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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 06:18:58

Cronaca News

Muore dopo lunga attesa: 4 medici indagati

L’ingresso dell’ospedale Ss. Annunziata di Taranto
L’ingresso dell’ospedale Ss. Annunziata di Taranto

Una lunga attesa, prima di essere sottoposto agli esami clinici e di ricevere tutte le cure necessarie, sarebbe stata fatale ad anziano. Per la morte di un paziente, avvenuta il 5 ottobre 2020 all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, sono indagati quattro medici. La Procura, a conclusione dell’inchiesta, avviata dopo la denuncia dei familiari, ha notificato l’avviso di garanzia ai quattro professionisti. Da quanto emerso dalle indagini, l’uomo, di 83 anni, è giunto al pronto soccorso con dolori addominali accompagnati da tumefazione.

Una persona fragile che presentava diverse patologie, fra le quali una insufficienza respiratoria e che, secondo l’accusa, non avrebbe ricevuto le cure con la necessaria urgenza richiesta dal suo caso. Stando sempre alla ricostruzione dell’accusa, l’uomo sarebbe stato costretto ad una lunga attesa, di 16 ore e 50 minuti dal ricovero, prima di completare gli esami diagnostici e di ricevere le terapie. E questo gli sarebbe stato fatale. In quel lungo arco di tempo è stato sottoposto agli esami diagnostici e del sangue ma, è sempre la tesi accusatoria, in maniera tardiva e incompleta. I risultati degli esami di conferma della presenza di un ematoma all’addome sarebbero giunti soltanto a distanza di 4 ore dall’accettazione.

Un ritardo che, sempre secondo l’accusa, perdurò anche dopo, sia nel trasferimento del paziente nel reparto di chirurgia, avvenuto dopo più di due ore e mezza dall’esito della Tac, sia nella somministrazione della terapia a base di coagulanti e plasma, iniziata dopo ulteriori due ore. Infine, è l’altra contestazione del pm agli indagati, l’intervento di necessaria embolizzazione, che se eseguito tempestivamente avrebbe potuto essere risolutivo e salvare la vita all’anziano, sarebbe stato effettuato dopo 16 ore e 50 minuti dal ricovero. Invece, gli interventi sarebbero stati tardivi e questo avrebbe determinato il decesso dell’uomo. La causa della morte è stata individuata dai medici legali in uno shock emorragico conseguente all’ematoma del muscolo retto anteriore della parte sinistra dell’addome. Secondo la perizia effettuata dai medici Massimo Villani e Liliana Innamorato, “non fu intrapresa alcuna attività urgente fino a quando il paziente non andò in shock.

Solo allora l’assistenza medica subì un’accelerazione ma oramai era già troppo tardi”. Inoltre, la perizia ha scagionato anestesisti rianimatori e radiologi, nei confronti dei quali non viene riscontrata nessuna responsabilità. Sotto inchiesta sono finiti un medico del pronto soccorso e tre della chirurgia generale. I familiari del paziente deceduto sono assistiti dall’avvocato Francesco Marturano. Mentre del collegio difensivo degli indagati fanno parte gli avvocati Michele Rossetti, Antonio Altamura, Vincenzo D’Elia e Maddalena Quero. Dopo l’avviso di conclusione delle indagini, trascorsi i tempi previsti dalcodice per l’esercizio del diritto di difesa degli accusati (che possono presentare memorie, chiedere l’interrogatorio oppure rendere dichiarazioni spontanee) il pm deciderà se formulare la richiesta di rinvio a giudizio.

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