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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 09:59:00

Cronaca News

Taglio del nastro alla mostra, l’Età dell’Oro (la muta)

Venerdì, al Museo MArTA, l’inaugurazione dell’esposizione con le opere di Federico Gori

Le opere realizzate da Federico Gori
Le opere realizzate da Federico Gori

Sarà inaugurata venerdì 8 aprile alle ore 10.30, all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA, la mostra “L’età dell’oro (la muta)” dell’artista Federico Gori, a cura dì Eva Degl’Innocenti e Lorenzo Madaro.
Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA è tra i vincitori del bando Pac – Piano per l’Arte Contemporanea del Ministero della Cultura (bando della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura) con una mostra personale dedicata all’artista Federico Gori e l’acquisizione di una sua opera inedita site-specific che entra a far parte delle collezioni dell’istituzione tarantina.
Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA ad autonomia speciale ha incluso fino dal 2016 l’arte contemporanea tra i principali elementi valoriali alla base del suo piano strategico.
L’età dell’oro (la muta), opera pensata e progettata da Federico Gori appositamente per il MArTA (e da cui deriva anche il titolo dell’intero progetto espositivo curato dalla direttrice del museo, Eva Degl’Innocenti, e da Lorenzo Madaro, con il coordinamento di Gregorio Battistoni di Atlante servizi), è costituita da una teca in legno e vetro trasparente strutturata su più livelli, contenente una serie di sculture in oro, argento, bronzo, rame e ferro, realizzate a partire dall’esuvia di 28 serpenti. La scelta dei metalli riflette la successione delle età delineata ne Le opere e i giorni di Esiodo e si lega fortemente con gli Ori di Taranto da cui l’opera trae ispirazione diretta. L’esuvia del serpente è qui assurta ad elemento simbolico di mutazione, nel suo significato più profondo: la capacità rigeneratrice della natura e delle sue creature.
La direttrice del MArTA Eva Degl’Innocenti dichiara: “L’opera site-specific di Federico Gori entra a far parte delle collezioni permanenti del museo MArTA, con un dialogo tra patrimonio archeologico e creatività contemporanea di grande suggestione e contribuendo alle stratificazioni di senso e significati di questo luogo di memorie”.
“La mostra di Federico Gori è anche l’occasione per investigare la collezione archeologica del museo – dice il curatore della mostra Lorenzo Madaro – attraverso lo sguardo di un artista contemporaneo, perciò sia il catalogo che sarà editato per l’occasione che le attività legate al progetto espositivo si concentreranno su tale presupposto attraverso il coinvolgimento attivo di pensatori e studiosi di differenti discipline”.
“In un momento in cui nella dimensione espositiva il rapporto tra l’antico e il contemporaneo è al centro delle riflessioni curatoriali del presente, il progetto espositivo personale L’età dell’oro concepito da Federico Gori (Prato, 1977) per il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA risulta assolutamente pregnante, perché è in grado di rivelare un percorso di conoscenza, anzi un vero e proprio itinerario tra i materiali e le forme care alla sua indagine e le opere custodite in uno dei musei più importanti del Mediterraneo – spiegano dal museo – Federico Gori ha, anzitutto, posto una regola: nessuna invasione, nessuna gara tra il presente del suo lessico e le forme assolute dell’antico, difatti è egli stesso a sostenere: “Solitamente non voglio essere influenzato dal contesto in cui espongo, è importante per me pormi come una tabula rasa. Questa è una mostra pensata comunque per questo museo, ma deve vivere di vita propria”. Il progetto non è, difatti, un agonistico percorso di territori linguistici lontani millenni, ma una forma pacifica di dialogo, in cui le opere del contemporaneo si muovono con rispetto tra vasellame antico, mosaici, sculture. L’opera prodotta nell’ambito del bando è una scultura che unisce il tempo e lo spazio, epoche storiche lontanissime unite da ideali globali. Al centro di questo intimo itinerario di conoscenza c’è infatti il tempo, che si declina con diverse temperature concettuali e visive. Anzitutto il tempo della storia delle civiltà che sono al centro della collezione museale. E poi, naturalmente, quelle delle opere, appartenenti a differenti cicli, installate dall’artista. “È quindi presente un tempo interno sia nelle opere, sia nei materiali che le compongono, che per me è essenziale” – racconta ancora Gori. Il suo è un lavoro totalmente (e volutamente) disconnesso da una specifica collocazione cronologica orientata verso il presente, usa materiali che appartengono alla storia dell’uomo, la terra, il rame, elementi primigeni in grado di sviluppare forme di comunicazione radicali nel loro essere volutamente essenziali».
Giorni e orari di visita della mostra: dal martedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso prenotabile alle ore 17.30); lunedì riservato ai gruppi dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso prenotabile alle ore 17.30) domenica dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15.30 alle ore 19.30 (ultimo ingresso prenotabile alle ore 17.30)

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