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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 12:56:00

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Verso le elezioni. Guglielmo De Feis, la scelta del civismo politico

foto di Guglielmo De Feis
Guglielmo De Feis

Guglielmo De Feis: un affermato professionista di provata cultura giuridico amministrativa. Una competente conoscenza delle problematiche territoriali maturate in ambito sindacale nella disciplina e tutela del diritto del lavoro, che anche attraverso “Tarenti Cives”, associazione di cultura giudico-economica operante da molti anni sul territorio, persegue finalità di approfondimento delle problematiche sociali alla luce della normativa vigente nell’ordinamento locale, regionale, nazionale ed europeo, nonchè delle regole che disciplinano lo sviluppo economico della società.

A lui chiediamo perché Taranto Mediterranea:
Taranto è stata Capitale della Magna Grecia ed oggi è chiamata a recuperare e coltivare quello stesso orgoglio che le consentì di “dare del tu” alla più grande delle potenze, Roma. Ho contribuito attivamente in questi anni al dibattito che si è sviluppato su Italia Mediterranea, ho partecipato all’assemblea costituente di Mezzogiorno Federato, da cui è emerso il ruolo decisivo del Civismo politico e federativo che può e deve esercitarsi unendo quei poteri regionali che possono incidere nel governo dei territori: “pensare per sistemi e governare per progetti”. E’ la sintesi oggettiva che può restituire credibilità alla Politica, e al governo del territorio di Taranto e del Mezzogiorno più in generale, abbandonando le vesti del meridionalismo piagnone e proteso verso gli aiuti e le decisioni degli altri, assumendo, consapevolmente, il ruolo di protagonista del proprio destino, nella centralità del Mediterraneo, in un nuovo contesto geopolitico.

Non le pare un progetto “ambizioso”? Infondo stiamo parlando di una competizione amministrativa
E’ proprio questo il punto. Due schieramenti contrapposti, una mobilità fra gli schieramenti, e all’interno degli stessi, incomprensibile, o forse comprensibilmente motivata da una generale assenza della Politica, che pertanto, prescinde dalla proposta, ma soprattutto dalla Visione della città, del territorio che si vuole governare. Incombe la preoccupazione di un conflitto che si va consumando a nord est dell’Europa, i cui esiti sono incerti e che la diplomazia stenta a mediare. Tuttavia le conseguenze sono già evidenti. Avevano cominciato a manifestarsi ancor prima dell’aggressione Russa in Ucrania, con un ruolo crescente del sud est Europeo. La diversa visuale che avevamo anticipato attraverso “l’Italia capovolta”. La felice intuizione di Claudio Signorile sulla diversa centralità che l’Europa assegna al Mezzogiorno come piattaforma logistica del Mediterraneo allargato e proteso verso l’Africa, in particolare per i programmi di transizione energetica. Taranto ha titolo ad avere un ruolo strategico in questa nuova dimensione del Mediterraneo. Un ruolo che le ha riconosciuto la Next generation Eu, ma soprattutto il PNRR. Taranto Mediterranea ha la giusta ambizione di rappresentare, a fondamento della sua proposta politico amministrativa, questa visione di città mediterranea.

Una Città che ambisce di porsi al centro dei traffici internazionali e particolarmente attenta all’innovazione, alla transizione ambientale, tecnologica ed energetica promuovendo lo sviluppo turistico di un territorio ricco anche di produzioni agricole di qualità e dalle grandi tradizioni di ospitalità non può prescindere da un ruolo moderno e funzionale degli apparati amministrativi.
Infatti. Consentimi una citazione di Italo Calvino in base alla quale il nucleo d’una città è dato dalla risposta che questa è in grado di offrire ad una domanda, e quindi ad un’esigenza del cittadino. Sbaglieremmo se pensassimo esclusivamente all’utilizzo di innovazioni tecnologiche all’avanguardia, dovendo invece necessariamente essere anche occasione di incontro, di scambio e di arricchimento con la città medesima, da intendersi nella sua complessità e vastità di forme e sfaccettature. L’auspicio è che i processi di sviluppo delle cosiddette “città intelligenti” si ispirino ad un ideale comune, improntato alla socievolezza ed alla relazione in senso pieno, evitando le degenerazioni egoistiche ed utilitaristiche. In questo senso, la tecnologia va intesa come mezzo di semplificazione e condivisione tra le parti sociali, soprattutto in un’ottica di partecipazione del cittadino alla gestione della cosa pubblica, non certo come fine, men che meno economico, a cui deve tendere ed aspirare l’intera collettività.

