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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 10:55:00

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Dante nella “selva oscura” dell’uomo moderno

foto di Dante nella “selva oscura”
Dante nella “selva oscura”

Sono molte le occasioni nella nostra società contemporanea in cui sono assenti quei principi morali sui quali essa risulta essere fondata. Nella vita di ogni giorno ci sono delle gravi mancanze individuali e collettive: l’assenza di ragionevolezza, arroganza con cui ci proponiamo abitualmente, offesa alle nostre istituzioni democratiche, le contrapposizione contro la scienza (come si sta dimostrando in questo periodo di pandemia) per dare sfogo ad un fanatismo culturale, che sta diventando abituale nei nostri comportamenti con cui ci poniamo difronte alle questioni del mondo, quella realtà, di cui facciamo parte e per questo necessita da parte di ognuno un atteggiamento serio, consapevole, paziente, di condivisione e di equilibrio.

Ogni comportamento estremo (ormai troppo ricorrente nella nostra vita sociale) ci deve far riflettere; da più parti ci viene suggerito di ritornare alle nostre responsabilità, come papa Francesco che parla di aperture alle diversità; alcune personalità delle nostre istituzioni, che sentono ancora il valore della politica come attività di servizio per la società (come il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella), oppure pensiamo tutta quella miriade di volontari cittadini, che da tanti anni ormai sono abituati ad essere vicini ai bisogni della gente. La guerra di questi giorni scoppiata in Ucraina è solo uno dei molti segnali che le cose nel mondo non vanno bene, al pari delle ingiustizie sociali, delle gravissime responsabilità dell’uomo sull’ambiente o di quegli che invece di osservare i nobili principi dell’attività politica si avvicinano a questa attività umana con lo scopo affaristico o, come succede troppo spesso oggi, con un deliberato atteggiamento di rapina dei beni della collettività. C’è da dire che l’egoismo è istintivo nell’uomo, questo sentimento umano si espande anche nei comportamenti sociali, che sono simili in ogni epoca della storia, anche in quelle più lontane come il periodo in cui è vissuto Dante Alighieri. Il Sommo poeta si è molto cimentato nella sua opera a sottolineare la brutalità dell’uomo nella società, ha denunciato le ingiustizie che si sono verificate nel suo tempo, ha condannato i poteri degenerati (come era quello della Chiesa durante il Medio Evo), ma ha cercato di spiegare come la storia dell’uomo poteva andare avanti secondo un ordine prestabilito (quello del papato, che garantiva la vita dello spirito, e quello imperiale per la vita terrena).

Pur nell’ambito del suo pensiero, che rimane medioevale, l’opera di Dante si presenta attuale, egli si erige nella sua Commedia come profeta della storia dell’uomo per quei valori assoluti, che caratterizzano la vita umana e, per questo motivo vanno tutelati; il poeta fiorentino parla nella sua opera dell’uguaglianza degli uomini, l’impegno nella ricerca e del sapere sono attività che lo distinguono dagli altri esseri viventi e, infine, la stabile amministrazione della giustizia e salvaguardia dei diritti umani devono rimanere presupposti prioritari che regolano la vita del consorzio umano, cui tutti noi apparteniamo. Nella poesia dantesca sono diffusi ampi riferimenti di questo disegno etico della vita umana, che costituisce il fondamento di tutta la sua opera, nella quale è scritto anche il suo pensiero politico, che, nonostante si mantenga pur sempre nell’ambito filosofico medioevale, preconizza l’unità d’Italia (che si realizzerà dopo molti secoli), procedendo ad armonizzare i suoi valori condivisi: la lingua, la cultura e conservando quel grande patrimonio che è la civiltà latina, di cui l’Italia ha il compito storico di mantenerla sempre in vita nelle sue istituzioni culturali. Dante anche se uomo politico non lo fu in modo esclusivo. Per fortuna, perché di lui ci rimane soprattutto il grande poeta quale è stato, con la sua Commedia, un’opera unica per il suo messaggio provvidenziale e per la grande testimonianza storica, che ha scritto un capitolo imprescindibile, non solo della letteratura italiana, ma di quella mondiale.

Per il VII Centenario dalla morte del Sommo poeta la sua opera è stata celebrata in tutte le istituzioni culturali e scolastiche italiane di ogni ordine e grado; il poeta fiorentino è stato onorato ripetutamente in ogni comitato territoriale della Società Dante Alighieri, in tutto il mondo si è sentita la necessità per un ritorno alla sua opera profetica. Nell’ambito del progetto culturale “Tutti in biblioteca” che si svolge presso l’Istituto Superiore “Augusto Righi” di Taranto, si è allestito nei mesi scorsi la mostra itinerante del “VII anniversario della morte di Dante Alighieri” che si propone la diffusione del messaggio della “Commedia” e la contemporaneità dei suoi contenuti: la fragilità degli uomini, le sue debolezze, la precarietà della sua esistenza rispetto all’Entità divina, la continua prevaricazione degli uni verso gli altri, quelli più deboli, i più indifesi della nostra società. Ancora oggi l’uomo continua a sprofondare nel suo peccato della Selva oscura, un peccato antico, che Dante lo ha reso scenico, rappresentandolo buio e cavernoso, precipizio per la sua perdizione morale, da cui si aprono le porte dell’inferno evangelico. Ma l’uomo moderno ha superato oggi di gran lunga la fantasia diabolica di Dante, con la scusa del suo progresso ha peccato di vanità, ha diffuso ingiustizie che mettono a rischio gli equilibri sociali, ha deturpato il suo ambiente, ha fatto scempio del paradiso terrestre che era in origine la terra, ha reso asfissiante l’aria che respiriamo nelle nostre città, la sua sfrenata corsa verso un insano progresso ha messo a repentaglio gli equilibri naturali del mondo e, quindi, il futuro dell’umanità.

La seconda tappa della mostra itinerante del “VII Anniversario della morte di Dante Alighieri “si svolgerà a Sava presso la biblioteca di S. Francesco d’ Assisi, dove da anni opera l’Associazione culturale Madre Terra, i cui soci volontari si sono impegnati in un sorprendente allestimento scenico delle tre cantiche dantesche. Lo spettatore si ritroverà nel percorso del poema dantesco, intervallato da sequenze sceniche, personaggi che declamano i versi delle tre cantiche, tavole di disegni del pittore francese Gustave Dorè, durante il cammino si possono ammirare gli acquerelli della pittrice Veronica Poggi e di altri artisti locali, che hanno inteso immortalare con i loro colori fantasiosi quella narrazione immortale. Il visitatore prosegue il suo percorso guidato dalla lettura della Commedia, sotto la pioggia dei versi danteschi, che si concluderà davanti ad una interessante esposizione di libri del Settecento, dell’Ottocento e le pregiate edizioni del Novecento delle opere di Dante Alighieri. Inaugurazione della mostra domenica 6 marzo alle ore 18,30 nella Biblioteca San Francesco d’Assisi, a Sava.

Vito Donato Litti

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