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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 10:58:00

Cronaca News

Istituto Santa Apollonia, Informarsi è formarsi. La conoscenza come consapevolezza tra realtà e fake

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Studenti al computer

Quando ciò che leggiamo è davvero il resoconto della verità? Come possiamo trovare una realtà certificata in un mondo pieno zeppo di informazioni? Da queste e altre mille domande è partita, nell’ambito delle ore dedicate all’educazione civica, un’indagine storico-culturale che ha visto porre l’accento sull’importanza del fare corretta informazione. Le ore di storia sono state unite a quelle destinate all’educazione civica per riflettere su quanto il mondo del web possa essere sia uno strumento formativo ma anche una rete subdola e piena di tranelli.

La classe III A dell’Istituto paritario per odontotecnici Santa Apollonia di Taranto ha scelto di approfondire il concetto di cittadinanza digitale in linea con i goal dell’Agenda 2030. Ci si è chiesti a che cosa serva saper individuare la provenienza di una fonte, come comportarsi difronte a una falsa notizia e che affinità avesse la materia storica nel dibattito, seguendo un arco temporale ampio. Sono sempre esistite le false notizie? A che servono? Con sorpresa abbiamo individuato la primissima fake news della storia attribuita a una lettera mai scritta dal generale spartano Pausania, in base a cui fu considerato colpevole di alto tradimento per la sua presunta intenzione di tradire i greci per passare al servizio di Serse. Fondamentale ci è sembrata la riflessione “Sulla Donazione di Costantino falsamente attribuita e falsificata”, celebre saggio di Lorenzo Valla del 1440 che voleva confutare l’autenticità della cosiddetta “Donazione di Costantino”, per poi piombare nelle parole illuminanti di Voltaire: “Se gli uomini fossero ragionevoli, non vorrebbero altre storie che quelle che espongono sotto i loro occhi i diritti dei popoli, le leggi secondo le quali ogni padre di famiglia può disporre dei propri averi, gli avvenimenti che interessano tutta una nazione, i trattati che la legano alle nazioni vicine, i progressi delle arti utili, gli abusi che espongono continuamente la maggioranza alla tirannia della minoranza; ma questa maniera di scrivere la storia è difficile quanto pericolosa. Sarebbe uno studio per il lettore, e non uno svago. Il pubblico preferisce le favole – e gliene vengono servite”.

Da qui ci è stato chiaro quanto indagare, saper riconoscere le fonti e lavorare di comparazione sia lo strumento ideale per non chiudere il nostro pensiero a informazioni frammentarie, fioriere di caos e imprecisioni fuorvianti. Così abbiamo imparato a distinguere le bufale dalle informazioni, abbiamo preferito andare oltre la notizia cercando nella divergenza le risposte non assolute, ormai consapevoli dei rischi che una cattiva informazione può generare. E mentre la nostra ricerca formativa si faceva strada, con un attento occhio al mondo dei social e ai titoli ammaliatori, abbiamo letto la realtà contemporanea in maniera più vivace: il conflitto tra Russia e Ucraina. È evidente la lezione che stiamo apprendendo: la difesa del pensiero libero è un atto coraggioso e questo lo dimostrano tutti quei giornalisti e reporter al fronte che per fare una corretta e limpida informazione, mal grado la censura e i pericoli, scelgono piuttosto di morire ma difendono l’informazione libera e veritiera in un contesto che tende a distorcere, falsare e boicottare la libertà di pensiero.

Da questa esperienza formativa, svolta con la guida della prof.ssa Stravato, ne è conseguita una maggiore consapevolezza del peso della nostra libertà, dell’utilizzo intelligente dei mezzi che abbiamo a disposizione e una strana voglia di saper leggere sempre tra le righe le sfumature che colorano il nostro tempo. Abbiamo acquisito gli strumenti per riconoscere i tranelli del web, ne abbiamo compreso il galateo in sintonia con il fact checking ovvero la pratica statunitense adottata dalle agenzie di comunicazione per verificare la veridicità delle notizie prima che esse siano pubblicate. La conclusione del discorso è stata sorprendente: la conoscenza è un viaggio pieno di insidie che vanno vagliate, come fanno gli storici, ma ne deriva una libertà che suona come pensiero indipendente perché informarsi è un diritto ma anche una conquista! Giorgia III A

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