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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 20:52:00

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“Ventiquattro linee guida” tra scatti e poesie

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“Ventiquattro linee guida” tra scatti e poesie

“Ventiquattro linee guida. Miraggi verticali” (Antonio Dellisanti Editore) è il titolo del libro scritto a quattro mani dalle autrici tarantine Cristina de Vita e Silvana Pasanisi, già presenti da tempo nel panorama letterario e culturale italiano. Un libro piccolo, ma prezioso che esplora una parte segreta della Basilicata tra borghi antichi e rabatane, coniugando le fotografie scattate da Cristina e le poesie scritte da Silvana. Preziosa la nota introduttiva di Raffaele Nigro che così scrive: “Mi appassiona il viaggio avviato da Cristina de Vita e Silvana Pasanisi tra i centri storici lucani. Non panorami né cartoline sul silenzioso abbandono, ma ritagli di porte e dettagli accompagnati da versi avvolti in un ermetismo metafisico. Le finestre e le porte dunque come metafore di un mondo svanito”.

E ancora: “Cristina esalta con il suo obiettivo la vita del vicolo e spera ad ogni scatto che dietro una porta chiusa ci sia ancora qualche forma di vita. Silvana gli dà voce con la propria voce”. La postfazione è stata curata dal giornalista Pasquale Dibenedetto. «Queste foto rappresentano un viaggio fatto in compagnia: con Raffaele Licinio, Rocco Scotellaro, Raffaele Nigro, Isabella di Morra e Maria Padula e prima di loro Orazio, con il suo “Carpe diem, quam minimum credula postero (Assapora ogni istante, confidando il meno possibile nel domani)” – dichiara Cristina de Vita – Ho voluto catturare sfumature e dettagli che i miei occhi hanno colto e registrato: in realtà ho fotografato non quello che vedevo, ma quella che ero e che sono. Una parte viva di me stessa, colta a piene mani dalle poesie di Silvana Pasanisi che ha saputo, con garbo e leggerezza, donare significato ai miei scatti restituendo loro la voce che ognuno di noi porta dentro di sé». Forti e delicate allo stesso tempo le liriche composte da Silvana Pasanisi. «Quando Cristina, a cui mi legano decenni di storie comuni, molteplici assonanze e vicinanza reale, mi ha parlato di questa idea, portando alla luce questi suoi scatti in terra di Basilicata, la mia prima sensazione è stata quella di voler restituire voce all’anima muta delle immagini che la stessa Cristina aveva fermato. Per sempre – afferma Silvana Pasanisi – In quel “per sempre” mancavano le parole che, in misura prepotente e anche inopportuna, mi sono arrogata il diritto di restituire.

Le 24 linee guida sono aperture possibili, la storia dei luoghi, le porte sono le feritoie che delimitano quello che è dentro da quello che è fuori. Con questa operazione editoriale abbiamo voluto dare nobiltà alla lentezza dello sguardo e al significato del tempo, salvando la ricchezza di paesaggi ricchi d’incanto. Una nuova strada da percorrere, dunque, a partire da dentro noi stessi».

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