x

24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 10:58:00

foto di Gherardo Colombo, Rosella Santoro (moderatrice della serata), Emanuele Di Palma e Gabriella Nobile nella serata all’Orfeo
Gherardo Colombo, Rosella Santoro (moderatrice della serata), Emanuele Di Palma e Gabriella Nobile nella serata all’Orfeo

Una mamma e due figli adottati. Due adolescenti di pelle nera e una famiglia che deve fare i conti con il complesso processo di inclusione. La mamma è Gabriella Nobile, imprenditrice e fondatrice dell’associazione “Mamme per la pelle” che ha voluto raccontare la sua testimonianza nel libro “Coprimi le spalle. Quando lo scontro diventa incontro” (Chiarelettere). Un libro sul di-ritto all’accoglienza e sull’uguaglianza narrato da due diversi punti di vista: quello dei ragazzi di-scriminati e quello dei poliziotti che hanno il do-vere di tutelarli. Il libro è stato presentato al Teatro Orfeo l’8 marzo, Giornata della donna, per iniziativa della Banca di Credito Cooperativo di San Marzano. Un incontro al quale è intervenuto anche l’ex pubblico ministero Gherardo Colombo, che del libro ha curato la prefazione.

«Il libro – ha spiegato l’autrice – vuole testimoniare come quello dell’accoglienza sia solo un problema di cultura. Quando abbiamo fatto incontrare venti poliziotti con venti ragazzi neri si sono parlati e ascoltati, si sono abbracciati, non ci sono stati scontri. Questo per dire che va promossa la cultura antirazzista, dell’accoglienza non la cultura dell’odio, del nemico da individuare a tutti i costi. Abbiamo una necessità: smettere di urlare, fermarsi e ascoltarsi». «Quella del libro – ha osservato Colombo – è una storia di relazioni tra ragazzi in divisa e ragazzi non in divisa che hanno altre origini. È una storia sulla dignità delle persone. E sull’obbligo dell’accoglienza. La Costituzione dice che abbiamo il dovere di accogliere tutti coloro che nel loro paese d’origine non possono usufruire delle libertà garantite dalla nostra Costituzione. Questo lo dice l’articolo 10 comma 3 della nostra Costituzione. Abbiamo il dovere di accoglierli, dobbiamo mettercelo in testa».

Il problema, però, non è solo quello dell’accoglienza. Ve n’è un altro successivo e forse più complesso: quello dell’integrazione: «Dobbiamo intenderci su cosa intendiamo per integrazione. Se pensiamo a conformare, se pensiamo se chi viene da fuor deve diventare come noi, allora sbagliamo. Sempre la Costituzione dice che la diversità di genere, di religione, di lingua, di etnia, la condizione personale e sociale di ciascuno, è un valore da preservare e la costituzione lo preserva. Quello dell’integrazione è un tema complesso: pensiamo a uniformare e a rendere tutti uguali ma non è così. Integrazione vuol dire essere capaci d vivere insieme pur essendo diversi». «Come banca vogliamo contribuire alal crescita culturale del territorio. Abbiamo scelto la Giornata della donna per raccontare questa storia di inclusione», ha spiegato il presidente della Bcc di San Marzano, Emanuele Di Palma. «Una storia sul percorso complesso dell’inclusione che meritava di essere raccontata in una giornata come questa, nella quale la retorica deve lasciare spazio ai fatti».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche