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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 09:59:00

Cronaca News

Bernabè: «Taranto può diventare un polo dell’industria green»

foto di Bernabè con il presidente di Confindustria Taranto, Toma
Bernabè con il presidente di Confindustria Taranto, Toma

“Acciaierie d’Italia sta investendo in ricerca e sviluppo affinchè Taranto diventi il polo della decarbonizzazione e dell’industria verde: la città, però, dovrà cambiare la sua narrazione”. Parole del presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabè, ospite del vertice degli industriali jonici Salvatore Toma. Il presidente di Adi ha parlato davanti alla delegazione di imprenditori tarantini riunitisi per l’occasione nella sede di Confindustria Taranto. Il conflitto Russia-Ucraina e la crisi internazionale, il dibattito sulle risorse energetiche e ovviamente la fabbrica dell’acciaio e le sue prospettive: ampio lo scenario all’interno del quale si è dipanato l’intervento di Bernabè che della situazione sicuramente ancora complessa e densa di incognitein cui versa il centro siderurgico ha voluto fornire una chiave di lettura molto diretta, tracciando le linee essenziali in una prospettiva di breve-medio periodo. Partendo dalla crisi indotta dai venti di guerra, Bernabè ha esordito sottolineando il fondamentale ruolo assunto dall’industria, in questo momento storico, nel sistema economico occidentale, e quindi la necessità che l’Italia diventi un Paese più autonomo anche nell’industria siderurgica nel rispetto della compatibilità ambientale.

“Le acciaierie – ha aggiunto riferendosi allo stabilimento di Tarantohanno dimostrato una resilienza straordinaria, pur dopo le annose vicende del sequestro degli impianti, del commissariamento e delle alterne circostanze che hanno contrassegnato l’ingresso di Arcelor Mittal. Un percorso lastricato di difficoltà e di discontinuità, di variabili esogene ed endogene che hanno costretto Ami a tenere in piedi lo stabilmento operando in un contesto di restrizioni che hanno colpito inevitabilmente tutto lo stabilimento, compreso il sistema delle forniture”. Il vertice di Acciaierie d’Italia ha fatto poi riferimento alle recenti operazioni finanziarie che hanno consentito di immettere nuove risorse nelle casse dello stabilimento, alle prese con forti difficoltà nel reperimento di finanziamenti bancari essenziali all’operatività.

“Mi sono impegnato fortemente per lavorare col sistema bancario – ha aggiunto Bernabèe quindi ripristinare condizioni di normalità. In parte siamo riusciti a fare dei passi avanti con l’operazione di 1,5 miliardi siglata con Morgan Stanley, ora stiamo trattando un’altra operazione importante, quindi pensiamo che nel giro di qualche mese la situazione finanziaria si dovrebbe normalizzare. Questo avrà positivi riflessi un po’ su tutto: ma parliamo di prospettive nel breve periodo”. Inevitabile il riferimento al piano industriale. “Un piano – ha dichiaratoche per il momento è tecnico- industriale, che dovrà trovare una sua stabilità di azionariato e i suoi punti di finanziamento, ma che è sicuramente un piano dove le idee sulle cose da fare sono ben precise e che presenta delle tempistiche definite e molto articolate”. La prospettiva, ha aggiunto il presidente di Acciaierie d’Italia, è quella della decarbonizzazione, che significa far fronte alle trasformazioni epocali in atto, legate particolarmente al riscaldamento globale e all’aumento della Co2 in atmosfera. Un cambiamento quindi per niente banale che impone una trasformazione radicale sull’approvvigionamento energetico.

“Il nostro benessere – ha aggiuntoè stato finora costruito sull’energia fossile abbondante e a basso costo: dal carbone al petrolio. Oggi abbiamo la necessità di avviare una grande innovazione nei processi, nei prodotti. Una rivoluzione che riguarda ovviamente anche l’acciaio. Oggi sappiamo che ci sono modi diversi di produrlo e noi l’idea di come farlo in modo innovativo ce l’abbiamo”. Nel sia pur breve dibattito intercorso con il presidente Toma e gli imprenditori presenti, il presidente Bernabè ha fatto il punto sugli investimenti realizzati da Ami negli ultimi tre anni: 7/800 milioni quelli di carattere ambientale, ha ribadito, non tutti visibili ma importanti.

“Possiamo sicuramente affermare che oggi Taranto è la città dove le best practices di produzione risultano essere più avanzate rispetto a tutte le altre città siderurgiche del mondo. L’immagine che la vostra città ha all’esterno è di una realtà disastrata. Ma quando si arriva qui, ci si rende conto che la narrazione dei media è diversa dalla realtà, ci si trova davanti ad una città bella, dalla preponderante base industriale, con una forte connotazione imprenditoriale ma con un contesto molto gradevole e ben diverso da quello che passa attraverso i media. Una città che non occupa più le prime posizioni nelle classifiche dell’inquinamento ma che nonostante tutto continua ad infliggersi un danno pesante di immagine”. Un concetto, quest’ultimo, ripreso dal presidente Toma, il quale ha ribadito ancora una volta la possibilità di poter coniugare al meglio l’industria e il turismo ecosostenibile; soprattutto, ha aggiunto Toma: “c’è la necessità di poter generare una diversa percezione dell’industria intesa come cultura industriale, moltiplicatrice di ricchezza e partner del territorio. E questo lo possono fare solo le nostre imprese, con le loro eccellenze conosciute in ogni angolo del mondo”. Il vertice di Adi ha poi accolto la proposta del Presidente degli industriali di organizzare a breve iniziative congiunte che vedano fra gli interlocutori l’Università e l’industria, al fine di affrontare un discorso di più ampio respiro sia sui temi dell’ecosostenibilità sia sul futuro dell’acciaio. “Mi sto impegnando per portare a Taranto progetti importanti di sviluppo che facciano di questa città un polo importante nel segno della decarbonizzazione e dell’industria verde: una prospettiva – così il presidente Bernabè ha concluso il suo intervento – non certo di breve termine ma che abbiamo iniziato e che continueremo a portare avanti, guardando al coinvolgimento del sistema accademico e quindi alla formazione avanzata dei giovani come condizione indispensabile per uno sviluppo possibile”.

“Il presidente di Acciaierie d’Italia Franco Bernabe’ ha rassicurato che a Taranto si sta investendo in ricerca e sviluppo affinché diventi un polo dell’ industria verde. Una bella notizia anche la predisposizione di tutti i progetti che vanno nella direzione di dare risposte concrete al territorio. Tuttavia non condivido le parole del presidente Bernabé quando afferma che ‘la città però dovrà cambiare la sua narrazione’. Il racconto della città va cambiato piuttosto con atti concreti, con la bonifica del territorio, con il rilancio di un’acciaieria che sia compatibile con la salute, l’ambiente e che dia priorità ai lavoratori che devono essere ben retribuiti e messi nelle condizioni di lavorare in sicurezza” dichiara in una nota Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia.

1 Commento
  1. Silvio 1 mese ago
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    Quanto mi piacerebbe metterli a capo di questo progetto tutti quelli che propongono queste facilonerie……..

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