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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 10:58:00

foto di Lo stabilimento Leonardo di Grottaglie
Lo stabilimento Leonardo di Grottaglie

E’ stato raggiunto nel pomeriggio di martedì presso l’Unione industriali di Roma un importante accordo sullo smartworking tra Fim, Fiom, Uil e il più grande gruppo industriale aderente a Federmeccanica, Leonardo. L’intesa raggiunta va ad aggiungersi ai tanti accordi di secondo livello che si stanno definendo per uscire dalla fase di emergenza legata alla pandemia e per dare normalità organizzativa a questa modalità di lavoro che nella fase pandemia ha permesso a molte attività lavorative di restare operative.

«Il Gruppo Leonardo conta oltre 27 mila dipendenti e questo accordo interesserà sicuramente più della metà dei lavoratori – spiegano dalla Fim Cisl – L’intesa ribadisce i principi fondamentali di questa modalità di lavoro a partire dalla volontarietà da parte del lavoratore, ovviamente dentro quelle mansioni e professionalità compatibili con il lavoro agile, oltre che alle dotazioni che l’azienda dovrà fornire al lavoratore per svolgere al meglio il proprio lavoro in smart- working. Sarà inoltre possibile svolgere tale attività in ogni luogo, purché non siano locali pubblici, dentro una flessibilità di prestazione a questa modalità di lavoro, fino a 10 giorni al mese di norma, una ampia fascia di utilizzo di questo strumento per tutti i lavoratori da declinare secondo le singole divisioni e aree del Gruppo. Importantissima l’introduzione nell’intesa di una norma che regola il diritto alla disconnessione che viene sancito in maniera certa per una durata di 12 ore e mezzo nella fascia oraria che va dalle 19:30 alle 8.00 del mattino. Soprattutto in una logica di conciliazione vita-lavoro e di attenzione ai carichi di cura si aggiungono inoltre altre due ore di disconnessione giornaliera per lavoratrici e lavoratori che hanno carichi di cura relativamente a figli, genitori non autosufficienti o familiari con disabilità. Un capitolo importante quello della formazione che l’azienda mette in campo, soprattutto a partire dei responsabili aziendali che sono chiamati sempre più, a saper gestire gli obiettivi e i risultati con lavoratori in remoto».

«Per la Fim Cisl – dichiarano Benaglia e Bernardini – l’intesa raggiunta martedì sullo smartworking è innovativa e di qualità, non solo perché riguarda uno dei più grandi e importanti gruppi metalmeccanici del Paese ma perché traccia con chiarezza, l’interesse e la direzione verso questo nuovo strumento di lavoro agile.Una modalità organizzativa del lavoro futuro sempre più legata al rapporto di fiducia e ad una capacità di misurare i lavoratori, non tanto per l’orario di lavoro ma per risultati. Il cambiamento che il lavoro sta vivendo passa soprattutto per questi accordi e avrà sempre più bisogno di una contrattazione e di un sindacato capace di saper intercettare le esigenze del lavoro nuovo. L’intesa odierna risponde a queste, con importanti innovazioni che la Fim da tempo porta avanti a partire, dalla conciliazione dei tempi vita-lavoro delle persone, la formazione, la genitorialità. Tutto dentro un nuovo un set di tutele e diritti adeguato al lavoro che cambia. Valuteremo nel tempo l’applicazione dell’intesa raggiunta oggi ma ribadiamo come il modello di contrattazione partecipativa, sia sempre più improntato a governare i nuovi obiettivi e i nuovi risultati per i lavoratori metalmeccanici. Sulla scorta di queste esperienze contrattuali sollecitiamo fortemente Federmeccanica a ritornare al confronto con Fim, Fiom e Uilm per dare contenuti, soluzioni e regole contrattuali, alle tante medie piccole aziende che oggi non riescono a raggiungere la contrattazione».

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