x

17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 21:48:00

Cultura News

Adila Fontani e Dario Menicucci, dal colore alla poesia

foto di Adila Fontani
Adila Fontani

È uscito da pochi giorni in distribuzione nazionale il volume, pubblicato da G. C. L. edizioni, “Sete ritmica – dal colore alla poesia”. Si tratta di un’opera preziosa che contiene al suo interno pittura e poesia. O poesia e pittura. Perché cambiando l’ordine dei fattori il prodotto editoriale non cambia. Tutt’altro. Si amplifica. Ma cosa celano queste pagine? L’idea è nata alla poetessa Adila Fontani, figlia di Voltolino, la quale ha coinvolto nel progetto culturale Dario Menicucci, un altro poeta. L’idea originale è stata quella di abbinare alle opere pittoriche del padre Voltolino un commento poetico da lei medesima scritto e da Dario Menicucci.

Prima di procedere nella recensione del libro è opportuno spiegare chi sia Voltolino Fontani. Egli è stato un eclettico pittore del secondo Novecento, rimasto per sua ferma volontà a Livorno, la sua amata città, che non ha mai abbandonato pur avendo avuto contatti col resto d’Italia, e non solo, e dialogando con la pittura internazionale e con le avanguardie europee, anche in tempo reale e con contributi personali. Non è inquadrabile in nessun movimento, la sua ricerca è stata costante e le sue tematiche, varie ed interessanti, congiunte a soluzioni pittoriche originalissime, di matrice espressionista. E questo in terra toscana, patria dei macchiaioli, non era facile. Inoltre Voltolino Fontani nel 1948 ha ideato e fondato, con altri artisti livornesi, l’Eaismo (Era Atomica ismo) un movimento di pittura e poesia. L’Eaismo è stato un movimento d’avanguardia livornese ma di respiro nazionale ed europeo. Adila Fontani accarezzava da parecchio tempo l’idea di abbinare delle proprie poesie a quadri del padre Voltolino. Soprattutto perché lui stesso si è cimentato sia nel linguaggio pittorico che in quello poetico, fin dalla prima gioventù, trasponendo svariate volte un quadro in poesia o viceversa.

Ma il progetto restava nel cassetto. Un giorno le è venuto in mente Dario Menicucci, un poeta che apprezza, che ha svariate pubblicazioni al suo attivo e le cui liriche, dettate da una grande sensibilità, concedono spazio alle descrizioni, ai sentimenti e ai colori con immediata efficacia. E così ha pensato di coinvolgerlo nel progetto che adesso poteva prendere vita. La collaborazione fra i due poeti è stata caratterizzata dalla massima autonomia espressiva, in sintonia e completamente libera nelle interpretazioni, che non di rado sono coincise. Della produzione di Voltolino Fontani, tra quadri inediti e vere pietre miliari pluripubblicate, sono stati scelti i quadri che suggerivano ai due autori più emozioni, senza schemi precostituiti: così Adila ha commentato all’orientale, con un haiku, tanka o haiga ognuna delle sessantatré opere e solo ad alcune ha dedicato dei versi in stile “occidentale”; viceversa la quasi totalità di esse è commentata da una poesia di Dario. Le opere pittoriche sono state “catalogate” all’interno del volume secondo un ordine cronologico, che rende l’idea del particolare percorso di Fontani in quarant’anni di lavoro sempre dedito alla ricerca, spezzatasi prematuramente a 56 anni. In sessantatré quadri, da un “Autoritratto” eseguito a 16 anni fino al quello ormai ritenuto il suo testamento spirituale, “Traslazione di Cristo”, si snoda una carrellata di stili e di tematiche: dalla guerra all’olocausto, dalla industrializzazione alla urbanizzazione, dall’astratto all’onirico, dal mondo dei diseredati a quello sacro, sempre attraversati dalla paesaggistica, il fil rouge che si snoda stupendamente in tutta l’opera, come la critica più attenta ha evidenziato.

Adila Fontani e Dario Menicucci, ognuno con un sentire e tecnica diversi, ma con apprezzabile sintesi, hanno saputo via via raccogliere l’essenzialità di ogni composizione, di ogni paesaggio, estraendo dalle tele l’anima più vera e l’originaria motivazione che ne ha sostenuto la genesi. In ambedue i poeti si trova una notevole capacità di sintesi insieme a quella, non scontata, di centrata adesione al motivo pittorico di riferimento. Ogni pagina di questo libro deve essere letta e osservata come un’opera d’arte.

Gian Carlo Lisi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche