reparto avanzato di tutto rispetto. Dobbiamo essere tranquilli e sviluppare quanto ci insegna il mister durante la settimana”.

Alessandra Carpino

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