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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 14:55:00

Cronaca News

Veri “professionisti” nei falsi incidenti

foto di Truffe alle assicurazioni, nei guai 10 tra medici e avvocati tarantini - foto di Francesco Manfuso
Truffe alle assicurazioni, nei guai 10 tra medici e avvocati tarantini - foto di Francesco Manfuso

Il loro lavoro ufficiale era quello di commercianti o di gestori di bar e altri locali pubblici. In realtà, secondo le accuse a loro carico, erano professionisti di un’altra attività, illecita però; confezionavano a tavolino falsi incidenti con la complicità di avvocati e medici. In cinque erano dei veri e propri habitué del settore, come è scritto nell’ordinanza del gip del Tribunale di Taranto che evidenzia “l’accentuata e statisticamente anomala ricorrenza di sinistri stradali nella recente biografia degli odierni indagati”.

Sono cinque gli indagati che, stando agli accertamenti degli investigatori, hanno alle loro spalle contestazioni per falsi incidenti, da 8 a 20 a testa, consumati nell’arco di un periodo che va dai dieci ai cinque anni. Questa volta sono finiti tutti insieme nel mirino degli agenti della sezione di pg della Polizia Stradale in seguito ad una soffiata. Quando i poliziotti hanno effettuato un servizio di appostamento nei pressi di alcuni esercizi pubblici gestiti dai sospettati, hanno notato che si frequentavano spesso, quindi hanno approfondito le ragioni della frequentazione: le frodi alle assicurazioni, stando alla ricostruzione investigativa. Gli incidenti venivano costruiti in fotocopia tanto che uno degli avvocati indagati, si legge nelle 130 pagine di ordinanza del gip Giovanni Caroli, aveva chiesto ad uno dei suoi collaboratori di temporeggiare per l’iscrizione di una causa al giudice di pace “in quanto presentava analogie con un altro sinistro” per non destare i sospetti della compagnia assicurativa. In questa circostanza, un’autovettura risultava coinvolta in due incidenti nello stesso luogo, proprio a Martina Franca.

Malgrado, secondo l’accusa, gli indagati fossero dei professionisti degli incidenti costruiti a tavolino, non si sono resi conto della presenza delle scatole nere dei dispositivi satellitari installati a bordo delle autovetture dai quali le compagnie assicurative hanno rilevato i dati utili per accertare che non c’era stato alcun incidente e il veicolo in quel frangente si trovava in un luogo diverso da quello dichiarato nei documenti relativi ai sinistri; quindi alcuni incidenti segnalati sulla Statale 172 fra San Paolo e Martina o su una strada di campagna non si erano verificati e, per di più, le auto percorrevano tranquillamente le strade del centro di Taranto o di altre zone. Mancava, inoltre, nella scatola nera la segnalazione del cosiddetto “evento crash”. Il resto il resto degli elementi lo hanno fornito le intercettazioni effettuate dai poliziotti sulle utenze telefoniche dei sospettati, avvocati e medici compresi e il cerchio intorno si è chiuso intorno ad un totale di 96 indagati.

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