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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 21:48:00

Cronaca News

Si dimettono i consiglieri del Ctp, decade il presidente Egidio Albanese

foto di Egidio Albanese
Egidio Albanese

L’avvocato Egidio Albanese non è più presidente del Ctp. Nei giorni scorsi, i componenti del Consiglio d’Amministrazione del Ctp Francesco Tacente, Bruno Ferri, Gabriella Ressa e Tullia Cuzzocrea hanno rassegnato le proprie dimissioni facendo decadere il presidente. A quanto pare la decisione dei consiglieri sarebbe arrivata dopo che Albanese ha annunciato pubblicamente (dopo avere incontrato il Governatore Emiliano a Bari) sostegno alla candidatura a sindaco di Rinaldo Melucci. Ora, a gestire il Consorzio per l’ordinaria amministrazione, c’è il collegio sindacale.

Nei prossimi giorni sarà convocata l’assemblea dei soci, presieduta da Giovanni Gugliotti, che avrà il compito di nominare il nuovo cda. In difesa di Albanese diversi interventi di esponenti politici che sostengono la candidatura a sindaco di Melucci. Paolo Castronovi, segretario cittadino Psi Taranto, già vicesindaco e assessore alle Società partecipate.

«In tempi antichi i congiurati usavano il pugnale, oggi si usano le dimissioni! Ormai la “firma delle dimissioni” per cancellare una esperienza amministrativa è diventato il tratto distintivo di un certo modo di fare politica e amministrazione del gruppo di persone che hanno eletto Giovanni Gugliotti a loro leader e deus ex machina. A novembre lo avevano fatto altri firmando le dimissioni e sciogliendo il consiglio comunale di Taranto, lo hanno fatto oggi i componenti del CdA del Consorzio Trasporti Pubblici della Provincia. Almeno i primi avevano addotto pseudo motivazioni politiche per sfiduciare il Sindaco Melucci, mentre questi ultimi non hanno avuto nemmeno il coraggio di farlo adducendo invece “motivi personali”… Le vere motivazioni le hanno scritte i giornali: Egidio Albanese è reo di aver scelto di appoggiare la candidatura a Sindaco di Rinaldo Melucci, e per questo è stato punito dalla ennesima congiura di palazzo. Non sta a me sindacare o giudicare le scelte di Egidio Albanese che vanno comunque rispettate. Ma sarebbe stato opportuno far decadere il suo Consiglio di Amministrazione dopo l’approvazione del Bilancio del Ctp Taranto, ovvero aspettare poche settimane, per poi eleggere un nuovo CdA. Sarebbe stato non solo opportuno, ma soprattutto rispettoso di quei cittadini a cui appartiene il Ctp Taranto: un’azienda pubblica, infatti, non è di questo o di quel politico, ma è dei cittadini.

Questo deve essere chiaro a tutti coloro che sono chiamati ad amministrare la cosa pubblica. Lo sa bene Rinaldo Melucci che, infatti, non ha “chiesto” a nessun consigliere delle tre società partecipate del Comune di dimettersi per sciogliere i CdA, neanche a quelli di Kyma Servizi Infrataras il cui Presidente Francesco D’Errico è candidato nella coalizione a lui avversa. Ma il rispetto delle istituzioni e del ruolo che svolgono a favore dei cittadini non è cosa che, evidentemente, appartiene a tutti. E ognuno sceglie il proprio leader e il proprio candidato sindaco in base alle proprie sensibilità. Noi abbiamo scelto Rinaldo Melucci». Fabrizio Manzulli, Taranto Crea: «La legge del taglione. In pieno stile fascista. Ecco svelato il volto di un traballante Gugliotti che elimina i suoi avversari politici con l’abuso di un ruolo istituzionale che lo dovrebbe vedere garante della comunità. E invece, la divergenza di veduta con la linea pseudo politica di un carrozzone nato per interessi di pochi, costa all’avvocato Albanese il trattamento riservato ai dissidenti, agli uomini liberi. Ecco, questo atteggiamento violento e antidemocratico è quello che dobbiamo condannare pubblicamente, tutelando la nostra città e il suo futuro da personaggi che vivono la cosa pubblica come fosse la sezione distaccata del proprio partito.

Solidarietà all’avvocato Albanese e condanna assoluta verso l’atteggiamento di un presidente della Provincia, king maker della candidatura di Walter Muusillo, che ancora una volta dimostra di aver valicato il ruolo di garante delle istituzioni. Cosimo Ciraci, per la lista civica “Taranto 2030 Melucci sindaco”: «Pensavamo che quello che è successo a novembre scorso a Taranto fosse un caso isolato. Invece no: per chi si propone come prossimo amministratore della nostra città è evidentemente un modus operandi da replicare. Qualcuno non si allinea? Ci si organizza e ci si dimette per eliminare politicamente il dissidente. La cacciata dell’avvocato Egidio Albanese dal Ctp per divergenze politiche è l’epilogo di una politica dell’abuso e della prevaricazione: un vero e proprio ricatto politico che non può non essere stigmatizzato da chi rispetta le istituzioni e non pretende di usarle per i propri consumi elettorali. La continuità amministrativa è un valore e lo è anche il rispetto degli avversari politici, di chi decide di seguire una strada politica diversa dalla nostra. Rivendichiamo distanza siderale dai loro metodi. Mai infatti ci siamo sognati in questi mesi di far dimettere i componenti del cda di Infrataras per far cadere il presidente, l’avvocato Francesco D’Errico, candidato nelle liste di Walter Musillo. Avremmo potuto, ma non lo abbiamo fatto. Solidarietà al collega Albanese, certo che non si farà intimidire da questi atti. I cittadini per bene, seri, capaci di osservare con occhio libero e critico questi avvenimenti, sapranno giudicare a tempo debito.

Anna Filippetti, consigliera provinciale Pd; Mattia Giorno, responsabile enti locali Pd. «Le dimissioni indotte e l’appartenenza politica: il caso Ctp è l’ennesima conferma della politica del rancore messa in atto dall’accoppiata Musillo-Gugliotti che si confermano lontani anni luce dai valori della democrazia, del rispetto delle istituzioni e del confronto politico. Non appena l’avvocato Egidio Albanese ha formalizzato la sua vicinanza al progetto politico che vede in Rinaldo Melucci il miglior candidato sindaco per Taranto, ecco che non si è fatta attendere la risposta ritorsiva dei capibastione del Patto per Taranto. Le dimissioni di massa del Cda del Consorzio trasporti pubblici sono il segnale di un clima politico violento che mette il bavaglio a chi non è partiticamente allineato. Un’ennesima pagina di dubbio valore – stesso metodo usato dai 17 consiglieri firmatari artefici della caduta dell’amministrazione comunale di Taranto – che restituisce alla comunità la conferma dell’immagine e dello stile cari a Musillo e Gugliotti di chi declina la campagna elettorale secondo atteggiamenti ispirati al rancore e alla totale assenza di visione futura per Taranto. Mai ci saremmo aspettati da profili come quelli del cda di Ctp un tale atteggiamento. Immaginate cosa sarebbe la gestione di Palazzo di Città in simili mani? Un disastroso balzo nel medioevo! Per queste ragioni continueremo con più forza la campagna elettorale a sostegno di Rinaldo Melucci. Idee, progetti e rispetto resteranno gli assi portanti del nostro lavoro».

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