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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 21:48:00

foto di Pronto Soccorso del SS. Annunziata
Pronto Soccorso del SS. Annunziata

«Sembra scongiurato per il momento il rischio che la coperta troppo corta della carenza d’organico nel pronto soccorso di Taranto possa essere tirata da una parte per lasciare scoperta l’altra». Si è svolto il 4 aprile scorso l’incontro tra vertici dell’Asl di Taranto e i rappresentanti sindacali, per discutere delle carenze di organico, in particolare di personale medico presso i pronto soccorsi. «Il Management aziendale nel corso degli ultimi 10 giorni aveva inviato numerosi ordini di servizio ai dirigenti medici di varie specialità impiegati nei reparti di degenza, chiamandoli a coprire i turni ordinari di Pronto Soccorso».

«Quella carenza non è un’emergenza sanitaria – spiega Mimmo Sardelli segretario della Funzione Pubblica Cgil – bensì, è il prodotto di un deficit strutturale che dipende dal non aver affrontato prima il problema con lungimiranza. Così, dopo l’opinione estremamente critica espressa in quella sede proprio dalla Funzione Pubblica, l’Asl tarantina ha iniziato a valutare interventi alternativi rispetto agli ordini di servizio imposti e non concordati coi dirigenti». «Siamo soddisfatti – dice Maria Teresa Coppola – coordinatrice Fp Cgil Medici e Dirigenza – perchè quella decisione appariva come un’altra toppa striminzita peggiore del buco che si voleva coprire. D’altra parte, anche la terza sezione del Consiglio di Stato, per un provvedimento simile dell’Asl di Roma si era pronunciato già in settembre 2021con una bocciatura». «Ma il problema resta e forse è arrivato il momento di affrontarlo con serietà e con interventi reali sulla base del fabbisogno oggettivo della sanità tarantina».

«La carenza di medici non interessa soltanto i Pronto Soccorsi ma tocca, con maggiore o minore criticità, la totalità delle branche – sottolinea la dottoressa Marangelli, delegata Fp Cgil Medici e Dirigenza – ciò è dovuto all’inesorabile processo migratorio dei nostri medici verso altre ASL e verso il privato accreditato che risultano più appetibili non tanto dal punto di vista economico quanto rispetto alla qualità delle condizioni di lavoro, che le ultime decisioni manageriali contribuiscono a peggiorare ulteriormente». «Servono nuovi specialisti da avviare ai Pronto Soccorso nel fronte estremo di una emergenza che è sempre più strutturale e che il Piano Assunzionale della Regione Puglia non contribuisce a superare. Taranto resta fanalino di coda anche nei fabbisogni di personale sanitario dei prossimi anni – commenta ancora la Funzione Pubblica – e non c’è certezza neanche di stabilizzazione per i medici, ancorchè senza specializzazione, che lavorano da anni nei pronto soccorso territoriali». «La Funzione Pubblica chiede con forza che la Asl di Taranto affronti con decisione il problema della carenza di medici, attivando anche le opportune relazioni sindacali e attuando soluzioni che non gravino ulteriormente sul personale sanitario attualmente in servizio».

ASSUNZIONI, ASL TARANTO: «1200 EFFETTUATE FINORA SULLE QUASI 2200 PREVISTE NEL BIENNIO 2020/2022».
Sono circa 2.200 le assunzioni che l’Asl Taranto ha previsto nel Piano del Fabbisogno 2020/2022, di queste ne sono già state effettuate 1.218, tutte a tempo indeterminato. «Nel dettaglio – spiegano dall’azienda sanitaria locale – sono stati assunti 130 dirigenti medici, 336 infermieri, 54 ostetriche, 305 operatori socio sanitari (oss). Nelle quasi 400 altre assunzioni, ci sono tra gli altri 47 psicologi, 7 farmacisti, 23 tecnici di laboratorio, 25 tecnici della prevenzione, 31 fisioterapisti, 33 autisti e 39 unità di personale amministrativo. Restano da assumere, come anticipato nei giorni scorsi sulla stampa dall’assessore regionale alla Sanità Rocco Palese, sempre con contratti di lavoro stabile, altri circa mille operatori sanitari: circa 200 medici, altrettanti infermieri e poi personale ostetrico e altre figure tecniche e amministrative. Oltre a queste assunzioni a tempo indeterminato, Asl Taranto ha contrattualizzato ulteriori circa 800 rapporti di lavoro a tempo determinato, tra i quali 67 medici, oltre 500 infermieri e circa 50 oss. Come nel resto d’Italia, l’unica vera emergenza sanitaria è costituita dalla penuria di medici, in particolar modo per talune specialità, come ad esempio pronto soccorso, ortopedia, anestesia, diretta conseguenza delle scelte del passato a livello nazionale che, a differenza di oggi, prevedevano un limitato numero di posti nelle scuole di specializzazione. Per quel che riguarda, infine, il redigendo Piano del Fabbisogno 2022/2024, esso prevederà un maggior fabbisogno di personale determinato dall’entrata in funzione del nuovo Ospedale San Cataldo».

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