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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 10:58:00

Cronaca News

Caro gasolio e non solo, si fermano i pescatori

foto di Caro gasolio e non solo, si fermano i pescatori - foto Francesco Manfuso
Caro gasolio e non solo, si fermano i pescatori - foto Francesco Manfuso

«Non riusciamo più a sostenere i costi. Un’uscita in mare è diventata insostenibile: vanno coperte le spese, in primis il prezzo del carburante arrivato alle stelle. Se il valore del pescato non supera i costi ovviamente andiamo sotto. Chiaro che questa, insieme a tutte le altre problematiche del comparto, diventa una montagna difficile da scalare. Ragion per cui sono moltissimi alla fine a cedere e ad abbandonare questa attività per cercare altro e condurre una vita dignitosa». Immediato il messaggio che i pescatori lanciano dalla banchina di via Cariati dove le barche sono ferme, e vi resteranno per il resto della settimana, come immediati ed incisivi sono i cartelli che gli operatori mostrano per rappresentare le criticità di questo particolare momento. “Marineria di Taranto in sciopero. Governo aiutaci” “Colpiti e affondati” “Pescatori alla fame” “Pescatori senza futuro” “Salviamo la pesca” “Caro gasolio: no pesca”: così la marineria tarantina, Agci Pesca e Legacoop Agroalimentare in testa, aderisce alle iniziative nazionali di protesta organizzate a livello nazionale dalle associazioni di categoria della pesca.

GLI OPERATORI: «LA SITUAZIONE È DIVENTATA INSOSTENIBILE»
Cosimo Bisignano (Legacoop Agroalimentare) e Emilio Palumbo (Agci Pesca): «E’ il risultato del fallimento di una politica comune che continua a calare dall’alto una iper-regolamentazione astratta e spesso inapplicabile e che non tiene conto delle profonde differenze tra ecosistema del mare del nord e del mediterraneo, e delle profonde differenze socio-economiche delle flotte operanti in questi aree; quadro che oggi si aggrava con il raddoppio del costo del gasolio. Malgrado gli sforzi, le richieste, gli incontri, le ripetute segnalazioni in sedi ed occasioni istituzionali rivolte dalle associazioni di categoria la situazione è diventata insostenibile. Considerato che si è di fronte ad una vera e propria emergenza che rischia di avere contraccolpi socio economici ed occupazionali devastanti, le associazioni chiederanno nella riunione programmata presso il Ministero competente un sostegno adeguato a fronteggiare nell’immediato tale situazione ed un cronoprogramma di azioni volte a diminuire la pressione sull’attività di pesca a livello nazionale».

D’AMATO (GREENS): «GASOLIO AIUTI IMMEDIATI AI PICCOLI PESCATORI»
«Il caro gasolio che sta colpendo la piccola pesca va affrontato con misure straordinarie e immediate. Ne va del futuro di un comparto fondamentale per le nostre comunità costiere e per la salvaguardia dei nostri territori. Le cause sono strutturali e richiedono un duplice livello di intervento. Il primo spetta al governo italiano, che deve agire con sostegni adeguati tesi a mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia sulla pesca artigianale, che deve avere la priorità in quanto più vulnerabile. Il secondo coinvolge anche l’Europa e deve guardare al medio e lungo termine». Lo dice l’eurodeputata dei Greens, Rosa D’Amato.

«Al Parlamento Ue – continua – ho ribadito pù volte che anche per la pesca servono aiuti diretti al reddito per le categorie più vulnerabili da accompagnare con investimenti strutturali per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Non possiamo vivere in eterno con la spada di Damocle delle fonti fossili e di un approvvigionamento energetico dipendente con forza da Paesi terzi. Bisogna recidere questo filo, promuovendo soluzioni alternative basate su fonti che non solo sono rinnovabili e pulite, ma che ridurrebbero i costi per i piccoli pescatori e la dipendenza dai signori del gas. Per farlo servono risorse che accompagnino la transizione. Dove trovarle? Tassando i profitti che i grandi colossi dei combustibili fossili hanno accumulato dall’inizio della crisi energetica: secondo Global Witness, 8 aziende fossili, tra cui l’Eni, hanno messo in cassa oltre 119 miliardi di dollari grazie a questa crisi, tanto per fare un esempio. Infine – prosegue – bisogna promuovere la diversificazione del reddito dei piccoli pescatori: se ne parla da sempre, ma quando si tratta di investire in tal senso ci si gira dall’altra parte. Eppure, una tale misura renderebbe il comparto più resiliente dinanzi a shock internazionali come quelli che stiamo vivendo».

BELLOMO (LEGA): «EMILIANO PREVEDA MISURE DI SOSTEGNO»
«Mentre il Parlamento si appresta a discutere un emendamento ad hoc della Lega al decreto energia e i rappresentanti delle associazioni più importanti delle marinerie italiane incontrano al Ministero il sottosegretario delegato, la protesta sul caro-gasolio impone anche alla Regione Puglia di fare presto e bene la sua parte». Lo dichiara Davide Bellomo, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Puglia. «Il settore della pesca, al pari di quello dell’agricoltura, è fondamentale per l’economia del territorio. Il prezzo del gasolio, schizzato in una settimana da 86 centesimi a 1 euro e 30 per ogni litro, mentre dodici mesi fa non arrivava a 36 centesimi, rende insostenibile per un migliaio di lavoratori pugliesi del mare l’esercizio di qualsiasi attività. Sto per presentare una mozione ad hoc, formalizzando così la mia richiesta, per ottenere l’impegno del presidente Emiliano e della sua Giunta. Si preveda una redistribuzione delle accise sul carburante e ogni altra incisiva misura di sostegno a favore di una categoria in gravissima difficoltà. Sta diventando un’impresa in Puglia, e non solo per i costi elevati, anche riuscire a trovare il gasolio necessario per mettere le barche in mare. Una situazione che non può lasciare indifferenti e che ha bisogno di un aiuto concreto da parte della politica: di quella nazionale, ma anche di quella che deve avvertire maggiormente le istanze del territorio».

LA SOLIDARIETÀ DI FORZA ITALIA
«Esprimiamo la nostra solidarietà a tutte le marinerie pugliesi e raccogliamo il loro grido di dolore per una situazione ormai insostenibile, causata dall’impennata dei prezzi di gasolio e della benzina». Così i consiglieri regionali di Forza Italia Stefano Lacatena, Giandiego Gatta, Paride Mazzotta e Vito De Palma. «I nostri pescatori sono stati costretti a tirare i remi in barca perché i costi sono lievitati alle stelle e non è più possibile lavorare. E’ un grido di dignità, il loro e quello di tanti altri operatori economici che hanno dovuto sospendere le attività perché i rincari energetici sono troppo elevati. Come si ricorderà, nelle scorse settimane abbiamo presentato una mozione proprio per richiedere un intervento alla Regione, stanziando risorse per abbattere gli aumenti. Purtroppo, la mozione non è stata ancora inserita nell’agenda del Consiglio e si attende con apprensione ciò che farà anche il governo nazionale su questo fronte. Nel frattempo, non possiamo che sentirci vicini a tutti gli uomini e le donne il cui lavoro è minacciato dal galoppo dei prezzi».

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