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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 10:55:00

foto di Il Taranto
Il Taranto

“Io sono per il mio lavoro. Mi sono sempre dedicato alla mia missione. Non sono il tipo che si proietta a leggere i commenti sui social o consulta i pensieri attraverso gli articoli, sia quando si vince che quando si perde. Mi sono concentrato, insieme col mio staff e con la squadra, ad organizzare la preparazione del derby col Foggia ed analizzare gli errori commessi ad Andria”. Crede nella sacralità della professione, confida nella cultura del progetto, si affida all’anima del suo Taranto, Giuseppe Laterza.

Alla vigilia dell’affascinante derby contro il Foggia guidato dall’icona Zdenek Zeman, in programma oggi pomeriggio allo “Iacovone” con fischio d’inizio alle ore 17.30, il giovane stratega rossoblu filtra ogni tensione attraverso il dialogo e la didattica della res agonistica e tattica: “Penso che la testa sia rivolta alla reazione, ad intensificare l’attività perché il campionato è ancora lungo- ha commentato- Siamo in una fase importantissima ed abbiamo un derby esaltante da disputare. Vogliamo tornare alla vittoria, cercando di centrare quanto prima l’obiettivo della permanenza in categoria”. “Non mi aspettavo questo calo. Avrei voluto che la squadra continuasse ad ostentare la determinazione sfoderata sino alla lunga sosta- ha poi confidato l’allenatore ionico – Il nostro percorso deve continuare. Sappiamo dove possiamo arrivare, soprattutto perché conosciamo il nostro punto di partenza. Non va dimenticato assolutamente. La squadra deve superare ogni frenesia ed ogni timore di fallire: i ragazzi hanno sempre dimostrato attaccamento alla maglia, spirito di sacrificio, determinazione, buona qualità nelle giocate. Devono insistere con concentrazione”.

Un girone fa, il Taranto fu protagonista della svolta tattica della stagione: lo sviluppo del 4-2-3-1 si è rivelato efficace e lodato per la coralità di manovra. Lo stato attuale prevede l’applicazione del 4-3-3, ma una tentazione di ripristino potrebbe essere associata proprio alla mansione del neo acquisto Di Gennaro: “All’andata disputammo un’ottima partita, incassando il pareggio nel finale e ci fu annullato anche un gol- ha ricordato Laterza- Penso che in settimana abbiamo preparato abbastanza bene la nuova sfida coi satanelli, in funzione degli uomini a disposizione. L’idea di portare Di Gennaro più avanti c’è, però dobbiamo fare anche i conti con la situazione generale. Non abbiamo tante scelte, dobbiamo cercare di centrare il modulo giusto per disputare una grande prova, sia dall’inizio che in corso. In simile fase del torneo, serve gestire i cambi per trasformare le sorti di una gara anche nei venti minuti conclusivi”. Il Taranto sta evidenziando una grave difficoltà a segnare: questione di prevedibilità dei movimenti offensivi o di nuove strategie assunte dalle difese avversarie, avvezze ad asfissianti raddoppi di marcatura, alla puntualità nelle chiusure, all’impedimento nello spazio stretto? “Analizzo le partite nella loro completezza e penso che la squadra abbia sempre creato situazioni importanti e pericolose- ha spiegato mister Laterza- A volte ha sbagliato l’ultimo passaggio oppure è stata condizionata dalla casistica: sabato scorso, contro l’Andria, gli spunti sono stati appannaggio di Santarpia, Marsili, Civilleri e del legno colpito da Di Gennaro: purtroppo la palla non è entrata”.

“Bisogna elargire più lucidità e cattiveria sotto porta: prima abbiamo costruito meno, ma concretizzato di più. Contro i federiciani abbiamo pagato nell’ultimo passaggio: loro sono stati bravi a finalizzare le tre occasioni, il resto sono stati tiri da fuori, in un caso abbiamo perso la marcatura- ha riavvolto il nastroNon ho notato tanta differenza nel computo contro il Catanzaro: nell’epilogo del primo tempo ne ha create tre di fila, ma dopo il gol subìto su punizione, il Taranto ha reagito con Mastromonaco e Saraniti. Rispetto al girone d’andata, le difese antagoniste non ti concedono libertà: sono molto più attente, molto più corte, molto più concentrate; molte squadre sono meno belle, perché tendono a rischiare meno”. Focus sul dettaglio dei calci piazzati: “Hanno rappresentato una delle nostre armi, ma non li stiamo sfruttando perché abbiamo perso la struttura inziale con Diaby, coi due difensori centrali e Riccardi a destra che ci garantiva solidità. Adesso abbiamo un’architettura più bassa che ci offre più palleggio, ma occorre intuire i tempi giusti. Abbiamo perso un po’ di fluidità nella fase di non possesso, quindi nei movimenti a sfavore abbiamo incassato gol fatali: in questo frangente del campionato, l’errore più grande è quello di essere deconcentrati sulle palle inattive”.

Le metamorfosi sulle catene ed in ottica offensiva potrebbero sorprendere l’intraprendenza del Foggia: “Ricordo tutto il percorso della squadra. Abbiamo schierato Riccardi terzino destro prima per l’infortunio di Tomassini: ha funzionato ed abbiamo continuato. Poi è tornato centrale per indisponibilità di Zullo e Granata. Abbiamo collocato Versienti basso perché, col piede opposto dell’esterno alto, avremmo potuto creare soluzioni in superiorità numerica. Adesso abbiamo il problema contrario: pochi elementi disponibili avanti. Versienti nasce come esterno alto sia destro che sinistro, è duttile, ha passo, gamba, buon cross, buona tecnica nel saltare l’uomo. Può essere una soluzione”. Da studiare l’allestimento della linea nevralgica: “Dobbiamo valutare le condizioni di Civilleri: scende in campo chi sta meglio fisicamente. Duelliamo con un centrocampo di qualità come quello dauno, con Petermann, Di Paolantonio ultimo acquisto e Garofalo- ha catechizzato mister Laterza- Il Foggia ha sistemato alcuni reparti a gennaio, superando un momento complicato. Non sarà una partita facile, affrontiamo un maestro del calcio italiano come Zeman, soprattutto una squadra che davanti ha tantissima creatività”. In materia di attaccanti, il trainer rossoblu chiosa in maniera limpida: “Abbiamo perso Barone sino al termine campionato. Non possiamo permetterci di giocare col solo Santarpia in avanti, è un esterno. La società si sta confrontando per un ennesimo sforzo, un elemento funzionale per la crescita”.

Alessandra Carpino

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