D’accordo, ma a questo punto, sorge spontaneo domandarsi se il concetto moderno di Citta intelligente impone una parziale rivisitazione della cittadinanza amministrativa, tradizionalmente definita come titolarità del cittadino di pretese sia di prestazione che di protezione nei confronti dell’Amministrazione.
Bauman con “La solitudine del cittadino globale”, ha saputo rappresentare la solitudine prodotta dall’individualismo. Oggigiorno tale solitudine appare acuita in conseguenza della progressiva ed inarrestabile digitalizzazione, che conduce molti utenti all’isolamento sociale, inverando, per certi aspetti, il rischio di trasformare il cittadino in semplice consumatore. La burocrazia rimane l’ostacolo da abbattere, anche attraverso la messa in campo di tecnologie innovative e nuovi moduli di partecipazione del cittadino alla cura dell’interesse pubblico. In questo quadro, una soluzione potrebbe essere il potenziamento degli strumenti di partenariato pubblico-privato (PPP), in un’ottica di stimolo per l’Amministrazione ad adottare un approccio efficiente ed in grado di individuare i criteri di fattibilità del progetto e, soprattutto, i vantaggi attesi (non solo economici) dell’investimento. La Città intelligente che ci proponiamo dovrà essere in grado di tessere, sullo sfondo, una governance all’altezza del compito, in modo tale da sviluppare una visione chiara ed unanimemente condivisa dell’idea di benessere altre comunità locali che sviluppano progetti simili. Ritorna come vede il concetto di “pensare per sistemi e governare per progetti. In questo senso, il terreno sul quale sperimentare nuovi modelli di Governance, ottimizzando gli investimenti e coinvolgendo le aziende private, anche attraverso modalità di partenariato pubblico-privato. In questa direzione si pone la direttiva 2014/24/UE in materia di appalti, che all’art. 31 introduce l’istituto del partenariato per l’innovazione, ovvero una procedura particolare che consente di sviluppare prodotti, servizi o lavori innovativi non ancora disponibili sul mercato. In tal senso sarebbe auspicabile, in accordo con le OO SS, istituire a Taranto una Scuola permanente della P.A. con corsi di perfezionamento ed aggiornamento, per una materia legislativa e regolamentare, in continua evoluzione. Sarebbe un formidabile strumento, utile per la formazione delle posizioni dirigenziali, nel contempo aperta al management privato delle imprese che volessero interfacciarsi funzionalmente con la Pubblica Amministrazione. Tale strumento avrebbe certamente una valenza territoriale ed extraterritoriale.

Con questi propositi assolutamente innovativi dunque la vedremo in Consiglio Comunale?
Questo, come sa, saranno gli elettori a deciderlo. Di una cosa però sono certo. Voglio che gli elettori che sceglieranno di votarmi lo sappiano da subito. Il mio ruolo intendo svolgerlo, nell’assise comunale. Credo che bisogna restituirle il ruolo che le è proprio e che la legge le assegna: il massimo organo rappresentativo della comunità locale ed espressivo della domanda sociale. L’organo di indirizzo di controllo politico-amministrativo dell’ente locale, espressivo della domanda sociale e interprete permanente della volontà popolare. La funzione di indirizzo consiste nella partecipazione del Consiglio alla definizione dei fini politicoamministrativi dell’ente che, costituendo i criteri guida dell’azione politica e gestionale del Comune, di fatto vincolano il Sindaco, il Presidente, gli Assessori, i dirigenti e i responsabili dei servizi. La funzione di controllo si concretizza nel monitoraggio dell’attività degli organi politici e burocratici al fine di accertarne la congruità all’indirizzo politico-amministrativo dell’ente. Se riusciremo a restituire al Consiglio Comunale, effettivamente questo ruolo, sarebbe un ottimo risultato a garanzia del programma che il Sindaco ha proposto e che i cittadini hanno scelto.  

(spazio autogestito)

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