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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 21:48:00

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Taranto in Sicilia: trasferta difficile sul campo del Messina

foto di Il Taranto
Il Taranto

Un viaggio come un’Odissea ed una metafora leggendaria adatta a descrivere il momento. Perché, nel suo percorso agonistico, il Taranto, rinvigorito dal ritorno alla vittoria assente addirittura dal dicembre scorso, suggellata in occasione del recupero infrasettimanale contro il quotato Monopoli, deve superare adesso le insidie di Scilla e Cariddi. Figure mitologiche, cantate dagli aedi, insite nelle acque che separano la terra ferma dall’isola di Sicilia.

Il Fato dispensa segnali, opportunità e pericoli sull’asse dell’antica Trinacria: è vigilia della sfida determinante contro il Messina, la compagine più accreditata nel duello per evitare la zona play out. Sia nel capoluogo ionico che nella città peloritana, aumenta la trepidazione da parte delle rispettive tifoserie, le quali si sono prodigate nell’esibizione di slogan intrisi di carisma ed incoraggiamento: a Taranto è stato affisso uno striscione a sormontare le mura del sottopassaggio di via Dante, il cui messaggio eloquente allude alla salvezza da ottenere “per la maglia e per la città”; fanno eco, seppur in modo diametralmente opposto, i sostenitori del Messina, i quali esortano ai “colori da difendere” attraverso la partecipazione sugli spalti dello stadio intitolato al tecnico Franco Scoglio, già propiziata da numerose iniziative promosse dal sodalizio giallorosso. L’incontro fra Messina e Taranto, valevole per la 17ma giornata del girone di ritorno, è in agenda domenica pomeriggio, con fischio d’inizio alle ore 14.30 e beneficerà della trasmissione in diretta streaming sulla piattaforma esclusivista Eleven Sports. A dirigere lo stesso match è stato designato Alessandro Di Graci della sezione di Como, il quale sarà coadiuvato dagli assistenti Costin Del Santo Spataru (Siena) e Riccardo Pintaudi (Pesaro); per la mansione di quarto ufficiale è stato selezionato Gerardo Simone Caruso, dell’area di Viterbo.

La sensazione è che l’assetto tattico della formazione rossoblu non subirà metamorfosi, alla luce della sinergia fra reparti, dei sincronismi e delle sorprese individuali emerse nei recenti appuntamenti sportivi: l’interpretazione del 4-2-3-1 è decisamente mnemonica e proficua, stimolata anche dall’imprevedibilità e dall’insistenza sui bina ri affidati a Riccardi e Versienti, protagonisti di pragmatismo ed attenzione sulla corsia destra, ed alla coppia composta, sul polo mancino, da Ferrara e De Maria, con quest’ultimo eclettico ed a perfetto agio nelle dinamiche avanzate, in progressione e sovrapposizione. Nell’attesa che i due esperti della mediana Civilleri e Marsili ritemprino se stessi dai relativi problemi fisici (trauma lombare per il primo, dolore al quadricipite sinistro per il capitano), il binomio in nevralgica dovrebbe ancora confidare nell’originalità offerta da Di Gennaro, impeccabile nella regia, nella verticalizzazione e nel suggerimento, e da Labriola, giovane dotato di personalità e concentrazione nel presidiare la posizione interna, in occasione dell’avanzamento del collega di reparto.

La retroguardia dovrebbe essere riconfermata in blocco, con Granata puntuale nelle coperture al fianco di Zullo (sostituito per un affaticamento nella seconda parte del match col Monopoli) e con Chiorra, inserito nell’elenco dei diffidati, a tutela dei pali. Istinto, ispirazione, anche disciplina ed astuzia negli schemi sui calci piazzati sono virtù che dovrebbero offrire i due artefici d’attacco Saraniti e Giovinco, ritornati sugli scudi grazie ai sigilli confezionati mercoledì scorso. “Il mio gol? Non ci ho pensato, è un atto d’istinto che appartiene al mio modo di giocare. Sono contento di averlo realizzato, soprattutto perché ha contribuito al successo dell’intera squadra: era troppo importante- aveva commentato il fantasista Giuseppe Giovinco- L’ansia per la vittoria che latitava esisteva, certamente: credo che pochissime partite non siano coincise con le prestazioni. Può accadere durante l’anno, però nel periodo in cui è capitato a noi, ha influito parecchio sul nostro rendimento. Per la salvezza manca ancora qualche punto: dobbiamo ripartire da qui e continuare su questa strada”.

“A nessuno ha fatto piacere trovarsi in una situazione di precarietà- ha confidato il trequartista- Capisco il malumore della piazza rispetto al girone d’andata, ma i primi a stare male siamo noi giocatori. E’ comprensibile che la tifoseria sia contrariata, è un ambiente esigente: è difficile gestire un momento in cui i risultati positivi stentavano ad arrivare. Eravamo consapevoli delle difficoltà, le critiche ci stanno: da noi “più grandi” ci si aspetta sempre qualcosa in più, ma solo col lavoro si può ottenere il superamento dell’ostacolo. Lo stiamo facendo, è quello che abbiamo sempre fatto e che continueremo a fare”. Per lo sviluppo della manovra offensiva, la sintonia con gli esterni e la qualità garantita alle spalle sono fattori essenziali: “Di Gennaro è indiscutibile, non lo scopriamo certo noi, mentre Versienti e De Maria sui lati della trequarti ci regalano una grossa mano, di corsa e di gamba. E si è visto”. “Al Taranto serviva una scintilla, il mio gol è il prodotto di uno schema su calcio d’angolo provato in settimana- ha commentato Andrea SaranitiNon abbiamo mai avuto alibi: secondo me, la vittoria col Monopoli rappresenta un grande punto di partenza. In un percorso di crescita come quello nostro, ci può stare anche un periodo nero, che è durato parecchio tempo. Speriamo che con questo successo e soprattutto con questa prestazione, si siano gettate alle spalle le negatività”. “La vittoria ci dona serenità, ma bisogna immediatamente pensare alla prossima gara- ha puntualizzato il centravanti- Avremmo preferito che fosse arrivata in un momento più tranquillo, in modo da gestire le forze. Ci siamo dovuti adattare al sistema delle partite rinviate, ed ora contro il Messina ci aspetta un’altra battaglia”.

Alessandra Carpino

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