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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 06:18:58

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Trame di vita al Palazzo Ducale di Martina Franca

foto di Trame di vita al Palazzo Ducale di Martina Franca
Trame di vita al Palazzo Ducale di Martina Franca

MARTINA FRANCA – È di questi giorni l’inaugurazione della mostra “Trame di vita”, a Martina Franca. La particolare esposizione di arazzi ad ago, manufatti artigianali realizzati dall’artista Lina Colucci e dalle donne del Centro Antiviolenza Rompiamo il Silenzio, è stata allestita presso le Sale Nobili del Palazzo Ducale, e sarà visitabile fino a domenica 10 aprile, dalle 10 alle 12 e nel pomeriggio dalle 17 alle 19, con ingresso gratuito. Il titolo della mostra, Trame di Vita, nasce dal laboratorio di tessitura di arazzi ad ago che Lina Colucci guida dallo scorso novembre 2021, con il coinvolgimento delle donne del Centro Antiviolenza.

Quella della tessitura degli arazzi ad ago è una tecnica unica nel suo genere e si basa sull’arazzo inventato da Laura Marcucci Cambellotti nella seconda metà del ‘900. Si parte da un bozzetto, il cui disegno viene ingrandito e riportato sulla stoffa. Segue poi il ricamo della tela, che non procede con la tecnica convenzionale dei punti fissi: gli stessi vengono adattati all’effetto che si vuole ottenere, come se più che di punti si trattasse di pennellate. L’effetto finale è quello di un vero e proprio quadro in cui il filo sostituisce le tempere. “Davanti a quelle tele” – raccontano le donne del Centro Antiviolenza Rompiamo il Silenzio – “abbiamo intrecciato, con un ago in mano, i fili delle nostre storie. E come avviene quando si crea un arazzo, abbiamo scoperto che quelle linee intricate e sottili che a primo impatto sembrano un insensato groviglio, se si ha pazienza, svelano un incanto incredibile.

L’arte antica dell’arazzo è stata per noi balsamo, balsamo per l’anima e per la mente, perché ogni punto è pieno della nostra storia, della nostra bellezza, del nostro esserci e stare. Uno stare segnato dalla cura, dalla sorellanza e dalla consapevolezza”. Lina Colucci è l’artista che ha condotto il laboratorio, con un bagaglio artistico e personale molto tenace: nasce nel Marzo del 1960 a Locorotondo e a pochi mesi di vita contrae la poliomielite, per la quale viene mandata a vivere a Trieste, presso l’Ospedale Burlo, dove potrà ricevere le cure necessarie. A Trieste, Lina ha la possibilità di sperimentare l’Arte e di ampliare la sua visione del mondo, acquisendo una sensibilità comune a pochi. Inizia a disegnare e dipingere come autodidatta nel proprio tempo libero. Nella seconda metà degli anni ’80, il fortunato incontro con Vittorio, che poi diventerà suo marito, la porta a fare la conoscenza di Laura Marcucci Cambellotti, artista romana che le insegna la tecnica dell’arazzo o dipinto ad ago e la aiuta ad affinare le sue doti artistiche fornendole quelle basi tecniche che, da autodidatta, le mancano. Lina coltiva la sua passione per circa trent’anni, decidendo di dedicarcisi in maniera esclusiva al suo pensionamento, nel 2017.

La mostra, inaugurata alla presenza dell’assessora alle Politiche Sociali di Martina Franca, Tiziana Schiavone, dell’artista Lina Colucci e della responsabile della rete dei Centri Antiviolenza di Sud Est Donne, Angela Lacitignola, è visitabile fino a domenica 10 aprile. Per info: 345 219 0171.

Donatella Gianfrate

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